Estate d'oro per la raccolta dei funghi: nel Lecchese incremento del 50%

I dati di Coldiretti certificano un'estate meravigliosa per i fungiatt: la media regionale è stata del +30%

In una stagione fortemente segnata - negativamente, si intende – dai danni del maltempo alle coltivazioni, le forti e abbondanti piogge almeno un regalo ce l’hanno fatto, creando le condizioni perfette per la crescita dei funghi. Lecco, insieme a Como, guida la classifica regionale con un incremento del 50% contro una media regionale di +30%, comunque molto positiva. A diffondere i dati è la Coldiretti, grazie al monitoraggio della “vendemmia dei porcini”. La stagione al nord è da poco iniziata (al sud ancora si attendono le piogge) ma già si vede che le recenti perturbazioni hanno avuto le caratteristiche perfette per consentire una produzione rigogliosa. Ma come devono essere queste condizioni climatiche? Tutti sappiamo che se non piove, non si va a caccia di porcini, chiodini e prataioli, ma quali sono le caratteristiche meteo precise? Il terreno deve essere sì umido, ma senza piogge torrenziali e con anche una buona dose di sole. La temperatura nel bosco deve essere relativamente alta, tra i 18 e i 20.

Attivato il servizio di riconoscimento dei funghi commestibili

L’attività di ricerca messa in capo dalla Coldiretti per aiutare i cercatori a orientarsi, non ha il solo scopo di aiutare gli hobbisti ma anche quello di fornire preziosi strumenti ai professionisti, impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.
E chi li vuole cucinare a casa ma non ha la voglia di cercarli?

I decalogo del fungiatt

«Il consiglio – spiega Coldiretti - è quello di recarsi nei mercati di Campagna Amica dove molto spesso è possibile acquistare anche funghi coltivati. Nel caso ci si reci invece in negozio, è comunque importante verificare l’indicazione, il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei. Una garanzia – continua la Coldiretti per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare. I funghi sono ricchi di proteine e fibre, poco calorici, poveri di sodio e ricchi di potassio e in Italia durante l’anno – conclude Coldiretti - se ne consuma in media circa un chilo a testa».

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Ecco invece il decalogo diffuso da Coldiretti per il provetto cacciatore di funghi.
- Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche
- Comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria
- Attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia
- Consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo
- In caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati
- Usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo.
- Non raccogliere funghi sconosciuti
- Verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali
- Pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio
- Per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo.

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