Occupazione trainata dall'Industria. Ma è sempre precaria

A confermarlo le proiezioni da parte delle aziende nel trimestre agosto-ottobre 2018. Il 62% dei nuovi lavoratori con contratti a tempo determinato

Cresce l'occupazione in provincia di Lecco. A confermarlo le proiezioni da parte delle aziende nel trimestre agosto-ottobre 2018 (dati di Unioncamere del progetto Excelsior).

Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, l'aumento è di circa 770 unità-lavoro, di cui 160 nel settore Industria e 310 nei Servizi.

Non è una novità nemmeno la formula prediletta per questo sbocco occupazionale: a Lecco sono infatti previste assunzioni al 62% con contratti a tempo determinato, in aumento del 7% rispetto a dodici mesi fa.

Assunzioni a Lecco
28% con contratti a tempo indeterminato
62% a tempo determinato
6% apprendistato
3% altri contratti

Nel settore dei Servizi alle imprese si manifestano maggiori assunzioni a tempo indeterminato per quanto riguarda le imprese della provincia, il 38%. Segue l'Industria con il 33%.

Per quanto riguarda le professioni più richieste ad agosto 2018 sono operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (130 unità), dati che confermano il buon andamento del settore.

La Uil: «Nessuna perdita di lavoro grazie alla domanda dall'estero»

I dati sulla domanda di lavoro delle imprese evidenziano da un lato la crescita dell’occupazione complessiva, dato questo positivo, ma dall'altra parte resta il problema legato all'aumento dei rapporti di lavoro di tipo precario - commenta Salvatore Monteduro, segretario generale Uil Lario - È prematuro valutare quale siano gli effetti delle modifiche introdotte dal decreto "dignità" ai contratti di lavoro a tempo determinato, anche in considerazione del fatto che è previsto un periodo transitorio fino al 31 ottobre per l'applicazione delle nuove norme sui contratti a termine già in corso. Ma può essere già espressa una prima considerazione di merito: chi ha paventato una perdita complessiva di posti di lavoro, a seguito dell'entrata in vigore delle modifiche legislative, ha fatto una analisi errata o quanto meno azzardata, almeno per quanto dimostrano alcuni indicatori del mercato del lavoro nei nostri territori, tra i quali la riduzione dell'utilizzo delle ore di cassa integrazione. Certo non è tutto rose e fiori, la ripresa economica in atto è principalmente dovuta alla domanda estera e le aziende che non sono inserite nel processo di internazionalizzazione o vivono essenzialmente della domanda interna continuano a soffrire, e alcuni settori come quello dell'edilizia ne subiscono maggiormente gli effetti e il rischio di assistere a un'occupazione altalenante è concreto. È quindi necessario attivare una politica di investimenti pubblici, necessari per realizzare, ammodernare e mettere in sicurezza le infrastrutture urbane, che costituiscono la base dello sviluppo economico e sociale del paese.

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