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Gene Guglielmi sul palco.

Gene Guglielmi sul palco.

Dal Lario all'Adriatico, la "Marta" di Gene vola e regala emozioni

Al Festival beat di Ancona verrà presentata la nuova canzone del lecchese Guglielmi, un coinvolgente viaggio tra amore e sentimenti

Si chiama “Marta” e anche se verrà presentata ufficialmente solo venerdì 26 luglio all’Ancona Beat Festival ha già conquistato un grande pubblico. Stiamo parlando dell’ultima canzone scritta e interpretata da Gene Guglielmi, architetto e docente universitario residente a Calolziocorte in provincia di Lecco, nonché artista di fama e protagonista della stagione beat anni Sessanta. Una melodia coinvolgente e parole che vanno dritte al cuore descrivendo un sentimento forte e sincero per una giovane donna, Marta appunto.

Un viaggio beat tra sogno, amore e realtà che Gene ha messo nero su bianco insieme a Stefano Spazzi, un brano che ha tutte le carte in regola per diventare un successo discografico. Intanto la canzone è già stata apprezzata in Argentina e a New York, grazie al giornale "Volo" e alla Radio ufficiale dei Marchigiani nel mondo, come racconta lo stesso Gene, ricordando che la sua “Marta” fa parte del Cd “La vita è un sogno” realizzato insieme al gruppo bolognese "Gli Avvoltoi".

« Il Cd  segue il vinile uscito a settembre dello scorso anno e contiene due nuovi pezzi tra i quali Marta che sta diventando la song della nostra estate - commenta il cantautore calolziese - Verrà presentata in occasione della terza edizione dell’Ancona Beat Festival di cui “Lecco Beat” e la web radio “Lecco Channel” sono partner. Il disco è prodotto dalla Crotalo Record ed è disponibile su tutte le piattaforme e i negozi specializzati. Sono contento degli apprezzamenti che “Marta” sta già ricevendo anche grazie alla messa in onda oltreoceano sulla radio Hofstra New York. Ora spero che il brano possa regalare emozioni anche sull’Adriatico in occasione del grande evento beat di fine luglio».

Il video della canzone

Ma chi è questa Marta e come nasce il brano a lei dedicato? «Carina, affascinante, un raggio di luce in una sera che sembrava anonima come tante altre - raccontano gli autori - Il profumo dell’estate già nell’aria e la voglia di viverla intensamente. Una splendida notte passata insieme ma poi “come in un sogno ho appena aperto gli occhi e già non c’eri più”. Marta è il simbolo di un profondo innamoramento, di un sentimento coinvolgente e sincero. Non ho pensato a una donna in particolare, ma a una donna che simboleggia quelle emozioni e quegli amori che entrano nel cuore, molti dei quali vissuti proprio in estate. Credo che in tanti possano riconoscere in Marta una loro amata, una loro esperienza sentimentale che portano e porteranno per sempre nella memoria. “Marta” incisa per la Crotalo record, è ora in onda anche su diverse radio italiane e piattaforme digitali, doppiata da un azzeccatissimo video che fonde realtà e sogno dipinti a forti tinte psichedelico-beat. Nel dare voce a Marta abbiamo riscoperto anche alcune musiche e sperimentazioni anni Sessanta, ancora attuali e apprezzate. Siamo felici dell’ottima risposta che stiamo già avendo dal pubblico».

Se gli Avvoltoi - storico gruppo bolognese - sono l’espressione più importante della seconda ondata beat, quella che agitò le acque musicali italiane attorno ai primissimi anni ’80, Gene Guglielmi è l’indiscusso padre del movimento beat. Autore ed interprete di brani di culto come “I capelli lunghi” e “La luna, le stelle, il mare” ha attraversato varie stagioni artistiche tutte contraddistinte del rinnovamento nella continuità della proposta artistica. E proprio nel dicembre del 2018, dopo aver realizzato il suo nuovo vinile “La vita è un sogno”, fusione di successi storici e nuove canzoni, è entrato di nuovo in sala di incisione per dare corpo alla ristampa in cd del suo lavoro includendo come bonus track e canzone lancio proprio “Marta”.

"Le lavandaie di Maggie", nella canzone di Gene Guglielmi la dolorosa vicenda che segnò l'Irlanda

«Un'afosa mattinata d’estate, una chitarra ed un provino semplice semplice con un solo strumento, ma precisissimo - spiega inoltre Stefano Spazzi parlando di “Marta” - Tanto quanto basta, dopo una sola esecuzione, a capire che quella linea musicale che si insegue ipnotica per tutta la durata della canzone è esattamente ciò che serve. La freschezza liberatoria di quella melodia diventa la pietra angolare del nuovo lavoro discografico. Il resto lo fanno gli studi di registrazione di Scandellara a Bologna, le cui buone vibrazioni avevano ispirato in passato i lavori di Francesco Guccini, l’abilità strumentale degli Avvoltoi, che trovano il giusto mood e l’interpretazione superba di Gene Guglielmi che interiorizza la canzone e la rende in una ideale continuità con i suoi grandi successi degli anni ’60 impreziositi da un sound attualissimo.“Marta” è un brano vincente, lo si capisce sin dalle prime reazioni dei tanti fans di Gene che restano sorpresi da un brano nuovissimo in grado però di riproporre atmosfere che sembravano perdute. La canzone macina già apparizioni radio ed interviste, viene presentata al Midem di Cannes 2019, alla Radio Tv di San Marino, al Festival Beat di Salsomaggiore e addirittura mandato in onda da Radio Hofstra New York. Insomma “Marta” è la donna dell’estate, di quelle estati assolate, spensierate e piene di aspettative che sono nella memoria di ognuno di noi e alle quali abbiamo indissolubilmente legato una canzone, che oggi in un abbraccio fraterno vola sino agli amici d’Argentina attraverso la rivista “Voce”». 

E tra coloro che stanno apprezzando la canzone “Marta” ci sono in questi giorni anche tanti lecchesi e calolziesi compaesani di Gene Guglielmi, in attesa del grande abbraccio beat targato Ancona.

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