Venerdì, 23 Luglio 2021
Economia

«Non si cancellano i diritti dei lavoratori semplificando le norme, pronti alla mobilitazione»

Edili, la dura presa di posizione dei sindacati lecchesi in merito a subappalto e massimo ribasso

Nel bel mezzo della settimana di mobilitazione per la sicurezza sul lavoro, i sindacati del settore edile Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Lecco prendono posizione contro quella che ritengono una vera e propria minaccia.

«Le specificità del nostro territorio, unitamente alle aggiudicazioni future che deriveranno dalle risorse messe in campo dal PNRR, fanno sì che la soglia di attenzione in merito alla regolarità, alla lotta al lavoro nero oltre che alla fuga dai contratti debba essere più alta, infatti, accelerare sul PNRR non deve comportare più rischi per i lavoratori - Dichiarano Riccardo Cutaia, Roberto Scotti e Veronica Versace a nome delle tre organizzazioni sindacali - Riteniamo che il Governo non debba scegliere la strada più facile mettendo a rischio la trasparenza, aumentando la possibilità di infiltrazioni delle organizzazioni criminali nelle opere e soprattutto aumentando i rischi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».

«Per molti commercianti e imprenditori ancora troppi timori sul futuro»

Spazio quindi al tema del subappalto: «Con l’abuso dello strumento del subappalto, con il massimo ribasso e portando l’affidamento diretto a 140.000 euro, il governo fa tutto questo. Quello delle Costruzioni, anche nel nostro territorio, è già un settore dequalificato e destrutturato, con il 90% delle Imprese che fatturano meno di 500.000 euro ed il governo con queste ipotetiche misure non fa che peggiorare le cose invece che migliorarle».

I sindacati degli Edili di Cgil, Cisl e Uil di Lecco, ritengono che per accelerare la realizzazione delle opere, la “via maestra” passa per la riduzione delle stazioni appaltanti, l’assunzione di tecnici che la Pubblica Amministrazione non ha e per interventi di semplificazione nella fase di “attraversamento di progetti”, non nella gara o nella realizzazione.

«Le imprese del territorio segnalano difficoltà nel reperire manodopera, in particolare specializzata»

«Resta evidente, per Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil di Lecco, che un’altra materia su cui si debba accelerare notevolmente, sia quella della formazione, ambito nel quale i nostri Enti Bilaterali svolgono un ruolo fondamentale. Dalle Imprese del territorio ci viene segnalata la difficoltà di reperire manodopera, in particolare specializzata. È uno degli effetti della crisi di questi anni nel settore edile. Non abbiamo perso solo centinaia di migliaia di posti di lavoro, ma anche le professionalità che non si recuperano in pochi giorni. È per questo che noi continuiamo a sollecitare le nostre controparti datoriali su una programmazione strategica di interventi sulla formazione».

«Qualche giorno fa abbiamo letto articoli di stampa in cui le Parti Datoriali di settore, si dichiaravano
favorevoli alle ipotesi del governo, in merito alla cancellazione del Codice degli Appalti, non
comprendiamo come non si comprenda che destrutturare ulteriormente il settore rischi di andare a vantaggio delle imprese che non rispettano le regole - incalzano i tre rappresentanti sindacali - Più formazione, più sicurezza, più benessere, più qualificazione professionale, più trasparenza e legalità ed un giusto salario, sono le parole d’ordine che dovrebbero legare chi ha a cuore il settore».

«Pronti allo sciopero generale»

Riccardo Cutaia, Roberto Scotti, Veronica Versace hanno infine aggiunto: «Siamo convinti che se anche le rappresentanze datoriali comprendessero che la nostra è una battaglia giusta per preservare il settore, potremmo essere in grado di mettere in campo un sistema di relazioni industriali che, se nel passato ha dimostrato di saper reggere durante gli anni della crisi, deve ora essere in grado di agganciare al meglio la ripresa e il rilancio, per il bene dei lavoratori, delle imprese e del paese. Il sindacato degli edili è pronto a fare la sua parte, ma se alla fine delle mobilitazioni, non ci sarà un passo indietro da parte del governo, sarà quest’ultimo a costringerci a pensare allo sciopero generale».

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