Presidio dei lavoratori della Limonta all'esterno dell'azienda

Dipendenti e sindacati criticano l'atteggiamento della dirigenza e chiedono carichi di lavoro meno stressanti e una giusta revisione dei valori dei premi di risultato

Un momento dell'assemblea dei lavoratori questa mattina fuori dai cancelli dell'azienda.

Maggiore attenzione ai carichi di lavoro che causano stress, l'erogazione del premio legato alla qualità e soluzioni alternative per la mensa. Sono alcune delle rivendicazioni dei lavoratori della Limonta Spa di Costa Masnaga, azienda specializzata nella produzione di tessuti per abbigliamento, che nella giornata di oggi, giovedì 28 marzo, hanno portato gli operai a organizzare un'assemblea fuori dai cancelli dell'azienda, dalle 12.15 alle 15.15.

L'assemblea di oggi all'ingresso dell'azienda brianzola

L’iniziativa si colloca nell’ambito di una serie di richieste avanzate dai lavoratori, dopo quattro ore di sciopero già effettuate con la partecipazione pressoché totale dei dipendenti nei reparti produttivi. Come si legge dal comunicato firmato dalle rsu aziendali e da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: «I lavoratori rivendicano infatti una giusta revisione dei valori del premio di risultato legato alla qualità che tenga conto dei cambi di mix produttivo e dei maggiori margini aziendali, spazi idonei per consumare il sacchetto mensa per i lavoratori del secondo e terzo turno o, in alternativa, una giusta compensazione economica».

Trattativa arenata, nuovo sciopero per i lavoratori della Limonta Spa

I dipendenti chiedono inoltre che le trattative e discussioni già fatte per definire i giusti livelli di inquadramento dentro l’azienda diventino un accordo aziendale e non restino nei cassetti della direzione per un utilizzo a spot ed unilaterale, ma anche «Una maggior attenzione ai carichi di lavoro che causano stress e portano ad una esasperazione dei rapporti interpersonali le cui conseguenze ricadono poi tutte su di loro. In sostanza si richiede di ristabilire non solo corrette relazioni industriali, ma anche il rispetto della dignità di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente si impegnano all’interno dell’azienda e che ne garantiscono le elevate performance economico finanziarie».

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«Al di là delle questioni economiche la cosa peggiore è l’atteggiamento che l’azienda tiene nei confronti dei dipendenti - afferma il segretario generale di Filctem Cgil Lecco Nicola Cesana (nella foto sotto) - Abbiamo sottoscritto un premio di risultato due anni fa, pensando che quell’integrativo aziendale potesse in qualche modo aggiungere soldi ai dipendenti, perché nell’ultimo bilancio la sola Limonta di Costa Masnaga Garbagnate Monastero ha fatto 145 milioni di euro di fatturato e 15 milioni di euro di utile netto. Il premio legato al Mol è aumentato e quello legato al Peq è diminuito. Come se per l’azienda la redistribuzione della ricchezza attraverso il contratto integrativo aziendale dovesse essere a saldo zero. A noi questo non va assolutamente bene».

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