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Venerdì, 1 Marzo 2024
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Valmadrera, approvato il piano contro le barriere architettoniche: “Eredità di Pamela“

Presentato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, stilato sulle indicazioni della compianta Pamela Cazzaniga

 Valmadrera ha un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Il PEBA è stato approato durante il Consiglio comunale di lunedì 19 dicembre, presentato dall'assessore Cesare Colombo che non ha nascosto come il documento sia dedicato alla memoria della compianta Pamela Cazzaniga: “Prima di entrare nel merito - ha esordito -, vorrei ricordare una persona che, con il suo impegno e la sua dedizione, ne è stata di fatto la promotrice: Pamela Cazzaniga, Consigliere Comunale, scomparsa il 28 marzo 2020 a soli 44 anni. Mi preme farlo perché nel breve periodo del suo incarico di consigliere ha portato avanti una mappatura dettagliata del territorio con l’obiettivo di individuarne le barriere architettoniche. Il lavoro di Pamela è stato il punto di partenza per la realizzazione di questo documento e vogliamo quindi raccogliere la sua eredità cercando di far diventare la nostra città sempre più vivibile, come lei ci ha insegnato”.

Entrando nel merito, Colombo ha poi spiegato come il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche sia lo strumento “concepito dal Legislatore nazionale per monitorare il territorio, facendo emergere le criticità e le barriere esistenti, per poi progettare e programmare gli interventi edilizi finalizzati a rendere sempre più accessibili gli edifici e gli spazi cittadini, allo scopo di migliorarne la fruibilità da parte di tutti. I destinatari del PEBA sono le persone con disabilità fisica, sensoriale e/o cognitiva, gli anziani, i bambini, i genitori con passeggini e altre fasce “deboli” di popolazione, le persone in sovrappeso, le persone in convalescenza, ecc., in sintesi chiunque si possa trovare in difficoltà nella relazione con uno spazio urbano destinato ad offrire un servizio pubblico che per definizione si rivolga alla totalità della cittadinanza (quella che è definita una “platea allargata”). Poiché nel corso della vita qualsiasi individuo può ritrovarsi ad affrontare condizioni temporanee di inabilità, gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche vanno a beneficio di tutti i cittadini”.

Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche: cos'è

“Il PEBA, quindi, non è solo uno strumento per i cittadini che presentano disabilità, ma partendo dall’attenzione alle differenti disabilità si pone l’obiettivo di migliorare la città e la sua fruibilità per tutti i cittadini. Non è la raccolta di progetti specifici contenenti tutte le indicazioni tecniche necessarie all’affidamento dei lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche presenti negli ambiti analizzati ma, in quanto “Piano”, si pone l’obiettivo di fornire all’Amministrazione uno strumento di “pianificazione degli interventi E.B.A” attraverso la raccolta di indicazioni utili ai progettisti, interni od esterni agli uffici comunali, che saranno in futuro chiamati a sviluppare progetti di dettaglio.
Con specifico riferimento alle soluzioni progettuali proposte nel Piano, l’obiettivo è quello di mettere nelle mani dei futuri progettisti un documento che, oltre ad evidenziare le carenze fisiche e organizzative di ogni ambito analizzato, costituisca un “abaco” di soluzioni conformi tra cui scegliere in funzione dei vincoli particolari che dovessero emergere durante la progettazione definitiva/esecutiva”, ha aggiunto Colombo.

