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L'icona e la sua realizzazione: la mostra

A Varenna il pittore Armido Consonni espone le proprie opere e fornisce indicazioni sulla loro realizzazione

Si è tenuta il primo di aprile a Villa Monastero, Varenna,  l'inagurazione della mostra “L'icona e la sua realizzazione” curata da Armido Consonni e voluta dalla Provincia di Lecco. Il pittore si è subito mostrato disponibile a rispondere ad alcune domande.

Signor Consonni, da cosa è nata la sua passione per le icone e come è riuscito a portarla avanti?
Fin da bambino sono sempre stato affascinato da queste creazioni, punto d'incontro tra il mondo artistico e quello religioso. Grazie a numerosi viaggi in diversi Paesi, in Grecia, in Russia, in Medioriente, e grazie alle opere disponibili in patria mi sono costruito una conoscenza approfondita non solo dell'icona in quanto dipinto, ma anche in quanto risultato di un complesso procedimento artigianale.
In virtù della passione rimasta tale negli anni ho poi trasformato questa conoscenza acquisita in qualcosa di concreto, le mie opere qui esposte.

Come si realizza un'icona?
Il procedimento è lungo e richiede un'attenzione possibile solo in determinate condizioni. Dalla scelta del legno per la tavoletta alla sua incisione, dalla stesura di gesso, colla e lino fino alla realizzazione del disegno e alla sua conclusione con la pittura sono richieste diligenza e precisione.
L'icona deve poi essere benedetta per dirsi tale: le mie vengono santificate nella stessa cappella in cui sono state create.

Cosa vuole realizzare con la presente mostra?
Creare interesse nei confronti di un argomento molto conosciuto ma poco approfondito. Ho già avuto esperienze con scolaresche di ogni età, e ho visto che per quanto l'argomento possa sembrare poco adatto la curiosità che le icone generano porta i ragazzi a fare domande e ad appassionarsi in fretta. Questa esposizione ha chiaramente come obiettivo persone più mature, e l'interesse non può che essere maggiore, più informato e specifico.

Finite le domande, è intervenuto il consigliere provinciale Giovanni Pasquini a ribadire come la passione per le icone sia un argomento molto sentito sul nostro territorio, come si evince dalle passate mostre, in particolare quella tenutasi a Malgrate. L'icona è un'opera che lega passato e presente, fede e arte, e nel lecchese sono poche le case che non abbiano custodito al loro interno uno di questi ricettacoli religiosi.

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