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Novanta studenti lecchesi ricevono la Costituzione: “Non abbiate paura di osare”

Il sindaco Mauro Gattinoni e alcuni assessori hanno ricevuto, sul palco di piazza Garibaldi, i tanti giovani che hanno fatto richiesta

Circa novanta giovani lecchesi hanno ricevuto, nel tardo pomeriggio di mercoledì 1 giugno, la Costituzione della Repubblica italiana. L'hanno fatto incontrando, sul palco di piazza Garibaldi, il sindaco Mauro Gattinoni e alcuni assessori del Comune di Lecco. Il primo cittadino ha rivolto loro anche un lungo discorso, che riportiamo integralmente, nell'ambito della Festa dello Studente.

Il discorso di Gattinoni ai giovani lecchesi

“Carissime ragazze, carissimi ragazzi,
che bello vedervi qui! Che bello finalmente poter tornare a celebrare la “Festa dello Studente” e a incontrarci di persona dopo due lunghi anni di stop.

Oggi ci troviamo per un motivo molto importante: la consegna a ciascuno di voi della Costituzione della Repubblica Italiana, la base di tutto l’ordinamento del nostro Stato, in occasione del compimento dei vostri 18 anni. Un passaggio questo che segna formalmente il vostro diventare cittadini dello Stato Italiano, con diritti e doveri, a partire da quello che vi permetterà di scegliere i vostri rappresentanti nelle Istituzioni o di esprimervi su questioni fondamentali: il voto.

In questa cerimonia il Comune, il Sindaco, vi accolgono formalmente nella comunità civile della nostra Repubblica Italiana che ha nel Comune il dettaglio amministrativo più piccolo e nel singolo cittadino, in ciascuno di voi, il germe vitale della libertà e della democrazia.

Abbiamo voluto iniziare questo momento con la lettura dei 12 principi fondamentali, i 12 articoli che della Costituzioni costituiscono la base. Tra questi, sarà forse ovvio viste le circostanze, voglio soffermarmi sull’articolo 11, la cui prima parte recita: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

La nostra carta costituzionale è figlia della Resistenza, di uomini e donne giovani quanto voi che sentirono il dovere morale di opporsi alla dittatura e lottare per la libertà. Una realtà storica che la nostra Italia conobbe più di 70 anni fa e che, oggi, vediamo rivivere sotto i nostri occhi in un terribile conflitto che sta insanguinando di nuovo la nostra Europa. Anche questa volta vediamo giovanissimi, dai professori agli operai, dagli studenti ai cantanti, difendere la propria terra da un’invasione per difendere l’autodeterminazione e la democrazia del proprio Paese. La democrazia, infatti, non può funzionare se tutte le libertà non funzionano insieme.

L’articolo 11 usa parole forti: “L’Italia ripudia la guerra”. Un verbo che dichiara la totale distanza dalla pace, che ripugna, indica nel conflitto armato qualcosa di assolutamente stomachevole, quanto di peggio possa esistere nella relazione tra gli uomini. I padri fondatori hanno allora istituito in questo articolo la supremazia della diplomazia affinché da costruttori di muri si passasse a essere costruttori di ponti e a farsi ambasciatori di pace affinché gli orrori della guerra non si ripetessero. Il dialogo come soluzione alle controversie: un imperativo valido per ognuno di noi.

La seconda parte dell’articolo è altrettanto importante: “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.” Vengono promosse le organizzazioni internazionali e si sancisce la limitazione, auto-limitazioni, alle sovranità degli Stati per il bene comune, la pace. Ed è qui che pone le basi e trova il suo perché la nostra Unione Europea e occorre fare un minimo di memoria storica circa la natura di tali “limitazione di sovranità”: libertà di movimento di persone, merci e servizi oltre i confini dei territori; la moneta unica europea al posto delle valute nazionali; oggi, in seguito alla pandemia, cessione di sovranità finanziaria e possibilità d’indebitamento comune per il Next Generation EU, e, ancora, si accenna a una diplomazia comune europea e a una forza di difesa unitaria. Quest’Unione è certamente perfettibile e migliorabile ma è preziosa e va difesa perché, ispirata dall’articolo 11, ha già dimostrato di poterci assicurare 70 anni di pace!

Tornando a noi, a oggi. Nel gesto simbolico che compiamo, di promozione e diffusione della Carta Costituzionale, si manifesta tutta l’importanza dell’essere cittadini e del vivere in un Paese libero e democratico: esserne consapevoli è il primo passo per sentirsene responsabili.

E vi propongo di iniziare subito a esercitare la vostra partecipazione. Ora, insieme all’Assessore all’Educazione Emanuele Torri e all’Assessore ai Giovani Alessandra Durante, vi chiameremo per consegnare nelle vostre mani una copia della Costituzione. A ciascuno di voi è stato consegnato un foglietto colorato e una matita per affidare a quest’urna, mentre salirete, i vostri sogni di giovani cittadini lecchesi. È il vostro primo esercizio di democrazia!

Pensateci bene e non abbiate paura a osare, lasciate libera la vostra creatività perché è ciò di cui più abbiamo bisogno: perché noi oggi siamo chiamati a disegnare la città che voi vi troverete a vivere. Siate i protagonisti del cambiamento!

Grazie.”

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