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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Prosegue il duello / Valsassina / Via Giuseppe Mazzini

Progetto Combi, continua lo scontro. I dipendenti: “Orgogliosi di questa proprietà. Sindaco, grazie”

Gli addetti della storica azienda di Ballabio intervengono sullo scontro interno alla maggioranza, che ha portato all'allontanamento di due elementi di spessore

A Ballabio sono giorni molto intensi per la querelle Combi. La giornata di mercoledì è stata scandita dal botta e risposta tra il sindaco Giovanni Bruno Bussola, con la relativa "squadra", e l'assessore all'istruzione Alessandra Consonni, a capo del gruppo dei "ribelli" che ha chiesto un incontro pubblico per discutere dell'accordo tra la proprietà, l'amministrazione e la Provincia di Lecco sull'ampliamento della produzione.

Sono i dipendenti, ora, a prendere la parola attraverso una concisa lettera fatta pervenire alle testate lecchesi: “A seguito delle considerazioni espresse nei vari media negli ultimi giorni, noi dipendenti della Combi Arialdo vogliamo esprimere il nostro pensiero - premettono -. Siamo solidali e ringraziamo l’amministrazione comunale, che si e? attivata al fine di permettere un importante sviluppo della nostra realta? industriale nel paese di Ballabio. Crediamo che in un momento di grande difficolta? di mercato le aziende che intendono investire per il futuro, dando occupazione e sviluppo al territorio sono una risorsa fondamentale, da preservare”.

combi arialdo ballabio-2

I dipendenti sposano la linea aziendale: “Noi, congiuntamente alla proprieta?, siamo orgogliosamente la Combi Arialdo e chiediamo a tutti di rispettarci, in quanto siamo i protagonisti e la rappresentanza di questo territorio nel mondo. La Combi Arialdo ci ha permesso di essere orgogliosi del nostro prodotto, esportato in 5 continenti e in oltre 80 paesi, e siamo fieri di essere protagonisti di un’azione economica imprenditoriale che mette al centro il futuro e le persone, comprese le nuove forze che, oltre a noi, potranno godere di questa opportunita?. Siamo orgogliosi anche del fatto che la proprieta? ha sempre sostenuto le proprie origini, l’attaccamento al territorio e ai propri collaboratori, dando assoluta priorita? allo sviluppo nel territorio stesso. Ci auguriamo che questi obiettivi possano continuare ad essere perseguiti”.

Le verità del sindaco Bussola sulla Combi

Mercoledì, dicevamo, il Comune ha divulgato un proprio documento relativo “alle verità sul progetto Combi”, firmato dal sindaco Giovanni Bruno Bussola, dal vicesindaco Paola Crotta, dagli assessori Tino Cereda e Barbara Crimella, dal capogruppo Matteo Lombardini, dai consiglieri semplici Valentina Gerosa, Fabio Ripamonti e Pietro Rolandi. “Il percorso relativo al progetto Combi per evitare la delocalizzazione dell’azienda è stato ampiamente condiviso all’interno del gruppo Nuovo Slancio per Ballabio - si legge -. In particolare le scelte amministrative che riguardano il protocollo d’intesa per l’area del Barech sono frutto di un percorso condiviso che ha preso avvio formalmente dalla delibera di consiglio comunale numero 41 del 29-10-2021 votata da tutta la maggioranza presente e senza voti contrari”.

“Il gruppo di maggioranza al proprio interno ha fatto poi un percorso di condivisione sull’intervento cui chi oggi solleva perplessità, spiace dirlo, non ha voluto partecipare. Lo spirito che ha animato questo percorso è stato quello di valorizzare il tessuto produttivo della comunità, con attenzione primaria al lavoro, in un momento di estrema difficoltà economica nazionale e nel contempo con particolare attenzione alla salvaguardia ambientale”, prosegue il documento.

“Noi siamo fermamente convinti che il protocollo d’intesa firmato con la Provincia di Lecco, a cui dovrà seguire un formale accordo di programma - precisano dalla maggioranza -, sia da valutare positivamente in considerazione dei seguenti argomenti:

  • evitare la delocalizzazione di una azienda storica di Ballabio con 65 dipendenti, ed il relativo indotto
  • l’aumento di lavoro per 40 nuove assunzioni stimate conseguenti all’ampliamento dell’azienda, a cui in sede di accordo di programma verrà definita una sorta di priorità per i ballabiesi.
  • la strada via per Morterone è pericolosa e, in caso di aggiudicazione del bando Arest, sarà possibile ottenere l’allargamento stradale e la realizzazione di un percorso pedonale tali da mettere in sicurezza i numerosi autoveicoli e pedoni che la percorrono quotidianamente.
  • le ulteriori sostanziose risorse frutto di un eventuale accordo consentiranno la creazione di parcheggi a Ballabio Superiore nonché altre opere, da definirsi, sul territorio ballabiese. 

Non ci chiudiamo al confronto ma dobbiamo mirare all’interesse superiore della collettività”. 

La strada dev'essere ancora battuta: “Il percorso non è certo concluso e dovrà essere condiviso e approvato da Regione Lombardia e prima del voto finale del Consiglio Comunale non mancheranno certo momenti di condivisione con la cittadinanza. Il gruppo continuerà ad operare affinché il sindaco e l’amministrazione comunale di Ballabio possano lavorare per ciò cui gli elettori ci hanno dato fiducia”.

