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Bike sharing e piste ciclabili, Lecco è più indietro rispetto agli altri capoluoghi italiani

Da un'indagine di Legambiente, in città non solo mancano le piste ciclabili, ma il servizio BluBike è poco utilizzato

Una postazione BluBike, il servizio di car sharing lecchese

Ciclisti penalizzati nella città di Lecco, dove strutture e attrezzature per spostarsi pedalando sono nettamente inferiori al trend italiano. 

A dirlo è Legambiente, che ha realizzato lo studio "L'A Bi Ci della ciclabilità" mettendo a confronto i dati autocertificati dai Comuni capoluogo d'Italia in merito alla ciclabilità. Ai municipi è stato richiesto di indicare il modal share (ovvero il mezzo di trasporto più utilizzato in città), e i dati su estensione e localizzazione delle piste ciclabili entro i confini delle singole città. I dati forniti sono quelli aggiornati al 2013.

Per quanto riguarda il primo parametro, Lecco non è stata in grado di fornire il dato, assieme ad altri 54 su 105 capoluoghi interpellati.

I dati quantitativi riguardanti le piste ciclabili, invece, ci sono e offrono un quadro poco incoraggiante per quanto riguarda la situazione attuale, a partire dalle ciclabili equivalenti, ovvero da quanti metri di piste ciclabili sono presenti in città ogni 100 abitanti: Lecco, alla 76esima posizione sulle 104 città esaminate, mette a disposizione un metro 43 centimetri ogni 100 abitanti. Un abisso rispetto a Reggio Emilia, prima città in classifica, dove ci sono 39,03 metri per 100 abitanti, e a Cremona, prima città in Lombardia, che ne conta 30,14.

Il dato va di pari passo con la presenza e l'estensione delle isole pedonali: Lecco, infatti, conta solo 14 centimetri quadrati di isola pedonale per abitante ed è 67esima in classifica. Venezia, al primo posto, ne conta 5,05 per abitante, mentre è di nuovo Cremona la prima a livello regionale, con 1,13 metri quadri per cittadino.

Maglia nera alla città anche per quanto riguarda le zone 30, che non risultano in città perché i dati, aggiornati al 2013, non contano quella istituita a Olate alla fine dell'anno. In questo caso sono 51 i capoluoghi d'Italia che non hanno registrato, nel 2013, la presenza di zone 30.

In città mancano decisamente le piste ciclabili al di fuori delle aree verdi: a Lecco si registra infatti un solo chilometro complessivo di ciclabile sulle strade urbane, completamente costruiti in sede propria, mentre non ci sono piste ciclabili su marciapiede. Nelle aree verdi, invece, risultano solo 4 chilometri di pista ciclabile entro i confini della città.

La situazione migliora, anche se di poco, se si parla del servizio di bike sharing: la disponibilità di biciclette è di sole 6,3 ogni 10mila abitanti (il maggior numero si trova a Isernia, dove ce ne sono 43,6), ma i prelievi per abbonato sono 18,3 e Lecco è 28esima in classifica (a Torino, top del bike sharing italiano, i prelievi sono 82). Ogni mille abitanti, però, meno di due persone sono abbonate alle BluBike, nonostante risultino 11,1 postazioni di prelievo e riconsegna ogni 100 chilometri quadrati.

«Il cambiamento degli stili di mobilità, più che dalla crisi economica, è probabilmente favorito dalla crisi del vecchio modo di muoversi all’interno delle aree urbane – sottolinea Legambiente a proposito dello studio – C’è una forte insofferenza rispetto a una quotidianità fatta spesso di ingorghi, stress, tempo perso, smog e così chi pedala prende sempre più spazio». Uno spazio che, purtroppo, sembra essere ancora troppo poco per i cittadini lecchesi.

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