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Giovedì, 23 Marzo 2023
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La magia di 5 borghi imperdibili tra Lecco e provincia

Una guida alla scoperta di alcune affascinanti località tra lago e montagna

Splendore e poesia, storia e natura, e in un caso anche affascinante decadenza. La provincia di Lecco può contare su diversi borghi che - forti di queste caratteristiche - meritano di essere visitati o quantomeno conosciuti. Ne abbiamo selezionati 5 per questo articolo che può rivelarsi anche una preziosa guida per una camminata o un'escursione tra lago e montagna. Come noto a chi abita nel Lecchese ci sono anche altre località degne di nota, la scelta è caduta su questi 5 borghi anche per l'interesse dimostrato dai lettori quando ne abbiamo parlato in articoli a tema.

Corenno Plinio: anche Mel Gibson in visita al borgo dei mille gradini

Corenno Plinio dal lago, foto di Giovanni Ferrari.

Anche l'attore Mel Gibson di recente l'ha visitato. Stiamo parlando di Corenno Plinio, il Borgo dei Mille gradini affacciato sul ramo lecchese del lago di Como. Si trova nel territorio comunale di Dervio, a 25 chilometri dalla città capoluogo. I suggestivi vicoli, le mura del castello, la chiesa di San Tommaso di Canterbury: per il visitatore passeggiare a Corenno è come vivere un suggestivo tuffo nel Medioevo. Dal 4 giugno l'ingresso è a pagamento con un ticket di 3 euro ribattezzato dall'Amministrazione un "contributo per la manutenzione del complesso monumentale". Una perla di rilevanza storica, architettonica e paesaggistica facilmente raggiungibile, un borgo che alcuni hanno definito come un museo a cielo aperto. Diverse e partecipate le iniziative di carattere culturale - come concorsi letterari, concerti e mostre d'arte - organizzate a Corenno Plinio. Da un paio di mesi il borgo è entrato a far parte del sistema museale lecchese.

Pescarenico e l'Addio Monti dei Promessi Sposi

Uno scorcio del rione di Pescarenico, il Resegone e l'arcobaleno nella foto di Matteo Bonacina.-2

Di manzoniana memoria è Pescarenico, rione della città di Lecco. Proprio qui don Lisander ha ambientato l'Addio Monti dei Promessi Sposi. Conosciuto da tutti e facilmente raggiungibile anche con una passeggiata o un giro in bici sul lungolago, tra il centro città e il Bione, Pescarenico è un borgo suggestivo per i suoi colori, per la caratteristica piazza Era, l'imponente Resegone alle sue spalle e la vista a lago con la tradizionale imbarcazione Lucia in mostra sulla riva. Di questo borgo si parlava già negli Statuti del XIV secolo.

Premana, il borgo delle forbici e dei coltelli (e non solo)

Una veduta di Premana.

Premana, comune dell'Alta Valsassina, è il borgo delle forbici e dei coltelli che vanta una tradizione secolare di artigianato di qualità nota anche a livello internazionale. Si trova a circa 1.000 metri di altezza alle pendici dei monti Legnone e Pizzo Alto, a una ventina di chilometri dalla città di Lecco. Gli abitanti sono circa 2.300, una comunità molto unita e un territorio che - come ben illustrato sul sito esplorapremana.it - ha tanto da raccontare (ricordi di storia locale e delle grandi guerre, flora e fauna incontaminata), e ha tanto da offrire (escursioni adatte a tutti immersi nel verde, gli alpeggi ancora vivi nelle vallate, i monti e le cime per i più esperti da cui godersi panorami mozzafiato). La storia di Premana si fonda sulla lavorazione del ferro e sulla creazione di articoli da taglio. La proposta culturale, interessante sia per gli adulti che per i bambini, è presentata presso il Museo etnografico. In paese è possibile acquistare prodotti artigianali di prima qualità, visitare la zona industriale e le antiche miniere di ferro in Val Varrone. Premana Rivive l'antico è il suo evento simbolo.

Consonno, da città dei balocchi a borgo fantasma

Consonno e il celebre minareto.

La città fantasma, il borgo dei balocchi, l'ex Las Vegas della Brianza. Sono diversi gli appellativi con i quali viene chiamata Consonno, località dalle caratteristiche quasi uniche a livello nazionale, ma non solo nel bene... Da un lato c'è infatti la suggestione di un paese dove il tempo sembra essersi fermato tra i sogni e le suggestioni di mezzo secolo fa quando a Consonno venne realizzato dal Conte Bagno un ambizioso complesso di giochi e divertimento. Poi l'abbandono che ha provocato una decadenza anche dal punto di vista ambientale con la necessità di un costoso recupero in sospeso da tempo. Ma proprio in questo fascino decadente sta uno dei motivi di forza di questa località situata nel verde della collina del territorio comunale di Olginate. Si può accedere anche salendo da Galbiate, ma occorre fare attenzione perché alcuni immobili sono transennati e inaccessibili per motivi di sicurezza, in particolare il celebre minareto. È quindi preferibile visitare Consonno con prudenza e in occasione di eventi pubblici come le sagre e le manifestazioni organizzate da Pro loco, Amici di Consonno, Comune e altre associazioni. Proprio qui sono stati negli anni scorsi organizzati due eventi di grande richiamo come il campionato mondiale di nascondino e il raduno degli zombi da parte della community "I luoghi dell'Abbandono". E sempre a Consonno continua ad andare in scena la spettacolare e acrobatica gara di skate proposta da Sbanda Brianza.  

Nesolio e la tradizionale battitura delle castagne

Un'immagine della battitura delle castagne lo scorso novembre a Nesolio.

Tra i 5 borghi proposti è forse il meno conosciuto, ma resta comunque uno dei più caratteristici e affascinanti. Stiamo parlando del vecchio nucleo di Nesolio alle pendici del Resegone, nel territorio comunale di Erve, in alta Valle San Martino dove si tiene la tradizionale battitura delle castagne (nella foto). Anche a novembre è stato come rivivere un film d'altri tempi in occasione della manifestazione a tema - improntata sul procedimento di essiccazione e battitura delle castagne effettuato con metodi antichi e tramandato da più generazioni - proposta dagli abitanti di Nesolio, dalla Pro Erve e dall'Amministrazione comunale con il patrocinio della Comunità montana. Il nucleo storico di Nesolio con i suoi caratteristici vicoli e le sue costruzioni che risalgono al 1.400 ripropone questa attività a livello familiare, inalterata di anno in anno.

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