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A Lecco la crisi economica fa crescere il numero degli sfratti

Lecco non sembra essere colpita dal fenomeno dell'occupazione abusiva di alloggi, così come accade in moltri altri capoluoghi d'Italia, di contro sono in aumento il numero degli sfratti.

Se da una parte Lecco non sembra essere colpita dal fenomeno dell'occupazione abusiva di alloggi, dall'altra riscontra un incremento degli sfratti per morosità. Infatti sono circa mille  le richieste di esecuzione di sfratto presentate all'Ufficiale Giudiziario del Tribunale di Lecco dai proprietari di immobili.

Questo dato  è stato diffuso ieri, giovedì 6 novembre,  dalle organizzazioni sindacali lecchesi in occasione della conferma dell'accordo territoriale sugli affitti concordati con i piccoli proprietari d'immobili. In buona sostanza le organizzazioni sindacali degli inquilini (Sunia Cgil, Sicet Cisl, Uniat Uil) e dei proprietari (Uspi e Alpe) hanno concordato la calmierazione del canone di locazione.

"Siamo in una situazione drammatica - spiegano Loredana Colombo e Attilio Mariconti  del sindacato Sunia di Lecco  -, in quanto  lo slogan degli anni 90 "una casa per tutti" oggi non è più attuale. Riscontriamo la mancanza di una seria politica della casa che possa supportare questa situazione degli sfratti che di giorno in giorno assume sempre di più toni drammatici. L'accordo sull'affitto calmierato è solo un piccolo tassello, ma che non risolve la situazione".

Il numero delle richieste di sfratto deve ritenersi sottostimato, perchè esiste da parte dei proprietari una rinuncia al pagamento del canone in cambio della liberazione dell'appartamento da parte dell'inquilino. Un ulteriore dato che testimonia la difficile situazione che stanno vivendo le famiglie lecchesi.

"I contratti di affitto - prosegue Attilio Mariconti segrertario Sunia Cgil - godono di un'agevolazione fiscale nei confronti dei proprietari che prevede la riduzione del 40,50% della base imponibile e la riduzione dell'Imu al 2 per mille.  La crisi economica e sociale che si manifesta nella difficoltà di pagare gli affitti ha indotto quindi le parti nel mantenere invariati i parametri dei canoni che erano stati definiti con l'accordo del 2008. Cioè nessun aumento".  Mentre Orlando Carmelo segretario dell'Uniat Uil, conclude: "Oggi si fa fatica pagare l'affitto anche per alloggi popolari".

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