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"Io ho le mani pulite": 250 studenti lecchesi raccontano il percorso alla scoperta della legalità

Sabato 23 maggio l'evento conclusivo del percorso organizzato da Comune e Transparency international: ospite speciale il presidente del Rugby Lecco

“Io ho le mani pulite”: questo il nome dell’evento che sabato 23 maggio concluderà il percorso d educazione alla legalità promosso per quest’anno scolastico dal Comune di Lecco con Transparency international Italia, che da quasi 20 anni  si occupa di promuovere l’educazione alla legalità con i bambini e i ragazzi, attraverso programmi che permettono agli studenti di comprendere il fenomeno della corruzione, le sue cause, e soprattutto le sue conseguenze per l’intera società se non contrastato efficacemente. 

Per la prima volta l’organizzazione internazionale è approdata nel territorio lecchese con il progetto educativo dal titolo “Un percorso alla ricerca della legalità”, che ha avuto come protagonisti tre istituti: il liceo Artistico Medardo Rosso, la scuola media Tommaso Grossi e l’Istituto Comprensivo Antonio Stoppani: più di 250 ragazzi hanno preso parte a questo percorso e durante l’evento conclusivo, che si terrà sabato 23 maggio all'Auditorium Casa dell'economia racconteranno la loro esperienza alla scoperta del valore della legalità. 

Dopo i saluti di Michele Luccisano, Segretario generale e responsabile per la prevenzione della corruzione al Comune di Lecco, aprirà l'evento il Presidente del Rugby Lecco, Stefano Gheza, che ha dedicato tutta la sua vita allo sport e più di ogni altro può testimoniare come il rispetto delle regole sia importante in ogni ambito, dallo sport, al lavoro, alla vita di tutti i giorni.

Dopo l’intervento di Chiara Putaturo, Responsabile educazione di Transparency international Italia, la parola sarà data a ragazzi, che esporranno i risultati dei loro percorsi prima che vengano premiati i vincitori del concorso “Smaschera il corrotto”.

«I ragazzi sono il futuro - commenta Chiara Putaturo, responsabile di Transparency International Italia per il settore educazione - Dobbiamo dunque partire da loro per sperare di cambiare la cultura del nostro Paese, una cultura che troppo spesso ci porta a tollerare la corruzione. Quello che invece cerchiamo di trasmettere ai ragazzi è che ciascuno di noi può fare la differenza nella lotta a questo fenomeno, a partire dal nostro piccolo e dalla comunità in cui viviamo».

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