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Giovani e lavoro, Confartigianato: "Formazione problema di tutti, lavoriamo insieme per alternanza"

L'appello del presidente Daniele Riva: "Chiediamo alle istituzioni di partecipare attivamente ai progetti e non solamente farsene carico perché è un obbligo di legge".

Anche Confartigianato è intervenuta al convegno degli "Stati generali del welfare" di venerdì 29 gennaio, con un intervento focalizzato sul problema dell'occupazione giovanile, in particolare sui percorsi necessari di raccordo tra scuola e lavoro.

«La nostra associazione segue con particolare impegno il tema dei collegamenti tra scuola e lavoro - spiega il presidente Daniele Riva – Puntiamo molto sull’alternanza tra studio in aula ed esperienze in azienda, ma per far sì che questo strumento rappresenti una reale ed efficace opportunità per i giovani, la strada è ancora lunga. Rimangono da sciogliere diversi nodi che ne impediscono il decollo. Per risolverli occorre la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti: scuole, istituzioni pubbliche, imprese, genitori e studenti, soggetti politici. Serve che ognuno faccia la propria parte, evitando di scaricarsi vicendevolmente le responsabilità. Come si è detto nel corso dell’incontro al Politecnico, è fondamentale progettare insieme un percorso che, partendo da una visione condivisa, lavori per aiutare gli studenti ad entrare con successo e nel minor tempo possibile nel mondo del lavoro».

Da un'indagine dell'ufficio studi di Confartigianato risulta che a livello nazionale il 44% degli studenti che dovranno affrontare un percorso di alternanza non potrà essere assorbito dalle aziende. Tale percentuale scende al 22% per le regioni del nord ovest. Un dato preoccupante se si considera che la valutazione è stata fatta considerando una maggiorazione del 30% rispetto alle attuali disponibilità.

L'indagine ha preso in esame solo le aziende con dipendenti, escludendo quelle individuali che, di fatto, non sono nelle condizioni di ospitare tirocinanti o stagisti. Per questo tipo di imprese, infatti, offreire un posto in stage significa sobbarcarsi forti oneri dal punto di vista burocratico.

«In primo luogo quelli relativi alla sicurezza sul lavoro - spiega Confartigiantato in una nota -  sicuramente da garantire, ma che richiedono una serie di passaggi formali (ore di formazione, visite mediche, indagini strumentali) spesso non commisurati alla realtà e con costi a carico delle imprese troppo elevati. Eppure, anche le microimprese avrebbero da insegnare molto ai giovani studenti, che verrebbero affiancati durante il periodo di alternanza dall’imprenditore stesso attraverso un tipo di formazione “on the job”». 

«Confartigianato Lecco - prosegue il presidente Riva - fin dal 2011 ha formulato ai soggetti preposti (Ufficio scolastico territoriale e Provincia) un progetto articolato che prevede in primo luogo un coordinamento di tutte le scuole per la programmazione dei calendari per le uscite in alternanza, senza il quale ci sarebbe una sovrapposizione dei periodi di disponibilità richiesti alle aziende. Il progetto considera altri punti decisivi: la qualificazione delle imprese che ospitano i ragazzi, una formazione comune per tutor scolastici e aziendali, strumenti di valutazione improntati sugli obiettivi, e la definizione di progetti formativi condivisi con le imprese, per evitare che gli studenti vengano di fatto "parcheggiati" in azienda senza sapere cosa fargli fare.  Riteniamo che la formazione dei giovani sia un problema di tutti, non solamente della scuola. Mettiamoci finalmente insieme, evitando la classica scusa della mancanza di fondi. Imprenditori e associazioni di categoria hanno già dimostrato di saper mettere a disposizione risorse e tempo senza gravare sui bilanci di scuole e istituzioni, alle quali chiediamo di partecipare attivamente ai progetti e non solamente farsene carico perché è un obbligo di legge».

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