La presa di posizione di 44 docenti del Rota: «Delusi dalla bocciatura della prima Liceo Scientifico»

A Calolzio continua il dibattito sulla mancata formazione della nuova classe a settembre. Critiche all'Ufficio Scolastico Territoriale: «Scarso dialogo, ci sentiamo sviliti nei nostri sforzi e nella nostra professionalità»

L'istituto Rota del Lavello. Tra gli indirizzi anche quello di Liceo Scientifico, ma a settembre non partirà la nuova prima.

Non si ferma in valle San Martino il dibattito sulla bocciatura della nuova prima Liceo Scientifico al "Rota" di Calolziocorte. Questa volta sono ben 44 docenti dell'istituto superiore del Lavello a prendere posizione in merito, esprimendo tutta la loro delusione per l'esito negativo della battaglia avviata due settimane fa allo scopo di ottenere dal Provveditorato - nonostante il mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti - la costituzione della classe il prossimo anno scolastico 2020/21.

Anche i sindaci del territorio calolziese avevano espresso nei giorni scorsi il proprio dispiacere per la mancata formazione della nuova prima Scientifico sottolineando il valore del Rota come polo formativo e culturale per tutta la Valle. Ieri l'intervento del dirigente scolastico, che ha invece ricordato la necessità di rispettare i numeri, le normative in materia e le scelte delle famiglie: "Dura lex, sed lex". La speranza è che, nonostante lo stop di settembre, il Liceo Scientifico possa ripartire con una nuova prima nell'anno scolastico 2021/22. La scelta di non arrendersi dei docenti e il precedente appello degli amministratori va in questa direzione. Ecco la nota firmata dai 44 insegnanti.

Noi docenti dell’Istituto “Lorenzo Rota” di Calolziocorte esprimiamo la nostra delusione per la conclusione della vicenda relativa alla mancata assegnazione alla nostra scuola della classe prima di liceo scientifico.

Nella riunione di dieci giorni fa tra alcuni nostri rappresentanti, i genitori dei 16 studenti iscritti al nostro liceo e i rappresentanti delle comunità locali (sindaci ed assessori della Valle San Martino) era stato detto chiaramente che non sarebbe stata nostra intenzione scavalcare gerarchie né usurpare ruoli. Ma riteniamo che il modo in cui l’Ufficio Scolastico Territoriale ha gestito la situazione sia stato scortese ed irrispettoso di tutte le parti coinvolte. 

Con la scusa della attuale situazione sanitaria, sono stati rifiutati appuntamenti personali; ad una videoconferenza, peraltro programmata, con rappresentanti dei genitori e sindaci, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dottor Volonté, non si è presentato, facendo sapere solo dopo qualche ora la propria indisponibilità a discutere la situazione. Nel frattempo altro personale dell’ufficio era intervenuto prospettando possibili soluzioni, che si sono in realtà rivelate inesistenti.

A giustificazione delle scelte fatte, ci è stato ripetuto che il numero delle classi autorizzate a livello provinciale non può essere incrementato, perché la “coperta è corta”. Ma ecco cosa sta succedendo: le famiglie degli studenti che avrebbero voluto frequentare la nostra scuola sono state invitate a contattare direttamente altri licei per l’iscrizione: è stato loro risposto, da almeno due istituti, che in questo momento le loro classi prime del liceo scientifico tradizionale sono sature ma che hanno alunni in lista d’attesa e che auspicano, grazie ai nuovi studenti che stanno chiamando per iscriversi (quelli che avevano scelto il “Rota”, aggiungiamo noi!), di formare una nuova classe.

Concludendo: si prospetta una classe prima in più di liceo scientifico tradizionale, rispetto a quelle finora autorizzate dal Provveditorato, in due licei della provincia, il tutto a spese dell’Istituto “L. Rota”, che perderà l’indirizzo liceale. È questa la programmazione a livello provinciale? C’è un preciso disegno politico? Gradiremmo conoscerlo in anticipo.

Ci sentiamo sviliti, nei nostri sforzi e nella nostra professionalità, da logiche che riteniamo non dovrebbero rifugiarsi nella sola asettica ed astratta normativa, ma che dovrebbero cercare nel dialogo (dialogo che ci è stato negato) soluzioni rispettose di tutte le parti coinvolte, normativa inclusa.

Ringraziamo nuovamente tutti quelli che ci hanno sostenuto e ci auguriamo che i sedici ragazzi che avevano scelto la nostra proposta formativa riescano ad intraprendere un percorso scolastico proficuo per la loro crescita umana e professionale.

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44 docenti dell’Istituto superiore “Lorenzo Rota” di Calolziocorte

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