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La stazione spaziale internazionale

La stazione spaziale internazionale

India, Brasile, Argentina: i Paesi emergenti nello Spazio. Se ne parla al Planetario

Un tempo erano soltanto Usa e Urss, poi vennero Cina e Giappone. Adesso la pluralità di soggetti nel cosmo è una fonte di progresso e una ricchezza

Indiani sulla Luna. Non i nativi americani, ma le sonde lanciate dagli scienziati del paese asiatico. La geografia dell'esplorazione spaziale è cambiata molto rispetto all'epoca della Guerra Fredda: non c'è più un confronto tra due superpotenze, ma una pluralità di attori, spesso in lodevole collaborazione. 

Se non sorprendono la forza della Cina, la tecnologia del Giappone e le potenzialità economiche dei Paesi arabi, ai profani può apparire strana la presenza nello spazio di paesi come l'India, il Brasile, l'Argentina. Non lo è: tutte queste nazioni, e molte altre, sono all'avanguardia, compresi paesi in via di sviluppo. A dimostrazione che i soldi investiti nel cosmo sono fonte di progresso, indotto, reddito e posti di lavoro qualificati, non sono scialacquati come vuole uno dei più frusti e stupidi refrain da post di Facebook.

L'argomento sarà al centro della serata di venerdì 16 marzo, alle ore 21, al planetario. Relatrice Laura Proserpio, ingegnere aerospaziale che ha anche avuto un'esperienza in Cina. L'ingresso costa 6 euro, 4 euro il ridotto.

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