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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Consonno, un progetto per salvare le rane nella città fantasma

A Olginate è attivo un comitato: "Dopo la rottura della fontana serve un nuovo spazio dove possano riprodursi. Abbiamo già un progetto, ma serve l'ok della proprietà"

Avevano scelto la città fantasma per riprodursi, deponendo le uova in una storica fontana nel cuore di Consonno. Le condutture dell'acqua erano poi state rotte ormai sei anni fa e dai 500 girini in media, i piccoli anfibi appena nati sono scesi a meno di 50. Da qui la scelta di un gruppo di olginatesi di costituire un comitato per salvare le rane creando un nuovo stagno dove permettere agli animali di accoppiarsi e deporre le uova.

Un'iniziativa attenta all'ambiente, e allo stesso tempo alle tradizioni e alla caratteristiche naturali del luogo situato sulle alture di Olginate, poi trasformato nella Las Vegas della Brianza a inizio anni Sessanta, e diventata da tempo una location abbandonata, tra decadenza e suggestione. Il comitato dedicato alla salvaguardia della "Rana di Cunson" è composto dall'ex sindaco di Olginate Italo Bruseghini, da Luciano Redaelli, da Mario Dell'Oro e da Pierluigi Cattaneo.

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"Quando saltavano in 500 era uno spettacolo"

"Come al Moregallo dove diversi volontari ogni anno salvano i rospi durante l'accoppiamento, anche noi abbiamo pensato di tutelare le rane e riportarle nel loro habitat naturale, fino a pochi anni fa proprio a Consonno - raccontano Redaelli, Bruseghini e Dell'Oro - Per deporre le uova a metà di marzo scendevano tantissime rane sul piazzale nei giorni nuvolosi e un po' umidi, ne si vedevano saltare raggiungendo la fontana almeno 500. Uno spettacolo della natura andato avanti per diverso tempo fino al 2016, poi qualcuno ha manomesso lo scarico della fontana compromettendo così la nascita dei girini. Noi ci siamo impegnati per ridare loro un luogo dove riprodursi. Abbiamo iniziato a scrivere a Comune, Provincia, Comunità montana per coinvolgere le istituzioni vicino a noi e successivamente anche alla Regione".

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Italo Bruseghini, Luciano Redaelli e Mario Dell'Oro.

"Abbiamo parlato con l'agronomo Giorgio Buizza, incaricato dalla proprietà, e grazie anche al coinvolgimento del Parco del Curone con il suo presidente Marco Molgora abbiamo individuato un'area dove realizzare uno stagno artificiale - aggiunge Redaelli - Eravamo anche riusciti ad ottenere i fondi necessari da Regione Lombardia pre creare questo spazio di circa 100 metri quadrati dove lasciar confluire le rane. Abbiamo proposto la convenzione alla proprietà per realizzare lo stagno, ma la proprietà ci ha detto di no. I soldi per quel progetto sono così stati destinati ad un altro intervento in Brianza. Ma noi non vogliamo arrenderci. Dato che abbiamo lavorato 5 o 6 anni per realizzare questo progetto vogliamo nuovamente chiedere pubblicamente agli enti locali, alla proprietà di Consonno e alle associazioni ambientaliste di aiutarci in questa iniziativa. Per il bene della natura e di Consonno stessa".

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