Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

La cassa integrazione diminuisce in ogni settore rispetto a un anno fa

Confortano i numeri del Rapporto Uil del Lario: da gennaio a maggio 2018 calo del 48% rispetto allo stesso periodo del 2017. I dati migliori per artigianato e commercio

La cassa integrazione totale da parte delle imprese lecchesi continua a diminuire. Il raffronto tra i primi cinque mesi del 2018 con lo stesso periodo del 2017 conferma il trend, registrando un positivo -48%.
A determinarlo, in particolare, è il calo del 44,2% delle ore di cassa integrazione straordinaria e di quelle in deroga, -97,7%. Più contenuto, ma ugualmente positivo, il decremento delle ore di cassa ordinaria (-37,7%), dato in controtendenza con quanto accade nel vicino Comasco dove aumenta del 5,2%.

I dati del quinto Rapporto Uil Anno 2018 Nel nostro territorio indicano una situazione incoraggiante, in termini di ripresa del lavoro, nelle aziende della meccanica e della metallurgia (-77,5% di ore di cassa ordinaria), mentre a soffrire è il tessile, dove si registra un aumento (+118,5%).

cassa integrazione dati maggio 2018-3

La cassa integrazione diminuisce in tutti settori produttivi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: Industria -44%, Edilizia -17,4%, Artigianato -97,3%, Commercio -100%.

A livello numerico, i lavoratori in cassa integrazione da gennaio a maggio 2018 sono stati 424 in meno, da 869 a 445.

«Il quinto rapporto UIL del Lario - commenta Salvatore Monteduro, segretario generale Cst Uil del Lario - conferma la flessione della richiesta di cassa integrazione totale da parte delle aziende Comasche e Lecchesi. Ancora una volta è da sottolineare che i dati sono carenti delle ore autorizzate di FIS e altri Fondi di Solidarietà, dati non diffusi dall'Inps, oltre alle prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà Bilaterale per l'Artigianato (Fsba). Altro dato da considerare nell'analisi della cassa integrazione è l'abrogazione della cassa in deroga, che ha fortemente inciso, quantitativamente, sui dati del passato e, dall'altra, l'introduzione di un costo più elevato della straordinaria. Lo studio conferma una situazione di sofferenza per le aziende del settore tessile, percepibile nei due territori ma maggiormente visibile nella Provincia di Como dove rappresenta il tessuto produttivo principale, mentre per le aziende metalmeccaniche la ripresa economica è più strutturata».

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