Economia

Abbigliamento e calzature, niente effetto saldi: il bilancio è negativo

Oscar Riva, presidente di Federmoda Lecco: «Stagione rovinata: abbiamo lavorato a singhiozzo perdendo una settimana decisiva a gennaio»

La stagione dei saldi invernali non ha portato grandi risultati ai negozi di abbigliamento e calzature lecchesi. Lo rende noto con dispiacere Confcommercio, ricordando che dopo le chiusure del periodo di Natale c'era stata la speranza di poter provare a riscattare mesi difficili. Ma il sogno si è infranto contro una realtà fatta di restrizioni «a posteriori decise anche in modo sbagliato» che, sempre a detta dell'associazione di categoria lecchese, hanno penalizzato un comparto già in sofferenza.

«Il futuro? Bisogna sperare che la vaccinazione proceda a passo spedito»

«È stato un lavoro portato avanti a singhiozzo e questo ci ha danneggiato ulteriormente - spiega il presidente di Federmoda Lecco, Oscar Riva (nella foto sotto) - La stagione, già rovinata dalle chiusure di novembre e dicembre, è stata definitivamente compromessa dalla zona arancione. Senza contare che abbiamo perso la settimana migliore di gennaio con una chiusura totale arrivata per sbaglio: oltre il danno anche la beffa! Il bilancio dei saldi? Negativo. Chiaramente con il ripristino della zona gialla le persone sono tornate a potersi muovere e quindi anche i nostri negozi hanno visto un aumento dei clienti. Ma è chiaro che con l'accumularsi della merce e avvicinandosi il periodo primaverile gli esercizi hanno dovuto puntare su forti sconti. Il futuro? Bisogna sperare che la vaccinazione proceda a passo spedito».

Oscar Confcommercio-2

Oscar Riva aggiunge quindi una riflessione sulle novità Cashback e Lotteria degli Scontrini: «Sicuramente hanno "creato movimento". Dal nostro punto di vista qualsiasi intervento che aiuti i negozi di vicinato è positivo e ben accetto. Non abbiamo alcun pregiudizio rispetto alla moneta elettronica, ma come sistema Confcommercio continuiamo a evidenziare un problema che ancora non è stato risolto, ovvero il peso delle commissioni. Come Federmoda insisteremo nella nostra azione perchè ci siano date risposte concrete da parte delle banche».

I dati nazionali

Tornando ai saldi invernali, secondo un'indagine di Federazione Moda Italia, a gennaio il dato delle vendite è sceso in picchiata rispetto a gennaio 2020 con  abbigliamento, calzature e accessori a -41,1% in media. Quasi il 90% dei negozi (88,9%) ha infatti dichiarato di aver subito un calo delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2020. Il 7,7% ha registrato una stabilità e poco più del 3% (3,4%) un incremento.

Ad aver penalizzato moltissimo queste categorie di esercizi sono stati diversi fattori che hanno letteralmente "tartassato" a gennaio il settore moda. A cominciare dai cinque giorni di chiusura obbligata agli inizi di gennaio dal 1 al 6 gennaio, a eccezione del 4, di tutte le attività del comparto, con eccezione, in via veramente residuale, di poche attività relative alla vendita di prodotti di prima necessità (negozi di intimo; abbigliamento bimbo e calzature bimbo) o articoli per la pratica dello sport. «A giocare a sfavore anche l'inserimento di alcuni territori - compresa per errore la Lombardia - in fascia rossa, con negozi di moda chiusi proprio nel bel mezzo dei saldi. E ancora le restrizioni agli spostamenti tra Regioni ed addirittura tra Comuni. Senza dimenticare il grande utilizzo dello smart working nel pubblico e nel privato, il minor reddito disponibile dei consumatori, la totale assenza del turismo e, non ultimo, il venir meno delle occasioni d'incontro di lavoro e nel privato». 

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