Domenica, 20 Giugno 2021
Economia

Sacchetti per alimenti portati da casa? Confcommercio boccia la circolare del Ministero

La proposta di consentire ai consumatori di portare shopper biocompostabili non convince. Riva: «Decisione che crea maggiore confusione e penalizza i negozianti»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Shopper bio portati da casa? No, grazie! Confcommercio Imprese per l'Italia e Fida (Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione) bocciano senza mezzi termini la recente circolare del Ministero della Salute che permette ai consumatori di portare da casa shopper biocompostabili per l’asporto di alimenti.

«È una decisione che invece di risolvere una potenziale criticità, genera confusione e rischia di creare più di un problema ai negozianti, in primis ai piccoli negozi di alimentari e a quelli di frutta e verdura - spiega il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva - Si tratta di una proposta incomprensibile e irricevibile per diverse ragioni. Come ha evidenziato la presidente nazionale di Fida e vicepresidente nazionale di Confcommercio, Donatella Prampolini Manzini, la soluzione prospettata dal Ministero è totalmente avulsa dalla realtà e non tiene minimamente conto delle dinamiche che avvengono all’interno di un esercizio commerciale».

«Nessuna convenienza per i consumatori»

Innanzitutto i sacchetti biocompostabili utilizzati dagli esercizi commerciali sono ceduti ai consumatori sottocosto nella quasi totalità dei casi. «Non si capisce quindi dove sarebbe la convenienza dei consumatori, visto che la circolare stessa impone le stesse caratteristiche ai sacchetti portati da casa. Inoltre chi dovrebbe verificare l’idoneità dei sacchetti portati da casa? Il negoziante? Senza dimenticare che nelle bilance è stato preimpostato il costo del sacchetto, per cui occorrerebbe stornare manualmente in cassa ogni sacchetto portato da casa dal consumatore, sempre che si sia risolto il problema di riconoscerli come idonei».

Poi il direttore Riva conclude: «Condividiamo la scelta di Fida Confcommercio che ha espresso la disponibilità a un confronto immediato per trovare una soluzione, che sia percorribile e che metta fine a questa continua girandola di proposte inutili e inefficaci dando certezze ai negozianti e ai cittadini».

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