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Villa Locatelli, sede della Provincia

Villa Locatelli, sede della Provincia

Riforma delle Province, a rischio mobilità metà dei dipendenti lecchesi

Con l'attuale scenario rischierebbe di perdere il lavoro metà dei lavoratori; il Presidente Polano ha incontrato i sindacati

La riforma delle Province, così come delineata dalla legge Delrio, comporta un'operazione di riordino delle risorse che, affiancato ai vincoli della Legge di stabilità, coinvolge direttamente anche i dipendenti. E nel futuro della Provincia di Lecco ci potrebbe essere la mobilità per metà dei lavoratori.

Di questo hanno discusso, nella serata di ieri 15 dicembre, il Presidente della Provincia, Flavio Polano, e la delegazione sindacale composta dal coordinatore della Rappresentanza sindacale unitaria Francesco Mazzeo e dai Segretari territoriali di categoria di Fp-Cgil Marco Paleari e Fpl Uil Italo Bonacina (assente Enzo Cerri, rappresentante della Cisl Fp, per un impedimento).

Se, da un lato, i vincoli e i tagli alle risorse economiche costituiscono un grosso limite agli interventi e ai servizi che l'ente può mettere in atto (manutenzione di strade e scuole, trasporto pubblico, tutela dell'ambiente), dall'altro lato il rischio per i dipendenti è che, del 50% che sarà messo in mobilità, non sarà possibile garantire per tutti la ricollocazione presso un altro ente.

La legge in discussione al Senato, infatti, prevede che ai lavoratori in mobilità di Regioni ed Enti locali siano destinati solo i fondi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato del 2015 e del 2016 non messi a concorso, e i fondi che si libereranno dai pensionamenti dello stesso biennio.

Nel frattempo il Governo provvederà a effettuare una ricognizione presso agenzie e amministrazioni nazionali idonee (escluso, quindi, il personale non amministrativo di vigili del fuoco, forze dell'ordine, scuola, alta formazione artistica, enti di ricerca), presso cui ricollocare i dipendenti in mobilità. Il personale in esubero dopo la ricollocazione è destinato a essere messo in disponibilità con l'80% dello stipendio e a vedere il contratto sciogliersi dopo 24 mesi.

Durante l'incontro il Presidente Polano e i rappresentanti sindacali hanno mostrato ampia convergenza sulla questione, e hanno deciso di appellarsi ai parlamentari lecchesi affinché siano predisposti e sostenuti i correttivi minimi alla legge di stabilità, che consentano una gestione meno problematica della riforma sul fronte dei servizi e su quello dell’occupazione.

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