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Alessandro Longoni davanti alla chiesa di San Bartolomeo ad Abbadia Lariana.

Alessandro Longoni davanti alla chiesa di San Bartolomeo ad Abbadia Lariana.

Alla scoperta della chiesa sconsacrata di Abbadia

L'edificio dedicato a San Bartolomeo è stato acquistato e valorizzato dal "mecenate" Alessandro Longoni con restauri e aperture straordinarie al pubblico.La prossima si terrà il 24 agosto

Un edificio di pregio risalente al XIII secolo, bene della diocesi di Como, alienato dalla stessa nel 2013. Stiamo parlando della chiesa di San Bartolomeo, oggi sconsacrata, incuneata tra la montagna e il lago nel rione di Castello ad Abbadia Lariana. Posta lungo il Sentiero del Viandante che metteva in comunicazione Lecco con Mandello, porta tra le sue mura “una storia che dura più di mille anni”. Dopo averla scoperta, Alessandro Longoni - residente in paese e originario di Milano - ha deciso di diventarne proprietario, ha firmato l'atto di compra-vendita con l'Istituzione ecclesiastica e periodacamente la riapre al pubblico la chiesa per valorizzarla anche dal punto di vista turistico. Il prossimo appuntamento con visite guidata è per il 24 agosto, festa di San Bartolomeo.

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«Mi è subito piaciuta la zona - racconta Longoni - Non mi ritengo un mecenate, ma una persona disposta a mostrare ai passanti questa chiesa, a chiunque voglia entrare e conoscerne la storia, il suo passato e il presente». Passo dopo passo, il proprietario ha rimesso e ancora sta rimettendo in ordine quei tasselli che il tempo, l'usura, le incursioni di incivili, hanno negli anni compromesso il sacro edificio. Nel pieno rispetto delle sue origini strutturali architettoniche San Bartolomeo è stata fatta restaurare dalla nuova proprietà tenendo in doverosa considerazione i vincoli dettati dalle Sovraintendenze preposte al controllo di questo tipo di delicati interventi conservativi.

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«L'edificio sopralzato alla fine del Seicento e munito di un bel portale modanato, ricalca nella parte anteriore dell'aula l'andamento romanico» - si legge nel libro "Il lago di Lecco e le valli", edito dalla Provincia lecchese in merito ai tratti architettonici del manufatto. Sorto nelle adiacenze di un castello, abitazione dei Benedettini prima e dei Serviti in seguito, è anche stato testimone poco distante di una vasta area cimiteriale romana legata alla presenza dei religiosi in loco. E di questo passato e di altro, ad ogni visitatore della chiesa viene fornita la storia e le risposte alle domande dettate dal desiderio di conoscere, sapere. Momenti questi che trovano la punta, l'apice ogni anno il 24 agosto, giorno del calendario dedicato a San Bartolomeo a cui la chiesa è intitolata.

Alessandro Longoni, fiero di questa singolare acquisizione, invita per questa data cittadini e turisti a visitare il monumento che ad ogni angolo racconta un pezzo di storia legato alla cristianità dell'epoca vissuta nel contesto locale.

(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione. Tra i visitatori che in passato hanno voluto conoscere da vicino la chiesa anche l'attore Enrico Beruschi. La prossima apertura al pubblico è in programma sabato 24 agosto).

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