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Sabato, 29 Gennaio 2022
Sembra primavera

Cinque giorni a Natale, sfiorati i venti gradi: ecco da dove arriva il caldo record

La dettagliata spiegazione è stata data dal Centro Metorologico Lombardo: “Migliora anche la qualità dell'aria”. Il punto più alto? A Galbiate

È già avvenuto, in anni recenti, che si sfiorassero (o toccassero) i venti gradi di temperatura a ridosso di Natale. La cosa, ovviamente, rimane eccezionale rispetto alle temperature del periodo: solo l'8 dicembre, infatti, su tutta la provincia di Lecco cadeva la neve, ancora oggi rintracciabile negli angoli più freddi della città capoluogo. Come raccolto da MeteoLecco.it, il mese di dicembre ha fatto registrare una temperatura media, nel centro urbano, pari a 5.8°C; il mese più freddo, almeno per ora, è stato quello di gennaio con la sua media di 4.4°C.

Oggi, 20 dicembre, il territorio, ma più in generale tutta la regione, è stato colpito da un'impennata delle temperature: la minima, sempre nel capoluogo, è stata di 5.9°C (00.01), mentre si è toccata una massima di 12.9°C alle 12.30 (stazione al Parco Belvedere); al lordo di una potenziale, ma improbabile, nuova fiammata, il punto più alto toccato dalla colonnina rimangono i 13.4°C del 13 dicembre, effetto del vento di Foehn. Roba più simile ai giorni che precedono l'equinozio di primavera, piuttosto a quelli vicini al solstizio d'inverno (21 dicembre).

Allargando il raggio a tutto il territorio provinciale, la massima più alta è stata registrata a Galbiate alle 11.09: 18.5°C a 415 metri di quota, ma nel Comasco si è andati anche oltre con i 20.4°C della non lontana Albavilla.

Quasi 20°C il 20 dicembre: ecco perchè

temperature massime 20 dicembre 2021 centro meteorologico lombardo-2
La cartina del Centro Meteorologico Lombardo

L'eccezionale avvenimento ha portato il Centro Meteorologico Lombardo a fornire un'esaustiva spiegazione, non facendosi mancare qualche (consueto) passaggio ironico: “Trattasi di classico ‘effetto favonico’ che s'inserisce in un contesto anticiclonico, dove l’aria in precedenza è stata fortemente stratificata. Ciò esaspera localmente gli effetti termo-igrometrici, ristabilendo con violenza i naturali gradienti termici verticali, fino a ieri nulli o inversionali (era più caldo a 2000m che nelle Basse). Agli effetti è aria molto mite (e secca), per ventilazione di caduta dai quadranti settentrionali, che va letteralmente a erodere gli strati d’aria freschi e umidi (e puzzosi) intrappolati nel catino padano, a coinvolgimento prevalente dei settori di nord-ovest. È dunque in atto un parziale rimescolamento d’aria fino al suolo, utile a stemperare la pessima qualità dell’aria di questi giorni. Evviva”.

Per Natale è in programma un moderato calo delle temperature, con il ritorno delle precipitazioni che mancano proprio dalla nevicata dell'8 dicembre, allungatasi fino alle prime ore del giorno seguente.

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