Valmadrera: approvato il Piano di Diritto allo Studio. Novità per i buoni pasto, mantenuti i servizi

L'investimento dell'Amministrazione comunale, per il triennio, è stimato in oltre un milione di euro

Raffaella Brioni, assessore all'istruzione del Comune di Valmadrera

Nella serata di martedì si è tenuto il Consiglio comunale di Valmadrera. Settimo e fondamentale punto all'ordine del giorno era quello relativo all'approvazione del Piano di Diritto allo Studio, avvenuta con nove voti favorevoli e i quattro "no" della minoranza. Ammontano a oltre un milione di euro le spese previste, come illustrato dall'assessore all'istruzione Raffaella Brioni. Unica notizia negativa è quella relativa all'aumento di quindici centesimi del buono pasto per accedere alla mensa gestita dalla Sodexo (4,65 euro in media, 30€ annui per famiglia) dopo dieci anni di tariffa bloccata, ma rimane lungo l’elenco dei supporti offerti; «Il costo del buono rimane al di sotto del costo effettivo per tutte le fasce di reddito», ha aggiunto Rusconi al termine dell'intervento dell'assessore.

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Piano di Diritto allo Studio: i dettagli

Il medesimo buono pasto rimane a tariffe agevolate in funzione delle fasce di reddito stilate da Regione Lombardia, mantenuto il sostegno per il trasporto scolastico (incentivi al trasporto pubblico, accompagnamento, piedibus), al pari della fornitura libri per le scuole primarie. Ufficializzato il contributo al funzionamento dell’Istituto Comprensivo e il contributo al funzionamento della Scuola dell’Infanzia Paritaria “L. Gavazzi”, così come i contributi a progetti di ampliamento dell’offerta formativa e i premi di studio comunali. Attenzione particolare meritano i contributi per le situazioni di disabilità, difficoltà e inclusione, che vedono un aumento dei fondi previsti (12mila e 500 euro) e la partecipazione al progetto “Batti il Cinque”, in continuità con quanto deciso dalla scorsa amministrazione, per la definizione e l’attuazione di piani di intervento specifici che vengano incontro alle crescenti esigenze dei bambini del nostro territorio.

Per quanto riguarda il contributo al funzionamento in favore della Paritaria “Gavazzi”, aumenterà da 72mila a 77mila euro per l’accoglimento di novanta bambini (82 valmadreresi) che non ci starebbero negli altri Istituti; «La scuola - ha spiegato Brioni - offre un ottimo servizio e il nostro contributo permette di calmierare la retta scolastica». Inoltre, sono stati assegnati 15mila e 846 euro di contributo aggiuntivo, derivato dal contributo ministeriale per le scuole che hanno bambini da 0-6 anni. «L'aumento del contributo alla "Gavazzi" deriva in gran parte dal pensionamento di suor Enrica, che sarà sostituita da una persona laica e avrà dei costi diversi, sicuramente maggiori. Abbiamo intenzione di stipulare una convenzione triennale con la scuola, che sarà proposta a Giunta e Consiglio comunale».

Presenti, nel Piano, i contributi per i progetti di sostegno educativo ad-personam, dedicati a ragazzi certificati che necessitano di un’assistenza durante l’attività scolastica per varie motivazioni. «Sono in forte aumento e passano da da 21 a 40 ragazzi - ha spiegato l'assessore -, di conseguenza il nostro contributo aumenterà da da 60mila a 70mila euro». L'investimento dell'Amministrazione, per il 2019, sarà di 674mila euro.

«Poca progettualità in questo Piano»

«Vedo poca progettualità e coraggio, ma molta ragioneria in questo Piano - ha attaccato Guido Villa (Ascolto Valmadrera) -. I più deboli non sono sufficientemente garantiti». A rafforzare il dissenso il collega Mauro Dell’Oro: «Nessuno si preoccupa della salute dei bambini, anche in questa adunanza questa parola non è mai stata fatta. I bambini hanno dei disturbi di vario genere per colpa dell’inquinamento, lo testimoniano degli studi europei, ma sembra non importare a nessuno». A dissentire è stato anche Flavio Nogara (Lega), mentre il capogruppo Leidi ha plaudito alla ripartizione dei contributi in favore dei vari istituti cittadini, nonostante la dichiarata intenzione di votare sfavorevolmente all'approvazione per la non convocazione formale delle commissioni.

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