Domenica, 26 Settembre 2021
Scuola

Come tutelare il benessere psicologico degli adolescenti in tempi di Covid

L'attuale emergenza sanitaria ha messo a dura prova le risorse di ciascuno di noi, in particolare degli adolescenti. Vediamo come tutelare il benessere psicologico degli adolescenti

Essere un adolescente è dura in ogni circostanza, e il Covid lo rende ancora più difficile. In un anno così complicato, a causa dell'emergenza sanitaria e delle difficoltà economico-sociali, anche gli adolescenti hanno subito gravi ripercussioni a livello psicologico.

Con la chiusura delle scuole e la cancellazione di tutti gli eventi, molti teenager stanno perdendo alcuni dei più bei momenti della giovinezza, oltre che tutti quegli attimi di quotidianità come chiacchierare con gli amici e frequentare le lezioni.

Per tutti quegli adolescenti che si trovano a dover affrontare stravolgimenti del proprio quotidiano e si sentono ansiosi, isolati e amareggiati, sappiate che non siete soli.

Una fase delicata messa a dura prova

Dovendo obbedire alle regole dell’isolamento sociale, il ragazzo è tornato a confrontarsi con il contatto prolungato con i propri genitori. Un po’ come tornare ad una condizione infantile, dunque, di continua interdipendenza con le autorità familiari. Non c’è da stupirsi se in una condizione simile si siano osservati: aumento di conflitti intrafamiliari, un aumento dello stress psicologico, un abbassamento del tono dell’umore, un aumento della dipendenza da dispositivi tecnologici. Tutte condizioni che si sono legate, sia in prospettiva di cause che di conseguenze, con problematiche legate alle abitudini alimentari, al ciclo sonno-veglia, alle difficoltà scolastiche e ad altre difficoltà psicologiche più o meno gravi.

Il covid-19 porta con sé la reale possibilità di vivere esperienze traumatiche come l’isolamento forzato, la forzata separazione da uno o entrambi i genitori, qualora essi debbano subire un ricovero o un allontanamento fiduciario. Anche le famiglie non toccate dai contagi, hanno comunque subito la riduzione delle proprie risorse economiche: infatti, alcuni genitori hanno perso il lavoro. La perdita del reddito è già di per sé una fonte di stress per l’adulto ed ha conseguenze sia immediate che a lungo termine per la famiglia, poiché iniziano a venir meno anche i bisogni primari.

È facile immaginare come questo influisca su diversi livelli della vita quotidiana, da quello della sussistenza a quello in cui viene meno la possibilità di accedere a strumenti tecnologici indispensabili per servizi come la didattica a distanza, attività di telemedicina e tele-riabilitazione, così come il semplice mantenimento delle relazioni familiari e il gruppo dei pari.

Inoltre, bisogna considerare che non tutte le famiglie dispongono di spazi abitativi idonei alla convivenza prolungata: alcuni dati ISTAT evidenziano che parte dei minori sono esposti ad una condizione di sovraffollamento abitativo e il disagio si acuisce se oltre ad essere sovraffollata, l’abitazione presenta problemi strutturali come la mancanza di acqua corrente, mancanza di adeguata illuminazione, ridotti spazi di movimento. Tutte condizioni che gravano su difficoltà già esistenti.

L’abbandono dei vecchi e sani ritmi influisce sul benessere psicofisico: si è osservato il cambiamento delle abitudini alimentari. Ad esempio, molti ragazzi si sono legati al cibo in maniera emotiva, cercando di placare stress, ansia, basso tono dell’umore, alimentandosi in maniera sregolata.

Tale approccio al cibo, quando associato a preesistenti condizioni di sovrappeso o obesità, porta inevitabilmente ad un peggioramento dello stato di salute. La mancanza di una routine strutturata tipica di un adolescente (sveglia-scuola- studio-sport-socialità) ha intaccato anche la sfera del sonno. Infatti, ci sono genitori che hanno spiacevolmente osservato nei propri figli la tendenza a restare molte ore a letto, prediligendo orari tardivi di addormentamento e risvegli sregolati durante la mattina.

Tutto questo, associato alla mancata possibilità di accedere agli spazi esterni per poter esercitare attività fisica come parchi, campi gioco, palestre, associazioni sportive, ha portato a sperimentare un aumento dell’irritabilità nell’adolescente ed una maggiore predisposizione ai conflitti.

Ricordiamo che la pratica sportiva, sin dall’infanzia, oltre che sana per il corpo, è anche risorsa indispensabile all’apprendimento della cooperazione, della gestione sana dei conflitti interpersonali, del rispetto dei turni, della tolleranza e sublimazione dello stress.

Cosa fare per prendersi cura di Sé 

- Riconosci che la tua ansia. 

Se la chiusura delle scuole ed i notiziari allarmanti ti rendono ansioso, sappi che non sei il solo. Se sei preoccupato perché accusi sintomi sospetti, è importante parlarne con i tuoi genitori. È inoltre importante ricordare che molti dei sintomi legati al coronavirus possono essere trattati. Raccomanda di comunicare ai tuoi genitori o ad un adulto di cui ti fidi se non ti senti bene o se sei preoccupato del virus, in maniera tale che possano aiutarti.

- Creati delle distrazioni. Anche quando ti trovi a dover affrontare una situazione difficile, è molto utile dividere i problemi in due categorie: quelli su cui puoi agire direttamente, e quelli per cui non puoi fare nulla. Al momento la maggior parte dei problemi ricade nella seconda categoria, ed è giusto che sia così, ma una cosa che può aiutarci ad accettarlo è creare distrazioni per noi stessi.

- Trova nuovi canali per rimanere in contatto con i tuoi amici. Se vuoi trascorrere del tempo con i tuoi amici mentre pratichi il distanziamento sociale, i social media sono un buon modo per tenersi in contatto.

- Concentrati su te stesso. Hai sempre voluto imparare a fare qualcosa di nuovo, iniziare un nuovo libro o trascorrere del tempo suonando uno strumento musicale? Ora è il momento giusto per farlo. Concentrarti su te stesso e trovare modi innovativi per trascorrere questo nuovo tempo a disposizione, sono misure produttive per salvaguardare la tua salute mentale.

- Esterna le tue emozioni. Perdere gli eventi con gli amici, i propri hobbies o incontri sportivi, è incredibilmente spiacevole. Il miglior modo per far fronte a questa delusione? Concedi a te stesso di provarla.

Fonte: Unicef.it

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