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Le telecamere Rai la scorsa estate a lato della SP72 a Pescate per riprendere una delle iniziative del sindaco Dante De Capitani per la sicurezza stradale.

Le telecamere Rai la scorsa estate a lato della SP72 a Pescate per riprendere una delle iniziative del sindaco Dante De Capitani per la sicurezza stradale.

«Invece di abbassare i limiti di velocità, si sistemino le strade lecchesi»

Il sindaco di Pescate attacca la Provincia: «Scelta vergognosa, i lavori vanno realizzati. Altrimenti li facciamo noi e presentiamo il conto». Dure critiche anche da Confartigianato: «Imprese danneggiate dalla scarsità di infrastrutture»

Fa discutere la scelta della Provincia di abbassare i limiti di velocità su alcune strade lecchesi per mancanza di fondi con i quali effettuare interventi di manutenzione. Un provvedimento dettato da motivi di sicurezza: in alcuni casi le limitazioni scendono ai 30 chilometri orari. 

I soldi per le strade non ci sono: la Provincia abbassa i limiti di velocità

Tra le bocciature più severe quella del sindaco di Pescate Dante De Capitani, già intervenuto per sollecitare con forza la sistemazione di alcune strade, a partire dalla SP72, all'interno del suo paese.  

De Capitani: «Non hanno i soldi per i lavori? Allora in Provincia si dimettano» 

«Leggo che la Provincia di Lecco ha abbassato i limiti di velocità su alcune strade provinciali e anche da noi a Pescate da alcuni mesi ha messo cartelli in cui non si può superare su alcuni tratti la velocità di 30 km orari - commenta Dante De Capitani - Trovo sia un'autentica vergogna imporre questi limiti che nessuno rispetterà mai e che sono impossibili da sanzionare da parte della Polizia locale. Se la Provincia non ha i soldi neanche per sistemare le strade si dimettano in blocco iniziando dai dirigenti che firmano queste ordinanze. Da parte mia voglio che ripristino l'asfalto sulle strade del mio comune che sono le più trafficcate dell'intera provincia. Già in passato - incalza il primo cittadino pescatese - avevo prodotto delle ordinanze alla Provincia di provvedere in tal senso che erano state eseguite e rispettate facendo i lavori, ma adesso altri tratti necessitano di intervento come la Sp 60 per Galbiate che  è in condizioni disastrose e la Sp 72 nel tratto dal centro paese verso la frazione Torrette. Faranno il piacere di sistemare anche queste altrimenti le sistemo io e presentò il conto a loro».

La comunicazione della Provincia di Lecco in merito alla modifica del limite di velocità massima consentita su alcuni tratti di competenza, solleva le critiche anche del presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva,  il quale sottolinea come la scelta, seppur dettata da ragioni di sicurezza, non faccia altro che peggiorare le condizioni lavorative delle imprese lecchesi.

Riva, Confartigianato: «Nel nostro territorio carenze infrastrutturali "da Terzo Mondo". A pagare sono le aziende»

«Il nostro territorio soffre di una carenza infrastrutturale evidente - dichiara Daniele Riva (nella foto sotto) - che ha riflessi pesanti sull’attività delle aziende artigiane e non solo, tanto che il tema è al centro di un protocollo che vede la firma di più Associazioni di Categoria ed Enti territoriali. Le principali arterie di collegamento, vedi la storia infinita della Lecco-Bergamo o la SS36 statisticamente tra le strade più trafficate e incidentate d’Italia, fanno già acqua da tutte le parti. A questo si aggiungono le recenti limitazioni su ponti parzialmente o totalmente chiusi, se non crollati: una situazione che ho già avuto modo di definire “da Terzo Mondo”. Ora, per completare il quadro, l’abbassamento dei limiti di velocità in aree già penalizzate da questo punto di vista come la Valsassina e l’Alto Lago. Comprendiamo i motivi legati alla sicurezza, ma è inaccettabile che si sia arrivati a tanto. Senza voler trovare a tutti i costi dei colpevoli, alla politica tocca però ora il compito di individuare una soluzione rapida ed efficace, perché le nostre imprese, ma anche i cittadini, non possono subire un’altra “batosta” del genere. A maggior ragione se consideriamo la necessità delle nostre imprese di avere una rete viaria degna di questo nome: dalle regioni del Nord proviene il 72,2% dell’export nazionale».

Interessanti anche altri dati ricordati da Confartigianato Lecco in merito al tema dei collegamenti stradali e a quanto le infrastrutture siano importanti per la produttività: l’analisi dei flussi di trasporto merci su strada, effettuato da veicoli di portata non inferiore a 35 quintali immatricolati in Italia, evidenzia che le regioni del Nord determinano i due terzi (64,6%) del traffico nazionale su strada di merci caricato nelle regioni italiane. Eppure la nostra regione, come quelle a maggior vocazione manifatturiera, vive un gap infrastrutturale del -20,6% rispetto alle regioni competitor tedesche. «Una riduzione del 10% dei tempi di trasporto e logistica consentirebbe un aumento di produttività dei piccoli autotrasportatori italiani che la porterebbe a superare del 6,0% quella dei competitor tedeschi rispetto alla quale è ora inferiore del 4,6%. Va da sé che la soluzione annunciata dalla Provincia di Lecco rischia di compromettere ulteriormente l’attività imprenditoriale locale e che i fondi per mettere in sicurezza le strade sono una priorità. Confidiamo nell’operato dell’Amministrazione Provinciale alla quale chiediamo di trovare al più presto una soluzione».

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