Leggermente 2021

Programma definitivo XII edizione - Leggermente 2021

20/03/2021
ANGELI E DIAVOLI
Dalle ore 21:00
MARCELLO SIMONI

22/03/2021
IL SISTEMA Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana
Dalle Ore 18:00
ALESSANDRO SALLUSTI

25/03/2021
UN TÈ A CHAVERTON HOUSE
Dalle Ore 18:00
ALESSIA GAZZOLA

08/04/2021
QUANDO TORNERO'
Dalle Ore 18:00
MARCO BALZANO

10/04/2021
IL DESIDERIO
Dalle Ore 18:00
SILVANO PETROSINO

12/04/2021
ALL'INFERNO E RITORNO
Dalle Ore 21:00
CARLO COTTARELLI

15/04/2021
ALDO BONOMI E CARLO BORDONI A CONFRONTO: L'uomo contemporaneo tra speranza e paura
Dalle Ore 21:00
ALDO BONOMI

17/04/2021
FINALE ROMANZO STORICO
Dalle Ore 18:00
MANZONI 2020 PREMIO

17/04/2021
LA CAREZZA DELLA MEMORIA
Dalle Ore 21:00
CARLO VERDONE

18/04/2021
Orario Non Definitivo
L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE
Dalle Ore 21:00
UMBERTO GALIMBERTI

Il tema "Essere ancora umani"

Come negli anni precedenti, prosegue il percorso di Leggermente – alla sua XII edizione – volto alla promozione della lettura di libri ma, con essi, anche alla costruzione di strumenti e occasioni utili a orientarsi nella complessità della realtà contemporanea, utili a “leggere” il nostro tempo.

Quando ci si affaccia sullo scenario odierno non si intravede certo una situazione edificante. I rumori del mondo non hanno più nulla di naturale. Tutti gridano, l'urlo ha sostituito il dialogo e il confronto moderato. Il linguaggio dell'odio si sintonizza con il disagio popolare diffuso. La violenza supera il linguaggio e passa sempre più frequentemente all’azione.

Motivi di malessere sono anche lo stato di incertezza costante. Paura e angoscia si intrecciano. Ognuno si pone in difesa del proprio Io. Il narcisismo, constatate le disattese promesse della modernità, ingloba depressione e caduta di senso e si “fidanza” col cinismo. Condizione per la quale qualcuno ha coniato il termine “narcinismo”.

“Chi te lo fa fare? Pensa a te stesso, non ti conviene, tanto le cose non si modificano, non ribellarti!” diventano convinzioni di senso comune, segni di indifferenza, di incapacità di provare sentimenti di solidarietà, di fratellanza, di reciprocità e persino incapacità di provare i sentimenti dell'orrore e della compassione.

Cosa resta di noi quando perdiamo noi stessi, quando non siamo più in grado di sentire, di provare sentimenti, di provare emozioni, di condividere passioni e rimaniamo sordi ad ogni provocazione della vita, della società, della politica anche quando si oltrepassa la natura umana?

Forse dovremmo essere consapevoli che quella che stiamo vivendo non è un'epoca del cambiamento, quanto piuttosto un cambiamento d'epoca. Occorre quindi un surplus dei riflessione!

Il corpo e le sue manifestazioni, hanno subito una mortificazione, a partire dal pensiero filosofico antico. E' del corpo, in realtà, la lingua peculiare degli affetti. C'è una “ragione” anche nel corpo, c'è la possibilità di una vita potenziata, di un sempre nuovo conferimento di senso all'esistenza. La rivoluzione tecnologica poi ha contribuito a minimizzare, rimuovere, rendere silente il corpo. Il virtuale, nelle relazioni, viene confuso col reale fino a credere che il virtuale sia reale. Con l' “appagamento” virtuale cresce il senso di mancanza e di solitudine-isolamento: si è sempre “insieme, ma soli”. Il rischio in cui incorrono soprattutto le nuove generazioni, è di cadere nelle forme patologiche della bulimia tecnologica e anoressia relazionale.

Anche dal punto di vista sociale, culturale, valoriale, si sono verificati notevoli cambiamenti. Il bambino, che è stato il fulcro affettivo della famiglia, investimento sentimentale, testimonianza della coesione della coppia, oggi risente della crisi dei legami affettivo-sentimentali della famiglia. Emergono nuove povertà relazionali e affettive e il disagio infantile, sempre più diffuso, si riversa nella scuola a cui arrivano sempre più richieste di ascolto e di aiuto.

Leggermente non vuole essere insensibile a queste problematiche e, con questa nuova edizione, si fa parte attiva per sollecitare una riflessione più complessa sull'affettività e le sue manifestazioni in sentimenti con il contributo di esperti di elevata cultura e sensibilità.

“Essere ancora umani. Rileggere il sentimento”, titolo del festival, ne riassume bene gli intenti. Certo non si può accettare supinamente di “essere parte” di processi considerati sovraindividuali. Occorre “fare la propria parte” assumendo il senso di personale responsabilità per quanto accade intorno a noi. Diventa necessario “reimparare a “sentire” e accettare la sfida di produrre un mutamento antropologico che veda l'affermazione di “un uomo mite”, di un soggetto sperimentale che non conosca più l'amorfa vischiosità del disinteresse.

Leggermente vuole contribuire a reilluminare l'esistenza col colore e il calore dei sentimenti continuando a “credere - come dice una nota canzone - negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”.

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