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Tutela di avifauna e anfibi, iniziati gli interventi di manutenzione nella "palude" dell'Adda

Le opere interessano l'area del fiume tra Calco e Cisano, un habitat naturale di pregio che ospita specie di interesse comunitario come l'airone cenerino e il bufo bufo

Garantire la salvaguardia e la tutela dell’avifauna di interesse conservazionistico nella Zona di Protezione Speciale Il Toffo, di cui il Parco Adda Nord è ente gestore, attraverso una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli ambienti naturali e dell’alveo fluviale. Questo l'obiettivo del progetto del valore di 48.812 euro, finanziato in buona parte da Regione Lombardia (68% - 33.300 euro) a seguito di un bando dedicato agli enti gestori di siti Natura 2000 importanti per lo svernamento e la riproduzione dell’avifauna acquatica, mentre il restante è a carico del Parco Adda Nord (15.512 euro). I lavori, già in corso, sono condotti da Ersaf, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste.

La Zona di Protezione Speciale "Il Toffo" 

"Il Toffo" è una delle 636 ZPS individuate sul territorio italiano, di cui 66 in Lombardia. È ampia 88 ettari e si sviluppa su quattro comuni: Calco lungo tutta l’asta fluviale, Villa d’Adda a sud, Cisano Bergamasco e Pontida a nord-est. Dal punto di vista naturalistico la Zona di Protezione Speciale a cavallo tra le province di Lecco e Bergamo riveste un ruolo cruciale perché conserva una porzione di vegetazione palustre ancora ben allagata, è un sito di nidificazione, rifugio e svernamento per specie ornitiche di interesse comunitario, ospita una garzaia di Airone cenerino e specie faunistiche e floristiche di rilevanza comunitaria e per la presenza di habitat favorevoli alla riproduzione di anfibi come la Rana latastei, Bufo bufo (il rospo) e Rana dalmatina.

Gli interventi in programma

Come reso noto dal Parco Adda Nord, gli interventi si concentreranno in ambienti fluviali e habitat palustri interamente concentrati nel Comune di Calco su entrambe le sponde del fiume Adda e sono coerenti con le norme del vigente Piano Territoriale di Coordinamento (Ptc) in cui si prevede per le zone umide naturali la tutela e la conservazione attiva per impedirne l’interramento e l’occlusione attraverso il mantenimento dell’alimentazione idrica. «Sono tre le azioni individuate con il duplice obiettivo di mantenere attivi i canneti, oltre che allagati e percorribili per scopi riproduttivi gli ambienti del reticolo di canali minori ad acque basse». Eccoli nei dettagli:

  1. Manutenzione del reticolo di canali sulla sponda di destra. Rimozione della vegetazione arboreo arbustiva che invade l’alveo per recuperare la sua funzionalità idraulica ed ecologica. L’intervento si propone anche di favorire la crescita dell’Ontano nero a discapito delle specie invasive. I tagli avverranno in modo alternato al fine di garantire la permanenza di habitat idonei alle specie e con tecniche che evitino il danneggiamento di tane o di siti riproduttivi, della fauna, delle aree umide e della flora protetta.
  2. Manutenzione di due porzioni di fragmiteto sulla sponda sinistra per una superficie totale di oltre 5.000 metri quadrati mediante sfalcio e asportazione dei residui. Sulla stessa area venne effettuato un intervento analogo nel 2018/19.
  3. Pulizia e risagomatura della porzione meridionale del canale di alimentazione dell’area umida sulla sponda sinistra per una lunghezza di circa 150 metri. Anche in questo caso si tratta del proseguimento di un intervento già effettuato negli anni 2018/19.

L'Adda fonte di risorse e ricchezza per il territorio lecchese

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