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A Lecco il Pil non cresce: le guerre si fanno sentire

I dati trimestrali parlano chiaro: il nostro territorio non è cresciuto

Pil fermo a Lecco. I dati raccolti da Cna Lombardia parlano chiaro: nel nostro territorio c'è una fase di stallo. “Paghiamo tassi ancora alti e troppe incognite geopolitiche: le guerre alle porte d'Europa e nel Vicino Oriente si fanno sentire - dice il segretario della Cna della Lombardia, Stefano Binda -. Ricordiamo che, al di là di specifici settori trainati dai conflitti, una buona economia ha bisogno di buone relazioni internazionali e di una stabilità propizia all'orizzonte degli investimenti. Se i capitali devono poter pazientare per investire su una crescita sostenibile, le relazioni devono essere stabili, i popoli fiduciosi, le regole certe”. Una buona notizia arriva, invece, dall'inflazione che nei primi tre mesi del 2024, nella regione ha fatto registrare un +1%, a fronte del +8,8% registrato nel 2023. Nel primo trimestre 2024 la dinamica dei prezzi è guidata da servizi ricettivi e ristorazione (+3,6%), mentre la flessione più rilevante riguarda i prezzi per abitazione, acqua, energia (-9,3%). Sul fronte delle imprese, nel 2024 sono in lieve aumento quelle attive: al 31 marzo la crescita è di oltre 1.600 imprese rispetto a dicembre 2023 e di 2.800 imprese rispetto al 2019. Un "calo drastico" si continua a registrare per le imprese artigiane.

Tra dicembre 2023 e marzo 2024 sono 650 le imprese che hanno chiuso nella regione. Rispetto a fine 2019, il ridimensionamento è del 4,1% e colpisce principalmente il settore manifatturiero (-5.842 aziende), tiene invece l'artigianato nei servizi alla persona. A risentire di più della flessione sono le province di Brescia (-3,1%), Mantova (-1,5%), Pavia (-0,4%), Sondrio (-0,4%) e Varese (-0,4%). Positivi i dati sull'occupazione, che fa registrare un aumento del numero di oltre 76.000 occupati (+1,7%) rispetto al 2022.

Le imprese lombarde sono in affanno

“Siamo in una situazione di affanno, di crescita tenue. L'economia regionale tiene, ma gira molto meno di quanto potrebbe in un contesto macroeconomico più stabile”. A dirlo è il presidente della Cna della Lombardia, Giovanni Bozzini, commentando i dati contenuti nel Terzo Focus sull'andamento dell'economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi. Le prospettive di crescita confermando un "sostanziale rallentamento" dell'economia lombarda, spiega una nota, con il Pil che nel 2024 dovrebbe assestarsi "in leggera risalita" al +1,2%. Secondo le previsioni, nel 2024 i consumi dovrebbero crescere solamente dello 0,8% e anche gli investimenti sono in frenata con una crescita attesa del 2%. Entrambi sono i peggiori dati degli ultimi quattro anni. Dati poco incoraggianti anche per l'export, uno dei settori più penalizzati nell'ultimo periodo anche dalla situazione internazionale. Nel 2023, la Lombardia ha fatto registrare una crescita pressochè ferma con un +0,8% per un totale di 163.000 milioni di euro. Il trend positivo di agroalimentare (+7,1%), meccanica (+5,8%) e sistema moda (+4,1%) controbilancia la flessione degli altri settori, particolarmente evidente nella metallurgia (-7%), nella chimica gomma-plastica (-4,8%) e nel sistema-casa (-1,4%). A livello provinciale, spiccano Monza Brianza (+7,4%), Sondrio (+7,2%) e Lodi (+5,4%); seguono Varese (+3,7%), Bergamo (+3,4%) e Milano (+3,3%). Situazione di stallo Pavia (+0,6%) e Lecco (+0%). Male invece Mantova (-10,8%), Brescia (-7%), Cremona (-6%) e Como (-1,7%).

La crescita riguarda il commercio, gli alberghi, la ristorazione (+4,7%) e gli altri servizi (+3,3%), mentre a pesare sul dato complessivo è soprattutto il calo occupazionale dell'industria (-2%, pari a 23.000 occupati in meno). Sui territori la situazione è piuttosto eterogenea con il segno più che domina a Cremona (+6%), Varese (+4,1%), Como (+2,8%) e Monza e Brianza (+2,7%). Calano invece del 4,5% i prestiti alle aziende. La flessione riguarda in particolare le piccole imprese (-9,8%). Con riferimento ai tassi di interesse, a febbraio 2024 il tasso medio applicato ai nuovi prestiti fino ad 1 milione di euro ha toccato il 5,81% (+1,42 punti in un anno); relativamente invece ai prestiti di importo superiore a 1 milione di euro, il tasso medio si è attestato al 5% (+1,96 punti in dodici mesi.

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