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Da sinistra Paola Viganò, Giovanni Priore, Ugo Panzeri, Luca Radaelli, Marco Randellini

Da sinistra Paola Viganò, Giovanni Priore, Ugo Panzeri, Luca Radaelli, Marco Randellini

Teatro, la rassegna "Posto unico" in salvo per quest'anno ma c'è incertezza sul futuro

Avviata anche per il 2015 la rassegna di teatro per ragazzi, ma Provincia e organizzatori non nascondono la preoccupazione

Prosegue, non senza difficoltà, l'edizione 2015 di Posto Unico, rassegna teatrale dedicata ai più giovani e alle famiglie in tutta la provincia di Lecco: ben 7 poli e 21 Comuni coinvolti in un prgetto di ampio respiro che si pone di portare a teatro i ragazzi delle scuole, anche nei centri più piccoli, come da quasi trent'anni a questa parte (la rassegna nasce, infatti, quando Lecco era ancora parte della provincia di Como, col nome di "Sipario incantato").

Un'edizione, quella iniziata a gennaio, che è nata e proseguita non senza difficoltà, a partire dalla mancanza di fondi: questo è ciò che è emerso durante la presentazione della rassegna, avvenuta oggi 25 marzo con una conferenza cui hanno preso parte la Provincia di Lecco, i referenti dei diversi poli territoriali (Valsassina, Riviera, Lecco/Sala Ticozzi, Lario orientale e valle San Martino, Olginate, Olgiate Molgora e Merate) e Acel service, principale sponsor della manifestazione.

Una scelta importante quella di Acel, come ha sottolineato il presidente dell'azienda, Giovanni Priore: «Posto Unico è una tradizione, il cui compito è portare ai ragazzi la cultura attraverso il teatro, e proprio perché riconosciamo l'importanza della cultura abbiamo accolto la richiesta di sponsorizzazione». 

Soddisfatto, pur con qualche preoccupazione, il Consigliere provinciale delegato alla cultura, Ugo Panzeri, che definisce la rassegna "Un percorso di educazione al teatro per il giovane pubblico", e che non nasconde le difficoltà dovute al taglio dei fondi provinciali seguiti all'adeguamento dell'ente alla legge Delrio: «Per l'edizione 2015 di Posto Unico la Provincia  non ha potuto investire un euro- spiega il Consigliere - per questo la sponsorizzazione di Acel si è rivelata fondamentale, così come il lavoro delle compagnie teatrali, decise a lavorare anche in assenza di fondi pur di portare a compimento il progetto».

E in assenza di fondi le compagnie hanno lavorato senza risparmiarsi: lo ha spiegato bene Luca Radaelli di Teatro Invito, compagnia organizzatrice del polo lecchese della rassegna e di quello di Lario orientale e valle San Martino: «Abbiamo lavorato gratis con l'obiettivo di mantenere una tradizione - ha spiegato Radaelli - e benché aumenti l'interesse delle famiglie, quello delle istituzioni sembra diminuire anche quando, a differenza della Provincia, i fondi ci sono. Ci stiamo già domandando come e cosa potremo fare per l'edizione 2016, visto che in assenza di investimenti è impossibile pianificare né coordinarsi con la programmazione delle varie scuole».

A dispetto delle difficoltà, la rassegna sta raccogliendo consensi in tutti gli ordini di scuole e in tutta la provincia: oltre 2.200 gli studenti coivolti solo fra Valsassina e Riviera, in una manifestazione le cui aspettative saranno di oltre 10mila studenti partecipanti. «Abbiamo inserito nel programma anche diversi spettacoli domenicali - ha aggiunto Marco Randellini, che si è occupato dei due poli - perché se è importante portare i giovanissimi a teatro in veste di studenti, crediamo nel valore e nel coinvolgimento che crea il farsi accompagnare dai genitori e, per loro, accompagnare i propri figli».

Dello stesso avviso Paola Viganò di Scarlattine teatro, che si è occupata dei poli di Olgiate Molgora e Olginate, che ha anche spiegato come uno dei grandi successi della rassegna siano i laboratori teatrali che si svolgono contestualmente alla manifestazione, mentre capita sempre più spesso che le famiglie non riescano a pagare il biglietto di ingresso per i ragazzi: «In questo caso però - ha aggiunto Viganò, anche in veste di Assessore del Comune di Olginate - cerchiamo di non lasciare i ragazzi nelle classi e lasciar loro vedere comunque lo spettacolo, per non fargli perdere un'occasione culturale».

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