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Unione Confcommercio a Milano (foto Google)

Unione Confcommercio a Milano (foto Google)

Orafi lombardi a Milano, Lecco tra le delegazioni più numerose

Durante l'incontro presso la sede dell'Unione Confcommercio si è discusso di concorrenza sul web e del limite del contante

Un incontro di grande interesse, con una buona partecipazione da parte di orafi e gioiellieri lecchesi. E’ assolutamente positivo il bilancio dell’appuntamento svoltosi lo scorso 23 febbraio presso l’Unione Confcommercio  in corso Venezia 47 a Milano. L’incontro, promosso dall'Associazione orafa lombarda (Aol) ha visto la partecipazione di una folta delegazione del gruppo Orafi-orologiai di Confcommercio Lecco, guidata dal presidente Giuseppina Gallarati.

«E’ stato un confronto interessante e positivo – spiega la presidente Gallarati – Tra i tanti temi affrontati sicuramente c’è stata grande attenzione per quello del limite del contante, un problema che i nostri associati sentono molto. Per alcuni di noi, rappresenta un vincolo notevole, un impedimento nel vendere oggetti potenzialmente interessanti per il cliente. Il tutto mentre in Paesi vicini come Svizzera e Francia il contante viene preso senza il minimo problema. Ma anche altri temi affrontati sono stati di interesse, dalla questione dei marchi alle iniziative di Expo. Sono soddisfatta della buona partecipazione: Lecco rappresentava una delle realtà numericamente più significative e come consiglio del gruppo c’eravamo quasi tutti».

Contento per l’incontro di Milano anche Marco Delle Marchette, referente per Lecco e Como di Aol e consigliere del gruppo Orafi-orologiai di Confcommercio Lecco: «Siamo soddisfatti come organizzatori per la buona partecipazione anche di gruppi esterni: sicuramente andremo a proporre nuovi eventi aperti, nella consapevolezza di quanto sia fondamentale confrontarsi e collaborare. Credo che quella di Milano sia stata per tutti una opportunità. Sicuramente il tema dei contanti era ed è molto sentito: proprio attraverso Confcommercio abbiamo saputo che si sta ragionando di alzare il limite da mille a tremila euro. Sarebbe indubbiamente un segnale importante. Così come sarebbe importante superare un’altra barriera, ovvero quella che impone per gli assegni sopra i 3.600 euro una comunicazione all’Agenzia delle entrate: è assurdo che venga dato a noi il compito di vigilare prendendo tutte le informazioni sul potenziale cliente».

«Riteniamo centrale anche la questione legata alla concorrenza che alcune aziende fanno a noi commercianti attraverso il web -prosegue Delle Marchette - Ecco perché continueremo a tenere sotto osservazione chi si comporta in modo non corretto proponendo in Internet una scontistica fuori mercato».

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