Maggi Group, i creditori chiamati a esprimersi sul piano concordatario

La riunione col giudice giovedì mattina in Tribunale. C'è tempo venti giorni per i pareri. La modifica per inserire i fondi pensionistici del Tfr tra i crediti privilegiati non è arrivata. Oreggia (Fim Cisl): «Soluzione non accettabile»

Dipendenti della Maggi e sindacalisti giovedì fuori dal Tribunale

C'è ancora grande preoccupazione tra i lavoratori della Maggi Group di Olginate e i tra sindacati. Nella tarda mattinata di ieri si è svolta in Tribunale a Lecco una riunione del giudice con i creditori, per esprimere un parere sul piano concordatario presentato dai vertici dell'azienda. Un piano che, incredibilmente, inserisce parte del Tfr destinato ai fondi pensionistici tra i crediti chirografari. Cosa significa? Che i lavoratori rischiano fortemente di non percepirli.

Maggi Catene, due giorni di sciopero: lavoratori davanti ai cancelli

I lavoratori della Maggi, un mese fa, avevano indetto uno sciopero per protestare, e grazie all'intervento dei sindacati erano riusciti a portare la propria istanza al management dell'azienda. Lo scorso 14 marzo, in un incontro in Confindustria, era arrivato l'impegno a modificare il piano concordatario per inserire quei fondi pensionistici tra i crediti privilegiati. La proroga chiesta dalla Maggi Group, però, non è stata concessa dal giudice incaricato della procedura concorsuale, dunque la modifica non è stata apportata.

Maggi, c'è la volontà di cambiare il piano concordatario

«Giovedì siamo rimasti fuori dal Tribunale insieme ai lavoratori in segno di protesta - spiega Marco Oreggia di Fim Cisl Monza Brianza Lecco - Naturalmente non siamo d'accordo, non è possibile che un pezzo di Tfr dei fondi pensionistici sia inserito nel chirografario. La situazione non è chiara, non si capisce cosa l'azienda voglia fare. Ecco perché noi continueremo a discutere di questo aspetto. I creditori hanno venti giorni (fino all'8 maggio, ndr) per votare il piano, alcuni hanno già votato contro, come abbiamo fatto noi. C'è tempo venti giorni per esprimere un parere».

Fiom Cgil: «Ipotesi di crescita poco credibili»

«Il concordato non tiene conto dei crediti dei lavoratori. Per questo siamo contrari». Elena Rossi, sindacalista della Fiom Cgil Lecco, non ha mezze misure dopo l'incontro in Tribunale per parlare del documento redatto dai legali della Maggi Group che dovrebbe rilanciare l'azienda di catene di Olginate. «È gravissimo che non siano considerati creditori privilegiati perché così si crea un precedente - prosegue Giuseppe Cantatore, segretario organizzativo della Fiom Cgil Lecco - Comunque hanno espresso parere negativo riguardo il piano concordatario anche Inps e Agenzia delle entrate. Il documento si sostiene su ipotesi di sviluppo nei prossimi anni che però non sono spinte da elementi oggettivi. Dice che ci sarà una determinata crescita e che riuscirà a pagare i debiti nei prossimi otto anni. Ma per noi è una visione troppo ottimistica». Sulla medesima posizione anche i sindacalisti di Uilm Uil.

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Il futuro è un'ipotesi, cantava Ruggeri: per i lavoratori della Maggi Group sempre più nebulosa.

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