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La replica: “Sono realtà virtuali”

Pronta la risposta di Alessandra Consonni, assessore all'istruzione, Caterina Longhi, assessore fino a pochi giorni fa, Marco Pedrazzini, ex capogruppo e oggi consigliere comunale semplice al pari di Luca Pirovano, a sua volta attivo all'interno del Consiglio: “Rispondiamo alle "verità" di Giovanni Bussola sulla questione della fabbrica da costruire sul pascolo del Barech. Tra virgolette le affermazioni del sindaco: non risulta un solo punto, dicasi uno solo, che trovi riscontro in una realtà non virtuale”, vanno dritti al punto prima di passare alla rassegna delle criticità riscontrate nella lettera divulgata dal primo cittadino.

  1. “"Il percorso ampiamente condiviso nel gruppo". Nonostante reiterate richieste di assessori e consiglieri non sono mai stati resi noti i valori dell'operazione, ovvero le dimensioni dell'opera e la relativa rivalutazione del terreno per il passaggio da verde a industriale.
  2. "Le scelte amministrative che riguardano il protocollo d’intesa frutto di un percorso condiviso". Del protocollo d'intesa l'assessore Consonni e l'assessore Longhi hanno saputo solo a poche ore dalla giunta che doveva approvarlo e a cui non hanno partecipato essendo stato impossibile documentarsi  esercitando il dovere di verifica amministrativa. L'assessore Longhi ha fatto richiesta di rinvio, inascoltata.
  3. "Percorso condiviso che ha preso avvio formalmente dalla delibera di consiglio comunale numero 41 del 29-10-2021 votata da tutta la maggioranza presente e senza voti contrari". Il capogruppo Pedrazzini e il consigliere ed ex assessore Pirovano non si sono presentati al voto.  Consonni ha posto la condizione di poter valutare la congruità della compensazione, cosa che non si è verificata.
  4. "Percorso di condivisione sull’intervento cui chi oggi solleva perplessità non ha voluto partecipare". Le riunione non avevano ordine del giorno, non si sapeva di cosa si andava a parlare, non riferivano dei contatti in corso, non è stata data alcuna risposta sui valori dell'intervento. Inoltre, la linea d'indirizzo n. 3 dispone che "il sindaco e la giunta comunale dovranno riferire periodicamente ai capigruppo", atto di cui il capogruppo Pedrazzini, così come i componenti della giunta Consonni e Longhi, lamenta non sia stato dato adeguatamente seguito.
  5. "Lo spirito è stato quello di valorizzare il tessuto produttivo della comunità". L'aspetto dell'economia locale più in crisi è il turismo, invece l'azienda Combi Arialdo gode di ottima salute: è buona politica valorizzare chi sta bene e penalizzare chi sta male, aumentando, a discapito dell'immagine turistica, la  zona industriale e il traffico di tir nel paese?
  6. "Evitare la delocalizzazione di un'azienda con 65 dipendenti". Il sig. Ivan Martorano, indicato dalla CGIL di Lecco come il "sindacalista che segue la Combi Arialdo", a proposito del rischio di delocalizzazione dell'azienda risponde all'ass. Consonni: "apprendo solo ora dalla sua e-mail quanto paventato".
  7. "Le 40 assunzioni" con "sorta di priorità per i ballabiesi". Dei 65 dipendenti attuali della Combi circa 20-25 ci risultano essere i ballabiesi: quanti potrebbero essere i ballabiesi interessati a lavorare alla Combi? Queste eventuali assunzioni con "preferenza ballabiese" potrebbero comunque essere messe in discussione ai sensi dell'art. 8 dello Statuto dei lavoratori che proibisce ogni accertamento "su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore". Inoltre il protocollo tra Comune, Provincia e azienda non lega in alcun modo nuove assunzioni a un piano aziendale derivante dalla realizzazione della nuova fabbrica, ma lascia all'azienda la libertà sulla base di "fatturato e commesse", ovvietà per qualsiasi impresa.
  8. "La strada è pericolosa, verrà messa in sicurezza". Verra resa più sicura aumentando il traffico di tir e autotreni, compresa la Provinciale, per l'aumentata produzione nella nuova grande azienda?
  9. "Le nuove risorse consentiranno la realizzazione di parcheggi a Ballabio Superiore". Dove? E il Comune non era in grado di farlo da solo? Per agevolare Ballabio Superiore è necessario peggiorare la vita a Ballabio Inferiore?
  10. "Non ci chiudiamo al confronto". Noi abbiamo chiesto subito di coinvolgere i cittadini, ci è stato risposto di no. Chi ha insistito per ottenerlo è stato rimosso dall'incarico, come l'assessore, Longhi o il capogruppo Pedrazzini, mentre anche l'assessore Pirovano spiega di essersi dimesso, a maggio 2021, di fronte a questo approccio sulla Combi Arialdo. Questa è la realtà della situazione pascolo del Barech. Non siamo pertanto disposti ad avallare le sorprendenti affermazioni fatte al riguardo dal sindaco Bussola, perchè stavolta non è in gioco una manciata di like da strappare sui social, ma la questione seria del benessere della comunità. Tanto dovevamo ai cittadini”.
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