L'opposizione di Calolzio: «Dalle scuole alle luci, Giunta Ghezzi da bocciare»

Valsecchi e Colosimo: «Per anni avevano attaccato il centrosinistra su accorpamenti dei plessi e lampioni non funzionanti, ma non hanno risolto i problemi». Intanto i due gruppi lavorano per l'unità: «Riavvicinati dalla battaglia condivisa contro le zone rosse»

Da sinistra Cesare Valsecchi, Diego Colosimo e Giuliano Barachetti.

Prove di unità favorite dalla battaglia comune contro le "zone rosse". L'opposizione calolziese di area centrosinistra annuncia di volersi ricompattare in vista delle amministrative 2023, dopo la divisione in tre delle ultime elezioni che avevano sancito la vittoria del centrodestra guidato dal sindaco leghista Marco Ghezzi con il 57% delle preferenze. Lo hanno annunciato Cesare Valsecchi (Cittadini Uniti per Calolzio), Diego Colosimo e Giuliano Barachetti (Cambia Calolzio). I tre esponenti di minoranza hanno convocato una conferenza stampa per tracciare un bilancio del lavoro fatto in Consiglio in questi primi 18 mesi ed esporre un'analisi sull'operato dell'Amministrazione.

«Lavoreremo sempre di più insieme per portare avanti una serie di proposte per il bene di Calolzio, anche in vista di una possibile unità alle prossime elezioni - annunciano l'ex primo cittadino e Colosimo - Ci siamo riavvicinati dopo la battaglia condivisa per dire no alle "zone rosse" contro i migranti ideate dalla Giunta Ghezzi. Intanto, per quanto riguarda l'operato del primo anno e mezzo di Amministrazione, il nostro giudizio è totalmente negativo».

L'opposizione punta il dito in particolare contro le politiche edilizie che riguardano le scuole e il sistema di illuminazione pubblica. «Quando la Lega era all'opposizione aveva promosso un attacco inaccettabile in merito al Piano scuola della precedente Giunta Valsecchi. Quando poi si sono ritrovati al "governo" della città, Rossino ha chiuso e in sostanza ci sono state le riorganizzazioni da noi previste, tra l'altro con scelte discutibili in merito alla palestre e alla destinazioni degli spazi. Per non parlare poi degli infiniti comunicati sulle luci spente. E in questi giorni i lampioni non funzionano ancora? Calolzio è ancora al buio in diverse zone. Nessuna soluzione, mentre alcuni degli interventi portati avanti sono stati realizzati anche grazie alle scelte di bilancio attuate dai predecessori di centrosinistra».

Giuliano Barachetti ha invece posto l'accanto sull'atteggiamento di alcuni esponenti di maggioranza. «Se chiediamo i documenti su progetti o atti amministrativi in municipio è solo perchè vogliamo svolgere al meglio il nostro compito di minoranze e avanzare proposte per il bene della città, la nostra attività non è certo un disturbo come dice qualcuno in modo scorretto. Serve poi più attenzione nei confronti delle frazioni, a partire da Sala dove invece che pensare ai grandi centri di distribuzione, dovrebbero potenziare i marciapiedi».

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Colosimo ha quindi ricarato la dose in merito all'intenzione della Giunta di chiudere il Centro di Aggregazione Giovanile: «Sarebbe un grave errore, occorre dare più attenzione e spazi ai giovani, anche in ottica educativa e di sicurezza». Il centrosinistra chiede inoltre più attenzione alle «piccole cose, tanto decantate in passato, dall'accensione dei lampioni alla pulizia di strade e marciapiedi dalle foglie, giusto per fare qualche esempio». L'ex sindaco ha quindi sollecitato più attenzione nei confronti delle associazioni: «Attendiamo ancora che venga eliminato l'amianto dal tetto della casa delle associazioni di corso Dante, senza dimenticare alcune lamentele che abbiamo raccolto in merito ai problemi all'impianto di riscaldamento».

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Diego Colosimo ha infine rilanciato un tema caro a "Cambia Calolzio", quello relativo al riutilizzo degli immobili comunali vuoti: «Dalla frazione del Pascolo al centro città, penso allo stabile dell'ex Asl in piazzale Kennedy, ci sono locali vuoti da tempo che potrebbero essere riutilizzati come luoghi di aggregazione, piccole botteghe artigiane o spazi per iniziative culturali. Lo chiediamo da tempo, è il momento di agire».

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