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Ballabio, la Questura spiega i rischi di internet

L'assessore Gattinoni: "Il primo pericolo è la mancanza di conoscenza"

Internet e bambini, un'amicizia da tenere d'occhio: questo l'avvertimento lanciato nell'incontro svoltosi martedì sera nel Centro polifunzionale di Ballabio, ora in fase di dotazione del wi-fi free, con il patrocinio del Comune. Presenti, con l'assessore comunale all'Istruzione Sara Gattinoni, il sovrintendente della Polizia di Stato Pietro Aiello, relatore dell'incontro, e il dirigente scolastico Claudio Lafranconi, che ha organizzato l'evento.

Buona la partecipazione di pubblico, anche considerata la serata feriale, con una sessantina di persone particolarmente interessate all'argomento, tra cui diversi insegnanti del territorio e genitori. E, toccando il tema del bullismo in generale, è venuta a galla l'antipatica vicenda di un'alunna ballabiese a cui venivano sistematicamente nascoste le scarpe da ginnastica.

Il sovrintendente Aiello ha ribadito che gli abusi compiuti via internet costituiscono veri e propri reati e che a queste condotte criminose sono esposti, per la grande diffusione dello strumento informatico, utenti di ogni fascia di età, a cominiciare dai bambini. Da qui alcuni consigli, come quello di non fornire dati personali o di navigazione spesso barattati in cambio di punti di giochi telematici; di non accettare richieste di spogliarsi apparentemente per gioco, che si prestano a diventare autentici ricatti; di non postare foto a cuor leggero, poichè possono essere modificate da utenti malintenzionati.

Tante le domande dei presenti, a cui l'incaricato della Questura ha risposto mantenendo la medesima filosofia di fondo: nessun esasperato proibizionismo, ma particolare attenzione degli adulti nel mettere in guardia e nell'accompagnare bambini e adolescenti alle prese con internet in tutte le sue svariate applicazioni.

«Quello adottato nell'incontro con la Questura - commenta l'assessore comunale all'Istruzione Sara Gattinoni - è l'approccio giusto al problema dei pericoli che riguardano l'integrità morale, psichica e persino fisica dei giovanissimi alle prese col web: senza faciloneria, ma senza demonizzazioni di internet. Lo dico come rappresentante di un'amministrazione comunale che ha in corso attività e progetti per l'alfabetizzazione informatica delle fasce anziane della popolazione e che sta realizzando aree wifi free nei parchi, nelle sale civiche, nella biblioteca del paese. Credo che il rischio peggiore sia la mancanza di conoscenza: un pericolo che iniziative come questa possono contribuire a sconfiggere».

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