Casa e lavoro le emergenze dei calolziesi più fragili

Illustrati i dati di un anno di attività dello Sportello "Ascoltarci" che ha aiutato cittadini e migranti. Il fondo di solidarietà dell'associazione "L'Altra Via" diventerà una garanzia per gli affitti

Corrado Conti, Dario Consonni e Daniele Vanoli al Circolo Arci Spazio Condiviso di Calolziocorte.

Un anno di attività, 9 mesi di avviamento del fondo solidale collegato, 83 persone aiutate, 121 problematiche affrontate, circa il 50% dei casi risolti, 15 volontari impegnati. Sono alcuni dei dati più significativi illustrati dagli operatori del circolo Arci Spazio Condiviso di Calolziocorte in merito al prezioso servizio effettuato dallo Sportello Ascoltarci, aperto nel luglio 2018. Poco più avanti anche l’associazione L’Altra Via ha fatto la sua parte dando vita a un fondo di garanzia per il pagamento delle spese di persone con gravi problemi economici: non prestiti di denaro, ma copertura provvisoria delle spese (affitti, cure mediche o altro) in attesa della restituzione del denaro.

Conti e Consonni: «Una rete per aiutare chi ha bisogno»

«In questo periodo abbiamo gettato le basi per creare una rete di dialogo e assistenza reciproca - ha sottolineato Corrado Conti - Un prezioso mutualismo che sta alla base di questa iniziativa. Non vogliamo sostituirci ad altre realtà importanti come sindacati o Caritas, ma affiancarci a loro come supporto sociale. In questo primo anno è emerso in maniera chiara che le difficoltà peggiori riguardano la casa e il lavoro. Anche per questo, per il futuro, abbiamo deciso di trasformare il fondo solidale in un fondo di garanzia per gli affitti. Solo a Calolzio ci sono ben 700 alloggi sfitti con molte persone bisognose che necessitano di un’abitazione. Noi vogliamo garantire i proprietari che si dimostrano disponibili a venire incontro ai meno abbienti». Corrado Conti (circolo Arci di piazza Regazzoni), Dario Consonni (associazione L’altra Via) e Daniele Vanoli (Consigliere comunale di “Cambia Calolzio”) hanno quindi annunciato che, proprio nell’ottica di fare rete, cercheranno di attivare al più presto un protocollo d’intesa con le associazioni del territorio. Alcune hanno già dato la propria disponibilità all’iniziativa, dal Gabbiano onlus, alla Federconsumatori, senza dimenticare l’apporto di funzionari della Cgil.

Il grazie di don Matteo a Calolzio: «Qui mi sono sentito a casa»

«Quando persone in condizioni di fragilità si avvicinano allo sportello emergono, come un iceberg, altre problematiche collegate ancora più ampie - aggiunge Consonni - Chi è sotto sfratto, per esempio, rischia di ritrivarsi pure senza lavoro. A loro dobbiamo dare risposte concrete, ma anche serenità. Rispetto e dignità sono il punto di partenza per aiutarli a rialzarsi. Dialogando si attiva questa rete di mutualismo e aiuto reciproco. Da questo punto di vista speriamo che altri cittadini e aziende facciano una donazione al fondo. I soldi vengono utilizzati per pagare per esempio gli affitti di chi si trova in situazioni critiche».

Tutti i dati

Spazio quindi ai dati illustrati nei dettagli da Daniele Vanoli. Delle 83 persone che si sono rivolte in un anno ad “AscoltArci” 32 sono italiane, tra gli straniere la maggiori richieste d’aiuto arrivano da Ivoriani e senegalesi. Le donne sono 29, 59 gli uomini. Per quanto riguarda disagi e problematiche, al primo posto, come detto, spicca il diritto ad abitare: 25 richieste d’aiuto, di cui 4 per sfratto. E poi ancora problemi legati alla mancanza di reddito e alla necessità di sostegno economico: 18 casi, affiancati alle 33 situazioni di persone in cerca di un'occupazione, assistite nei contatti con i centri per l'impiego piuttosto che nella preparazione di curriculum. La classifica delle fragilità continua con migranti e pratiche per richieste di accoglienza (20); sanità (9); problemi di famiglia legati per esempio a separazioni (9); disabilità (3).

Vanoli: «Ora un protocollo d'intesa con le realtà associative del territorio»

«Lo Sportello AscoltArci si caratterizza sempre di più come un luogo aperto all'accoglienza in un contesto aggregativo e non un semplice ufficio - aggiunge Daniele Vanoli - Siamo inoltre un luogo di connessione con i servizi pubblici dei settori sociale e sanitario, operiamo per favorire le persone nell’accesso alle opportunità garantite dal sistema di welfare territoriale, ma anche per accogliere istanze e bisogni che possono trovare migliore collocamento all’interno della rete associativa Spazio Condiviso. Il prossimo obiettivo - conclude Vanoli - è quello di sottoscrivere un Protocollo di collaborazione tra lo Sportello Ascoltarci e tutte le realtà associative coinvolte per la costituzione di una rete solidaristica del territorio della valle San Martino».

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