Primo Consiglio Comunale Valmadrera 12 Giugno 2019 Cesare Colombo (6)-2

Introdotti nel nostro ordinamento nel 1986, con riguardo agli edifici pubblici già esistenti, i PEBA vengono successivamente modificati nel 1992, per estenderne l’ambito di applicazione agli spazi urbani, e ripensati come:

  • strumento strategico finalizzato a migliorare l’accessibilità degli edifici pubblici e degli spazi urbani;
  • strumento interdisciplinare, diretto a favorire la mobilità, la sicurezza e l’integrazione sociale;
  • strumento partecipato, in quanto prevede il coinvolgimento attivo di portatori di interesse e cittadini;
  • strumento dinamico in quanto aggiornabile mediante il continuo monitoraggio degli interventi programmati e attuati, anche per analizzarne l’efficacia alla luce delle soluzioni adottate e migliorarne l’efficacia;
  • strumento efficiente, poiché mette a sistema gli interventi ottimizzando i costi degli interventi e permettendo di pianificare gli stessi in un orizzonte di medio periodo;
  • strumento organico, in quanto valuta l’accessibilità come un sistema integrato, proponendo interventi correlati tra di loro, anziché interventi a macchia di leopardo.

“Il PEBA dev'essere visto come uno strumento “isolato”, ma è sviluppato nel rispetto del principio di conformità con gli altri strumenti vigenti di Pianificazione territoriale e di programmazione dell’attività dell’ente. Il Piano dev'essere considerato come un Piano Integrato dunque agli strumenti pianificatori della città, ad esempio PGT (Piano del Governo del Territorio), PUT (Piano Urbano del Traffico) e Piano di Zonizzazione Acustica e Regolamento Edilizio”.

“Come detto, il PEBA è un Documento in continua elaborazione e risulterà composto dai seguenti elaborati:

  • Relazione Generale: contenente gli obiettivi complessivi che si intendono perseguire con il Piano, le indicazioni e i criteri in base ai quali è stato delimitato l’ambito oggetto del P.E.B.A., con elenchi di beni immobili da censire in quanto rientranti nell’ambito specifico dello studio;
  • Relazioni specifiche: relative ai vari settori/tipologie analizzate con elaborazione delle proposte di soluzione con la motivazione delle scelte operate con riguardo a: caratteristiche tipiche del territorio (conformazione e morfologia, vincoli di natura storica, artistica, archeologica o paesaggistica), possibili indicazioni emerse dalla consultazione dei portatori di interesse, altre considerazioni corredate dall’eventuale raccolta di buone prassi già adottate sul territorio stesso; la stima dei costi delle proposte di soluzione; la definizione dei criteri di priorità, delle strategie di intervento e la programmazione pluriennale degli interventi”.

 Alla data odierna fanno parte del Piano, oltre alla Relazione Generale, che detta le Linee guida da attuare in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, anche i seguenti elaborati relativi ai percorsi di mobilità lenta (con attenzione alla mobilità pedonale):

  • Mobilità lenta: Relazione
  • Mobilità lenta: Strade analizzate
  • Mobilità lenta: Schede

“La Relazione Generale, e i primi due documenti della Mobilità Lenta all’approvazione di questo Consiglio. Il documento "Mobilità Lenta: Schede", che raccoglie l’analisi di 60 strade su 90 di Valmadrera, è invece un documento in continua evoluzione, e sarà approvato in Giunta Comunale. Il PEBA è uno strumento "vivo", non è un Piano elaborato univocamente dai tecnici e dagli specialisti, ma si configura in alcuni passaggi come percorso condiviso e partecipato dai cittadini e dalla comunità, è un processo inoltre trasversale che coinvolge più Assessorati dell’Amministrazione Comunale”.

“Per questo motivo, quanto in approvazione si configura come un punto di partenza, che dovrà raccogliere i contributi di tutte le forza politiche, le associazioni e i cittadini. Tutti i documenti saranno pubblicati su una sezione specifica del sito del Comune per favorirne la lettura e la raccolta di contributi. Sono pochi i Comuni in Regione Lombardia che hanno un PEBA e Valmadrera si accinge ad essere uno di questi. Non è il modo di farsi belli, anzi, tutt’altro: il PEBA fa emergere tutte le necessità del nostro territorio. Ma ci sembra il modo più giusto per affrontare in modo organico il miglioramento della nostra città. Permettetemi di chiudere questo intervento con un ringraziamento particolare al personale degli uffici, che con il loro impegno e le loro competenze hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione del documento”. 

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