Due tappe a Galbiate e Lecco per la carovana "Libero cinema in Libera terra" contro le mafie

Le proiezioni si terranno sabato 6 luglio al centro Le Querce di Mamre e domenica 7 alla Pizzeria Fiore, nei locali confiscati alla 'ndrangheta. Don Ciotti: «La criminalità organizzata teme i buoni film perchè sono efficaci strumenti di cultura e impegno civile»

Anche due tappe lecchesi per “Libero Cinema in Libera Terra”, la carovana di cinema itinerante contro le mafie che ogni estate attraversa l'Italia con un furgone attrezzato di tecnologie digitali e un messaggio di alto valore civico: contrastare e vincere la criminalità organizzata si può, e per farlo è importante partire dalla cultura, dal coinvolgimento delle comunità, dal quotidiano rispetto delle regole. 

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Il festival andrà in scena per il quattordicesimo anno e sarà targato come sempre associazione Libera e Cinemovel Foundation, progetto culturale innovativo dedicato alle potenzialità comunicative che il mezzo cinematografico è in grado di sviluppare. Quattordici sono anche gli appuntamenti previsti a livello nazionale. Si parte oggi, venerdì 5 luglio da Assisi, e si arriverà sabato 5 ottobre al Festival Internazionale di Ferrara. Prima del doppio momento finale nella città Estense, la carovana della legalità viaggerà fino al 21 luglio per le strade di Umbria,  Lombardia, Liguria, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. 

Film e programma dei due appuntamenti lecchesi

La seconda e la terza tappa saranno a Galbiate e a Lecco, sabato 6 e domenica 7 luglio. Domani, sabato, alle 21.15 a Galbiate, al Centro le Querce di Mamre di via Caduti di via Fani 12, ci sarà la proiezione di “Le invisibili (Les invisibles)" di Louis-Julien Petit. Il film, uscito nel 2018 e della durata di 102 minuti, è una brillante commedia sociale sul quotidiano di donne che vivono in strada. Quelle donne “senza fissa dimora”, a volte sporche e con il guardaroba in busta di plastica, che nessuno vuole vedere davvero. La proiezione è nel giardino del Centro diurno per anziani Le Querce di Mamre, una villetta confiscata a metà degli anni ’90 alla famiglia ‘ndranghetista dei Coco Trovato. Grazie all’impegno di tanti quel bene è stato restituito alla comunità: dal 2004 è sede del centro diurno per anziani “Le Querce di Mamre”, gestito dalla Cooperativa L’Arcobaleno.

Domenica 7 luglio alle 21.15 a Lecco, nella Pizzeria Fiore di via Belfiore 1, verrà proiettato il film “Il vegetariano” di Roberto San Pietro. Il film, uscito nel 2019 e della durata di 109 minuti, girato tra il Gange e il Po, racconta la comunità indiana della pianura padana da una prospettiva multietnica. La Pizzeria Fiore è l’ex pizzeria Wall Street confiscata alla ‘ndrangheta e oggi risorta a nuova vita con la pizzeria Fiore inaugurata a marzo 2018.

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«Col suo carico di film, durante il mese di luglio, il furgone percorrerà le strade della penisola per promuovere, attraverso la cultura, l’allargamento degli spazi democratici, la difesa dei diritti universali e i valori di accoglienza e solidarietà - spiegano i promotori dell'iniziativa, impegnati al fianco dell'associazione presieduta da don Luigi Ciotti - Il viaggio di Libero Cinema sarà anche un momento di incontro con gli studenti che partecipano a Schermi in Classe - l’Etica Libera la Bellezza, un progetto di Cinemovel e Libera, sostenuto da Miur e Mibac nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la scuola. In particolare, per questa edizione, saranno coinvolte le scuole nelle tappe di Assisi, Galbiate, Lecco, Carcare, Polistena, Messina. Libero Cinema replicherà in Autunno quando il cine-furgone farà tappa a Ferrara il 4 e il 5 ottobre per il Festival di Internazionale, e continuerà il percorso fino a dicembre “montando schermi nelle scuole”. A sostenerci in questa straordinaria avventura, che va avanti da 14 anni, le parole di Ettore Scola: "I più grandi nemici della mafia sono la cultura e la conoscenza. Il suo miglior amico è l’ignoranza. Proprio quella che vediamo diffondersi anche nel nostro Paese come una nuova ideologia e per combatterla anche il cinema può fare la sua parte"».

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Molto significative anche le parole di don Luigi Ciotti (nella foto): «Le mafie a volte temono molto di più un buon film, di una solo annunciata normativa repressiva. Lo straordinario merito del linguaggio del cinema è quello di impregnare la nostra cultura tanto di denuncia quanto di educazione all’impegno civile».

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