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Mercati incerti e i risparmiatori tornano alle piazze rifugio

Torna l’appeal verso l’estero, inteso non solo come piazza preferenziale per godere di situazioni vantaggiose fiscalmente o per nuove opportunità di lavoro per i giovani, ma anche per la diversificazione del risparmio

La ricchezza delle famiglie italiane rimane elevata nel confronto internazionale ma crescono i timori dei risparmiatori per le prospettive future in un clima di bassa crescita e tensioni dagli investitori internazionali per l’elevato debito. Per questo torna l’appeal verso l’estero, inteso non solo come piazza preferenziale per godere di situazioni vantaggiose fiscalmente in pensione come accade per il Portogallo, o per nuove opportunità di lavoro per i giovani (verso la Germania ad esempio), ma anche per la diversificazione del risparmio.

È quanto emerge dagli ultimi studi di Bankitalia e di AIPB – Associazione Italiana del Private Banking che mettono in luce una folta parte di popolazione ancora diffidente verso gli investimenti finanziari e, in questo periodo, particolarmente preoccupato per le pressioni sui titoli di Stato e la cautela degli organismi internazionali. Dopo un 2018 da dimenticare con perdite a due cifre per Piazza Affari e quasi tutte le asset-class di investimento in territorio negativo, il 2019 è partito col piede giusto sui listini azionari, ma le insidie restano dietro l’angolo dopo le conferme di un ritorno in recessione per l’Italia e il taglio di stime di crescita dalla Commissione Ue per tutta la zona euro. Numeri alla mano le difficoltà dei titoli governativi e dei titoli in Borsa sono costati circa 85 miliardi di euro, ovvero il 2% della ricchezza finanziaria complessiva.

Questi dati, sommati ad un trend del mercato immobiliare che resta negativo nei prezzi da ormai 10 anni, fanno comprendere lo stato di disagio dei risparmiatori. “E’ sempre più difficile trovare porti sicuri ai propri risparmi e questo spiega il boom di liquidità sui conti correnti che ha superato i 1200 miliardi dagli ultimi rilevamenti di B.Italia, con una crescita del 75% negli ultimi 10 anni” spiega Luca Anese, consulente della società di advisory finanziaria Tefen. L’accelerazione è stata repentina non solo nei soldi parcheggiati sul conto, ma anche tra quelli che hanno preso nuove strade, come quelle per la vicina Svizzera. Nel primo semestre 2018 i dati ufficiali della Banca dei Regolamenti Internazionali ha mostrato un incremento del 5%, pari a 13,68 miliardi di dollari, da privati e aziende italiane oltre il confine di Chiasso.

“Sempre più clienti si interessano della possibilità di diversificare la piazza finanziaria in cui detengono il conto e la forza della Svizzera e della propria moneta rappresentano elementi di forte sicurezza nella percezione dei risparmiatori” aggiunge il consulente. Le cifre del terzo trimestre non sono ancora disponibili, ma in molti sono pronti a scommettere che la volatilità e la paura sui mercati dell’ultimo scorcio 2018 non avrebbe lasciato indifferenti molte famiglie italiane, che sarebbero andate così ulteriormente a rafforzare questa tendenza.

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