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Sabato, 13 Agosto 2022
Ancora degrado / Maggianico / Via Mario Martelli

Maggianico, disagi senza fine: ancora degrado e vandalismi, urla fino a notte fonda

Il problema si trascina ormai da anni e i residenti tornano ad avanzare la richiesta di cintare il parco San Rocco

A Maggianico la situazione non accenna a migliorare. I vandalismi continuano a ripetersi all'interno del parchetto San Rocco: niente di nuovo, purtroppo, rispetto alla situazione vissuta dai residenti nei mesi scorsi e che vi abbiamo periodicamente raccontato. “Durante l'ultimo periodo la situazione è stata nei limiti del difficilmente tollerabile, a volte è anche peggio rispetto alle fotografie che abbiamo scattato in questi giorni”, ci riferiscono. Nello specifico il regolamento per l'utilizzo del parchetto è stato incendiato in due distinte occasioni e la questione sembra difficilmente risolvibile senza l'installazione della tradizionale segnaletica verticale in metallo. La richiesta dei residenti è sempre quella: “Cintare il parco, senza lasciare il libero accesso di giorno e di notte, dato che i gruppi di perditempo rimangono lì fino a tarda ora causando danni e disagio, tra urla, schiamazzi, sassi lanciati a destra, a manca e via dicendo”. Vandalisimi che danneggiano anche il prezioso lavoro di manutenzione fatto ad aprile dai Cantonieri di Comunità.

Il cartello danneggiato

Facciamo un piccolo passo indietro nel tempo: dopo le recenti segnalazioni dei residenti, di cui noi stessi ci siamo occupati, l'area 6 del Comune di Lecco (governo del territorio, opere pubbliche, manutenzioone e decoro urbano) ha provveduto a far posizionare, a inizio marzo, un cartello riportante il regolamento sul muretto di cinta che delimita la zona. Regolamento evidentemente non gradito dai ragazzi che, soprattutto durante la fascia serale, la frequentano: venerdì notte lo stesso è stato bruciato, inoltre sono stati abbandonati sassi e rifiuti sul prato, il tutto a pochi centimetri di distanza dai cestini.

“Il cartello, un foglio imbustato messo sul muretto, era inadeguato - avevano raccontato i residenti - e sabato mattina è stato trovato bruciato. La segnaletica dev'essere stabile come da prassi, come quella affissa per il divieto di accesso dei cani, ma rimane il problema che questi atti vengono compiuti di notte; del resto, se il parco rimane aperto i vandali possono fare quello che vogliono”. La richiesta, come detto in precedenza, è quella di cintare tutta l'area per renderla inaccessibile durante le ore serali e notturne.

I disagi dei residenti a Maggianico

Nella sua complessità, il problema si trascina ormai dal 2020, ovvero dalla riapertura dopo i due mesi di lockdown stringente cui è stata posta tutta la popolazione: “Il parchetto San Rocco sta causando disagi ai residenti della zona, dato che viene frequentato di giorno e di notte da gruppi di ragazzi che poi si fermano fino a tarda ora e abbandonano vari rifiuti nel verde”, ci avevano raccontato i residenti a febbraio. La fase acuta si è avuta durante l'estate 2021: “In quel caso il gruppo è arrivato a essere formato da 20-30 persone, inoltre sono comparse anche delle casse che hanno dato modo di sparare la musica fino alle ore centrali della notte”. Non è sempre stato così, chiaramente: “Fino all'arrivo della pandemia siamo sempre stati dentro livelli tollerabili. Ora, invece, già da febbraio si vedono dei comportamenti inaccettabili. Il rione nel complesso è vivibile, ma si delinea un problema da affrontare soprattutto in vista dell'arrivo della bella stagione”.

La testimonianza è di chi ci vive e ci ha mostrato le fotografie scattate nella mattinata di sabato 19 febbraio: “Oltre alle cartacce abbandonate in giro, abbiamo ritrovato anche un cartello stradale preso da chissà dove e dei sassi che erano stati posizionati su un terrapieno durante la sistemazione dell'area effettuata qualche anno fa, tolti dalla loro sede per non si sa quale motivo”. Una soluzione “potrebbe essere quella di cintare il parco, vietandone l'accesso almeno durante la notte”.

“Non bastano le pattuglie”

Le case della zona sono abitate “da persone non giovanissime, che hanno paura di possibili ritorsioni” da parte dei gruppetti, che in caso di brutto tempo si ritrovano sotto i portici dei condomini: i fatti dell'ottobre 2021, quando a San Giovanni si registrò una brutale aggressione, sono lì a testimoniare che i rischi, nel voler dire la propria, sono da tenere tristemente in considerazione. Sicuramente, e lo dimostrano proprio gli eventi di cronaca provenienti dal rione di Santo Stefano, “inviare qualche pattuglia in più a controllare può fungere da deterrente, ma non basta. Il problema del disagio giovanile è profondo, diffuso a macchia di leopardo in tutta la città, e bisogna lavorare concretamente per trovare delle risposte adeguate. Il grado d'inciviltà e mancanza di rispetto è ben oltre i livelli del tollerabile”.

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