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Stefano Corbetta

Stefano Corbetta

Sovraffollamento carceri: a Lecco 30 detenuti in più dei 60 che la struttura può ricevere

In provincia di Lecco si trova il carcere di Pescarenico. In via Beccaria ospita 30 detenuti in più dei 60 che ne può ricevere la struttura. Il 30% sono stranieri, con una media di età che arriva ai 30 anni.

Alla fine del 2013 le carceri italiane avevano 61.449 detenuti  con un sovraffollamento di oltre 15,000 persone. Il 34% dei detenuti erano extracomunitari.

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha giudicato le condizioni dei detenuti una violazione degli standard minimi di vivibilità che determina una situazione di vita degradante ed ha detto all'Italia di risolvere entro maggio la difficile situazione.

"Pena e carceri oggi in Italia: umanità e diritto tradito?" è stato il tema di un incontro che si è tenuto alla sala Papa Giovanni XXIII con la presenza del  magistrato lecchese presso il tribunale di Milano Stefano Corbetta  e don Pietro Raimondi capellano al carcere San Vittore di Milano. Incontro organizzato dal Movimento Ecclesiale di impegno culturale di Lecco.

Ora la sentenza  (caso Torreggiani) del  8 gennaio 2013, della Corte Europea per i diritti umani ha costituito una pesante condanna nei confronti dell’Italia e del suo sistema penitenziario . "Il caso Torreggiani e altri, sottoposto all’attenzione della Corte nell’agosto del 2009, veniva - ha affermato il giudice Corbetta - depositato da sette ricorrenti contro lo Stato italiano per violazione dell’articolo 3 della Convenzione Europea ovvero la proibizione di trattamenti inumani e degradanti. I ricorrenti ora si  trovano a scontare la propria pena presso gli istituti di detenzione di Busto Arsizio e Piacenza".

Dalla descrizione presentata nel ricorso risultava che, essendo ogni cella occupa da tre detenuti, ognuno di loro aveva a propria disposizione meno di tre metri quadrati come proprio spazio personale. La Corte Europea dei diritti dell’Uomo considera che, non solo lo spazio vitale indicato non sia conforme alle previsioni minime individuate dalla propria giurisprudenza, ma inoltre che tale situazione detentiva sia aggravata dalle generali condizioni di mancanza di acqua calda per lunghi periodi, mancanza di ventilazione e luce.

"Tali condizioni, considerate nel loro insieme, nella sentenza costituiscono una violazione degli standard minimi di vivibilità determinando una situazione di vita degradante per i detenuti". La compensazione pecuniaria per i danni morali subiti in violazione dell’articolo 3 della Convenzione è quantificata dalla Corte in una somma di circa 100.000 euro per i ricorrenti pari a 7 euro al giorno. Occorre che il Parlamento sollecitato dal presidente della Repubblica trovi una soluzione in particolare in un momento di difficoltà economiche che vive lo Stato".

Il magistrato Stefano Corbetta. "Il ruolo di un cappellano in un carcere - ha voluto sottolineare don Raimondi - è quello di ascoltare i bisogni sia religiosi ma soprattutto umani quando mi chiedono di avere anche delle scarpe o di altro".In sala anche don Mario Proserpio capellano del carcere di Lecco e il presidente del consiglio comunale Alfredo Marelli.

In provincia di Lecco si trova il carcere di Pescarenico. In via Beccaria ospita 30  detenuti in più dei 60 che ne può ricevere la struttura. Il 30% sono stranieri, con una media di età che arriva ai 30 anni.  Don Mario Proserpio, cappellano da 30 anni, spiega:  "Ci sono celle di due e quattro persone e quindi esiste un  problema difficile di convivenza. Persone che non si conoscono e che hanno culture diverse. Ci sono detenuti che stanno anche sei mesi per un reato non grave".

Giuseppe Pizzagalli capo volontario dei 7 operatori Caritas all'interno della struttura carceraria, aggiunge: "Quello che facciamo? Aiutare  i bisogni materiali dei detenuti come per esempio se c'è da comprare un dentifricio, o altri oggetti ma anche quello di portare anche la carta igienica. Per quanto mi riguarda sono autorizzato nel riscuotere in posta per chì ha diritto alla pensione"
 

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