Consumo di suolo: a Lecco e provincia +0,09%, è l'incremento più basso in Lombardia

La media regionale è pari a +0,22%. Legambiente: «Nel 2019 la realtà più virtuosa è stata quella Lecchese, segnali invece preoccupanti dai territori a est»

Una veduta di Lecco.

Nel 2019 il consumo di suolo a livello Lombardo ha fatto registrare un incremento pari allo 0,22%. La realtà più virtuosa è quella lecchese dove, nel corso dell'ultimo anno, l'utilizzo di territorio è risultato pari a più 0,09%. Non va però dimenticato che la nostra provincia, capoluogo compreso, si attesta sulla media regionale del 12% di suolo occupato da costruzioni e immobili piazzandosi così a metà classifica. 

È quanto emerge dai dati presentati oggi a Roma dall'ente pubblico Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) all'interno del Rapporto annuale che fotografa la situazione delle trasformazioni territoriali in Italia, con numeri molto dettagliati, comune per comune. Dalle pieghe del Rapporto emergono segnali di cambiamento, dopo una lunga fase di rallentamento legato soprattutto alla crisi del settore delle costruzioni. Lo studio è stato commentato da Legambiente, con un focus specifico dedicato alla realtà lombarda non certo esemplare per quanto riguarda la tutela del verde e del territorio. 

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«La Lombardia, complessivamente, non può che confermare il suo piazzamento al primo posto dell’infausta classifica nazionale del consumo di suolo, con i suoi 287.000 ettari di superficie ormai impermeabilizzata da cemento e asfalto - dichiarano in un comunicato stampa i portavoce di Legambiente Lombardia - Il 2019 ha portato una perdita di altri 642 ettari agricoli convertiti in superfici urbanizzate, un dato in linea con quelli precedenti, ma che rappresenta la classica "media del pollo" tra contesti provinciali molto differenti, in cui si distinguono province del settore nord occidentale, in cui i dati sono in rallentamento, a partire da Lecco, di gran lunga la più virtuosa tra le province lombarde: insieme a quella di Milano che ha avuto una "crescita zero" del consumo di suolo nel 2019. Si tratta di buone notizie, che dimostrano, nei fatti, che è possibile avere una buona qualità della vita e dell’economia senza sacrificare la risorsa naturale.

Al contrario, la fascia della bassa pianura, quella con i terreni più fertili e ben irrigati, continua a registrare perdite di suolo significative: «Se nel decennio 2010 erano soprattutto le province di Milano, Lodi e Pavia ad accusare le perdite maggiori, ora i dati più allarmanti giungono dal settore sud-orientale della regione, in particolare dalla pianura delle province di Brescia, Mantova e Bergamo. In queste sole tre province infatti si concentrano perdite per 355 ettari di suolo nel 2019, il 55% del totale regionale».

I dati di tutte le province lombarde

Provincia        % territorio urbanizzato        crescita consumo di suolo 2019

VARESE                       20,9%                            35,8 Ha                 0,14%

COMO                          12,2%                            22,9 Ha                 0,15%

SONDRIO                     2,6%                              11,4 Ha                 0,14%

MILANO                       31,5%                             65,8 Ha                 0,13%

BERGAMO                   11,8%                            85,0 Ha                  0,26%

BRESCIA                     10,3%                           183,9 Ha                 0,37%

PAVIA                             9,5%                             42,7 Ha                 0,15%

CREMONA                   10,4%                            65,8 Ha                  0,36%

MANTOVA                    10,5%                            83,6 Ha                  0,34%

MONZA                        40,6%                            21,1 Ha                   0,13%

LECCO                       12,0%                            9,1 Ha                 0,09%

LODI                             12,1%                            15,0 Ha                  0,16%

LOMBARDIA                12,0%                        642,0 Ha                   0,22%

«Preoccupa il tema dei centri di smistamento del commercio digitale»

«Gran parte dei nuovi stock di consumi di suolo in queste province deriva da nuove realizzazioni di compound logistici e centri di smistamento del commercio digitale, che richiedono grandi superfici e che, quasi sempre, atterranno su terreni liberi su cui sia possibile assemblare capannoni da consegnare nel più breve tempo possibile alla committenza - precisa Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente - Si tratta di un business immobiliare che deliberatamente trascura i sedimi dei tanti capannoni abbandonati lasciati a deperire spesso di fianco ai nuovi centri logistici, una situazione generata dall'inadeguatezza del sistema delle regole necessarie ad arginare un fenomeno che ha molti connotati speculativi».

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La "denuncia" di Legambiente riguarda in particolare la provincia di Bergamo, che si accinge ad approvare il Ptcp, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. «Lamentiamo una generale caduta di sensibilità degli amministratori locali sul tema della tutela del suolo, e il PTCP di Bergamo suona un campanello d’allarme nel momento in cui di fatto contempla diritti, scambiabili tra comuni, di consumare suolo, in pratica trasformando il suolo in moneta circolante dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Così si rischia di innescare una spirale pericolosissima, a cui ci opporremo in ogni modo».

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