25 aprile, Gattinoni: «D'auspicio ai nostri giovani affinché ritrovino speranza»

Nel suo discorso per il 76° anniversario della Liberazione, il sindaco di Lecco ha tracciato l'analogia con la situazione attuale dovuta alla pandemia. Durante la cerimonia letto il Decreto di conferimento della Medaglia d'argento al Comune di Lecco per l'attività partigiana

 

"Viva il 25 aprile, viva l'Italia, viva Lecco". Anche quest'anno, come accaduto nel 2020, il 25 aprile è stato celebrato senza addobbi né cortei, ma con immutata intensità. La riconquista, nel 1945, della libertà dal regime nazifascista, è ancora oggi un sentimento forte, sospeso tra il dolore per la perdita di moltissime vite e la gioia della liberazione, attualissimo nella situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia. Un caposaldo su cui costruire il futuro.

Il programma ufficiale a Lecco ha previsto la messa celebrata alle 10 in Basilica da monsignor Angelo Brizzolari, quindi la deposizione delle corone (Comune-Provincia, Regione, Anpi provinciale Lecco) al Monumento ai Caduti in largo Montenero, cui è seguito un momento di raccoglimento in ricordo dei Caduti della Resistenza, con l'intervento delle istituzioni e la lettura del Decreto di conferimento della Medaglia d'argento al Comune di Lecco per l'attività partigiana, del 19 settembre 1974 (lo riportiamo sotto).

Hanno partecipato alla cerimonia il sindaco Mauro Gattinoni, il prefetto Castrese De Rosa, il presidente della Provincia Claudi Usuelli, il presidente dell'Anpi Enrico Avagnina, le autorità militari, religiose e civili. «Il 25 aprile ha rappresentato la chiusura di una dellle pagine più buie della nostra storia, mettendo fine all'occupazione nazista e al regime fascista - ha dichiarato Gattinoni nel suo intervento - I partigiani e tutti gli italiani impegnati a vario titolo nella lotta per la liberazione hanno posto le basi per la nascista della nostra Costituzione, per l'instaurarsi di una rinnovata convivenza civile e la ripresa morale, sociale ed economica del Paese. Ma soprattutto la lotta di liberazione che ha visto Lecco protagonista ha dato nuova linfa alla parola speranza dopo tempi lunghi e dolorosi. Non può che spiccare l'analogia con i tempi che viviamo oggi. Un mio personale pensiero ai giovani, la cui esperienza di scuola, di relazione e di vita è stata messa duramente alla prova al limite della alienazione. A voi l'invito e l'impegno per un futuro in cui ritrovare speranza, vicinanza e progettualità».

Il prefetto: «Quanta solidarietà a Lecco»

Di solidarietà ha parlato, nel suo intervento, il prefetto Castrese De Rosa: «La pandemia ha fatto emergere tante positività. Assistiamo, anche nella nostra Lecco, a gesti di solidarietà eccezionali. Pensiamo al lavoro straordinario che svolge la Fondazione comunitaria del lecchese con il fondo
"Aiutiamoci", all'attività della Caritas, a quella delle tante Associazioni di volontariato e del terzo settore che si prodigano per dare un sostegno a chi soffre o si trova in difficoltà. All'impegno delle organizzazioni sindacali, del mondo delle imprese che sta offrendo un contributo decisivo nella campagna
vaccinale, insieme ai sanitari e a tutto il personale infermieristico, con i vertici di Ats e Asst in prima linea a collaborare anche con la Prefettura. Gli esempi del Palataurus a Lecco e del sito della Technoprobe a Cernusco Lombardone sono una risposta importante di questa solidarietà lecchese». 

Numerose le commemorazioni (sempre rispettando i protocolli anti-covid) andate in scena in città, nei comuni della provincia e le iniziative, come quella della Brigata Francesca Ciceri che si è occupata dell'area trascurata al "cippo" dedicato alla memoria di Emilio Pupato e Aristide Valsecchi, partigiani caduti durante la guerra di liberazione. "Con la sinistra Cambia Lecco", impossibilitata a celebrare la ricorrenza in corteo lungo le strade della città, ha portato con una sua delegazione un mazzo di fiori in Corso Martiri della Liberazione sotto la lapide che ricorda la "battaglia di Pescarenico" del 26 aprile 1945 fra reparti della Rsi con mezzi blindati e formazioni partigiane, una battaglia che segnò nel nostro territorio la fine della guerra di Liberazione. La delegazione ha depositato un mazzo di garofani rossi, letto alcuni articoli della Costituzione e cantato "Bella ciao".

