Pizzeria della legalità, il direttore di Confcommercio contro Libera: "Non ci servono lezioni di concorrenza sleale"

Alberto Riva risponde alle critiche avanzate dall'associazione di don Ciotti e ribadisce: i gestori della ex Wall Street saranno avvantaggiati rispetto agli altri ristoratori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Durante la conferenza stampa di martedì 24 febbraio, convocata dal coordinamento provinciale di Lecco dell'associazione Libera, per promuovere il bando di gestione per l'ex pizzeria Wall Street di via Belfiore, alcuni soggetti intervenuti hanno attaccato Confcommercio Lecco e la sua  posizione critica nei confronti dell’operazione "Pizzeria della Legalità".

Ribadiamo ancora una volta la nostra contrarietà, credo legittima, a questo progetto come già ribadito in tutte le sedi: questa pizzeria andrà inevitabilmente a danneggiare gli operatori onesti e perfettamente legali che da anni operano sul territorio, come ha già ribadito nelle scorse settimane il presidente della Fipe Confcommercio Lecco, Marco Caterisano. 

In seguito alla conferenza stampa di Libera sono pero necessarie alcune precisazioni. Anzitutto, spiace constatare che autorevoli rappresentanti delle istituzioni confondano il ruolo di enti come la Camera di Commercio con quello delle associazioni di rappresentanza come Confcommercio. Così come spiace veder dichiarare che etica e mercato devono stare su due sponde diverse. La nostra convinzione è che etica e mercato debbano stare insieme nell’interesse della collettività. 

Siamo da sempre per i comportamenti corretti e continueremo a denunciare tutte le azioni di concorrenza sleale, come abbiamo sempre fatto. Vorrei ricordare anche che da due anni viene proposta a livello nazionale, e declinata a livello locale, una iniziativa promossa da Confcommercio dal titolo emblematico: “Legalità mi piace”. Una iniziativa a cui la Prefettura ha sempre partecipato con convinzione sposando il nostro appello contro ogni forma di abusivismo commerciale. 

Con grande amarezza, poi, abbiamo letto di un’ennesima lezione “morale” sulla concorrenza sleale da parte di Libera, che si è lanciata anche in un paragone fuori luogo e un tantino azzardato con il caso biblioteche-librerie. A Libera, con cui collaboriamo convintamente su diverse iniziative durante l’anno, diciamo di non preoccuparsi di spiegarci cos’è la concorrenza sleale. 

Purtroppo la stragrande maggioranza dei locali lecchesi che si comportano correttamente (e che pagano le tasse, fanno gli scontrini… forse con grande sorpresa di qualche dispensatore di classifiche e patenti di merito) sa cosa vuole dire avere a fianco chi non parte allo stesso livello e non si comporta seguendo le regole del mercato, ma può beneficiare di aiuti e sa di non rischiare nulla. Come appunto accadrà ai gestori della "Pizzeria della Legalità".

Alberto Riva
Direttore Confcommercio Lecco

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