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Marco Ghezzi, sindaco di Calolziocorte.

Marco Ghezzi, sindaco di Calolziocorte.

Calolzio, il Comune stanzia 100.000 euro per aiutare le categorie fermate dal primo lockdown

Fino a 1.000 euro a testa a singoli esercenti o operatori economici con sede in città. Nei prossimi giorni il voto in Consiglio comunale e la predisposizione di un apposito bando

Il Comune di Calolzio stanzierà 100.000 euro per aiutare le categorie economiche cittadine fermate dal primo lockdown. Lo ha annunciato il sindaco Marco Ghezzi specificando che il provvedimento verrà approvato nel prossimo Consiglio comunale di venerdì. Nei giorni immediatamente successivi verrà quindi definito nei dettagli il bando che stabilirà i criteri per poter richiedere e ottenere gli aiuti.

Restano quindi da definire alcuni passaggi tecnici, ma si può affermare già da ora che gli esercenti e le attività economiche calolziesi che con il Dpcm di marzo vennero obbligate a rimanere chiuse nei primi mesi di lotta alla pandemia, potranno ottenere fino a 1.000 euro a testa. Per quanto riguarda le chiusure faranno fede, quasi certamente, i codici ateco delle attività.

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«Dal punto di vista burocratico predisporre questo bando è davvero complicato, a causa di normative che non dipendono dal Comune e che inquadrano questi finanziamenti come possibili aiuti di Stato - ha sottolineato Ghezzi - Comunque il bando sarà presto pronto, nella speranza di riuscire a snellire alcune procedure soprattutto per non sovraccaricare gli uffici di un lavoro enorme. Il bando prevede lo stanziamento di 100.000 euro per aiutare le categorie economiche fermate a causa del covid, probabilmente verrà fatto riferimento ai codici Ateco individuati nei decreti di marzo e aprile».

Il sindaco ha inoltre precisato: «Stiamo facendo ancora alcune valutazioni, ma possiamo già dire che si potranno ottenere mille euro a testa e che il fondo potrebbe essere potenziato nel caso in cui dovessimo riscontrare le condizioni per farlo. Per far fronte alla crisi e aiutare il tessuto commerciale calolziese avevamo già azzerato la parte variabile della Tassa Rifiuti non domestici spendendo 170.000 euro, e posticipato il pagamento dell'Imu. Con questa iniziativa cerchiamo di venire ulteriormente incontro a chi ha sofferto di più dal punto di vista economico per colpa di questo virus».

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