Medaglia d'Argento al Comune di Lecco

Durante venti mesi di dura lotta contro l'oppressione tedesca e fascista, dava sublimi esempi di patriottismo opponendo ai rastrellamenti e alle deportazioni in Germania delle sue genti una fiera resistenza. Mentre i volontari, inquadrati nelle formazioni, impegnavano il nemico nella lotta armata che costò grave contributo di sangue fra combattenti e cittadini vittime delle rappresaglie, uomini e donne d'ogni estrazione sociale si ritrovarono uniti nell'opporre coraggiose compatte manifestazioni di ostruzionismo, che oltre ad isolare psicologicamente l'avversario ne impedivano l'utilizzazione delle risorse locali. Il prezzo di sangue generoso offerto dai combattenti e dai cittadini colpiti dalle rappresaglie suggella il contributo offerto delle genti di Lecco alla causa della libertà della Patria. Zona di Lecco, 8 settembre 1943 - aprile 1945

Il messaggio di Cgil, Cisl e Uil e Anpi

" Sono passati 76 anni dal 25 aprile 1945. Ma ancora oggi la Liberazione è una festa da ricordare e celebrare. Il 25 aprile rinvia al coraggio, alla lotta e al sacrificio di tante donne, uomini, giovani che in forme e modi diversi si batterono contro la dittatura e l'occupazione. Un evento che porterà nelle case e nelle coscienze di tutta Italia la centralità della Resistenza nella conquista della libertà e nel processo di ricostruzione materiale, democratica e civile del Paese dopo gli incalcolabili danni - guerra, miseria, leggi razziste, stragi contro innocenti - provocati dal fascismo e dal nazismo. Queste ideologie di violenza e prevaricazione ancora oggi sopravvivono nelle frequenti espressioni e azioni di odio e razzismo, in particolare nella comunicazione web e social.

Proprio per questo come Sindacato confederale non ci stancheremo mai di parlare delle lavoratrici e dei lavoratori che contribuirono alla Liberazione, con scioperi e sabotaggi, aiutando fattivamente l'azione partigiana, indebolendo il regime dittatoriale. Un nome su tutti, Giuseppe "Pino" Galbani, arrestato a seguito degli scioperi del 7 marzo 1944 insieme ad altri quaranta operaie e operai e successivamente deportato a Mauthausen. Tra i pochissimi sopravvissuti, tornò a Lecco a fine giugno del 1945 e fu testimone instancabile degli orrori della Shoah. Siamo ancora nel vivo del dramma pandemico - con una nuova accelerata dei contagi che ha prodotto la necessaria chiusura di tante regioni - e non sappiamo quando il futuro prossimo potrà riservarci un ritorno alla vita normale.

Oggi è difficile "festeggiare", ma è doveroso riflettere, essere solidali con chi sta soffrendo e con coloro che cercano di salvare tante vite, con un sacrificio personale di grande rilievo e di grande pericolosità. Il 25 aprile può e deve costituire ancora uno stimolo alla speranza, alla vitalità delle idee, alla partecipazione. Ma se la memoria deve essere prima di tutto conoscenza e consapevolezza, il 25 aprile dobbiamo necessariamente guardarci attorno e pensare al futuro, che per molti si profila pessimo, estremamente difficile, fortemente pericoloso. Sono già fin troppo evidenti gli effetti economici e sociali di questa pandemia, che si aggiungono alla grave crisi economica del 2008. E come sempre (l'esperienza degli anni Venti insegna) situazioni del genere sono molto pericolose per la stessa democrazia. "Festeggiare" il 25 aprile significa ancora oggi capire anche il presente e prepararci per l'avvenire.

Perché toccherà di nuovo ai più consapevoli (e speriamo siano la maggioranza del Paese) prendere in mano il destino proprio e quello della Nazione, combattendo le disuguaglianze e la povertà, creando condizioni di lavoro e di vita improntate ad una profonda socialità. Occorrerà un impegno fortissimo di quanti amano la libertà e credono nella Costituzione, fare tutto il possibile per fronteggiare non solo i guasti della pandemia , ma anche i problemi economici e sociali correlati che stanno affliggendo il Paese. Facciamo appello allora a tutti gli Amministratori, ai Dirigenti scolastici e a tutti i media, affinché ognuno nel proprio ambito e con senso di responsabilità, contribuisca attivamente alla celebrazione di questo momento di unità nazionale intorno ai valori e ai principi dell'antifascismo, fondativi della Repubblica e della Costituzione. Buon 25 aprile a tutte e a tutti! "

Segretario Generale della Cgil Lecco Diego Riva
Segretario Generale della Cisl Monza Brianza Lecco Mirco Scaccabarozzi
Segretario Generale della Uil del Lario Salvatore Monteduro
Presidente di Anpi provinciale di Lecco Enrico Avagnina

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