EuropaMemoriaFuturo

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  • Quando
    Dal 26/05/2018 al 27/05/2018
    Orario non disponibile
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    Gratis
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La “Mappa della Memoria” nasce dalla volontà di valorizzare ambiente, paesaggio e storia del nostro territorio e dell’Italia, permettendo di riscoprire questi elementi come protagonisti delle grandi e drammatiche vicende dei tempi passati, così come della nostra vita quotidiana.

Si tratta di un progetto inserito nel piano per il diritto allo studio e patrocinato e co-finanziato dal Comune di Lecco. Alla conferenza stampa partecipano, in funzione delle aree che la Mappa della Memoria abbraccia, l’assessore all’istruzione del Comune di Lecco Salvatore Rizzolino, l’assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza e l’assessore al turismo del Comune di Lecco Francesca Bonacina.

La realizzazione della mappa è stata coordinata da Costantino Ruscigno, in rappresentanza del percorso MeForPeace, condotto da un gruppo di studenti universitari del Politecnico di Milano, sede di Lecco, e della Fondazione Europea Cefalonia 1941- 44.

Un contributo fondamentale è stato dato dall’ANPI, che ha co-finanziato il progetto e messo a disposizione il suo ampio e documentato bagaglio conoscitivo sulla Resistenza nel lecchese.

La concretizzazione della mappa è stata affidata agli studenti della classe IV e V dell’Istituto ISGMD di Lecco, con il coordinamento grafico di Carmen Cavallo e Gianluigi Persano. La scelta e l’elaborazione dei testi, tratti in parte da Antonio Trotti per la guerra 1915-1918 e da schede della provincia di Como per la guerra 1943-1945, sono a cura di Pierfranco Mastalli, del direttivo dell’associazione LetteLariaMente e socio dell’ANPI Lecco.

I contenuti della mappa

La “Mappa della Memoria”, attraverso l’incrocio del supporto cartaceo del documento tradizionale e lo sviluppo dei contenuti su strumenti multimediali, come app e siti web, realizza una sorta di parco tematico virtuale, dove la storia locale e delle due guerre mondiali risulta facilmente intellegibile e dunque fruibile. I luoghi del conflitto e della Resistenza, infatti, sono stati organizzati in maniera tale da creare un percorso che offre la possibilità di approfondire quel che più incuriosisce, appassiona o impressiona, nelle parti descrittive del documento e nei suoi sviluppi sul web.

La “Mappa della Memoria” si articola in quattro percorsi differenti che permettono di esplorare i veri propri percorsi fisici, che si snodano sul nostro territorio e nei luoghi della nostra vita quotidiana, e quelli temporali, che permettono di ripercorrere le vicende della Grande Guerra, i percorsi della salvezza utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale, i luoghi della Resistenza e infine dei percorsi della liberazione al termine dell’ultimo conflitto globale.

Il percorso dedicato alla Grande Guerra offre a chi consulti la mappa la possibilità di ritrovare nei nostri paesaggi i segni di quelle fortificazioni che dovevano servire da baluardo lungo il confine svizzero: l’Occupazione Avanzata Frontiera Nord (O.A.F.N.) detta anche Linea Cadorna, progettata poco dopo la metà del 1800, realizzata nei primi anni del ‘900 e lunga ben 280 chilometri.

I percorsi della salvezza sono invece quelli tracciati dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 da quanti cercavano in Svizzera scampo dagli arresti e dalle deportazioni. Migliaia di antifascisti, ebrei, perseguitati politici, prigionieri di guerra alleati e soprattutto militari sbandati del disciolto esercito italiano e giovani renitenti alla leva peregrinarono per il nostro territorio in cerca della salvezza dalla guerra, dal regime e dai suoi orrori. I sentieri rappresentano anche per i partigiani una via di fuga dai rastrellamenti nazifascisti. E proprio alla Resistenza è dedicato il terzo percorso. Il movimento partigiano lecchese prende le mosse dalle sue montagne, dove si trovavano già delle basi dalla Capanna Stoppani al Pizzo d’Erna, dei Piani Resinelli e a Campo de’ Boi, nuclei dai quali si sviluppò poi una diffusa attività di contrasto all’occupazione e all’oppressione nazi-fascista, che rese Lecco la prima città dell’alta Italia ad imbracciare le armi contro l’invasore.

L’ultimo percorso è dedicato alla Liberazione.

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