Giovedì, 13 Maggio 2021
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Un imprenditore lombardo lancia l'hashtag #giustiziaperpanariti mentre resta ancora irreperibile Olinka Rebecca Koster

Olinka Rebecca Koster, ex ragazza cin-cin della famosa trasmissione televisiva di inizio anni '90 "Colpo Grosso" di Umberto Smaila, è condannata e ricercata per omicidio dal 2015. Ciò nonostante, almeno fino a Febbraio 2021 avrebbe continuato ad operare in Italia con una società che presta consulenze alle imprese in crisi. Marco Melega, imprenditore e produttore discografico di Cremona si è imbattutto nella donna, irrintracciabile per la giustizia italiana, e ha lanciato una class action per denunciare il gruppo facente capo alla Koster.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Olinka Rebecca Koster, ex "ragazza cin-cin" della celeberrima trasmissione televisiva "Colpo Grosso" di Umberto Smaila nonchè comparsa in diversi film-commedia italiani, il 13 Luglio 2015 è stata condannata per l'omicidio del 59enne Giovanni Panariti, avvenuto a Valgreghentino l'8 ottobre 2010, nonchè al pagamento di una provvisionale di 150.000 euro alla famiglia della vittima. La donna avrebbe però fatto perdere le tracce alla Procura di Lecco già durante le ultime fasi del processo e risulterebbe tutt'ora irreperibile. Tuttavia, negli ultimi mesi sono iniziati ad apparire sul web una serie di post ed articoli, riferiti proprio alla donna che evidenzierebbero come la donna sia viva e vegeta e condivida sui social una vita di lusso nella città di Durban, in Sudafrica.

L'imprenditore e produttore discografico lombardo Marco Melega racconta di essere entrato in contatto con la società della Koster nel 2020 e di essere tutt'ora per vie legali. Melega ha addirittura lanciato una class action per denunciare pubblicamente le attività del gruppo facente capo alla ex ragazza cin-cin, ottenendo come reazione una massiccia campagna diffamatoria che è stata oggetto di separata querela.

«Articoli trovati online trattano di come la Koster risulti titolare della società olandese "Capitali e idee bv", che fino a febbraio 2021 era presente sui footers dei siti web sosazienda.com e capitalieidee.com. Ed è qui che subentra il colpo di scena. I siti web descrivono attività dedicate al mercato italiano delle imprese in crisi, indicatore sul fatto che la Koster, incurante di pagare il proprio debito con la Giustizia, abbia continuato ad operare in Italia. Non senza qualche ulteriore problema - spiega Melega - Sul web appaiono diversi articoli che parlano negativamente della società della Koster, alcuni rispondenti a link non più disponibili. Vi è ad esempio un’ evidenza che il 12 giugno 2017 fu querelata dall'azienda Rossana Maglieria di Oleggio, lamentando che «"Capitali e idee bv" con artifizi e raggiri sta tentando di conseguire un ingiusto profitto mettendo a rischio posti di lavoro...". Sono quindi anni che la donna, incurante dei propri debiti da pagare con la Giustizia Italiana, opera tranquillamente in Italia». Nel frattempo la famiglia della povera vittima Giovanni Panariti sta ancora attendendo giustizia, oltre ad un risarcimento provvisionale di 150mila euro. Lo stesso Melega, per solidarietà nei confronti della famiglia della vittima, ha ora lanciato l'hashtag #giustiziaperpanariti.

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