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Donati i defibrillatori acquistati con la raccolta fondi a nome del "Pescegatto"

Consegnati i primi tre dispositivi salvavita, sono pronti a scattare i corsi per imparare a utilizzarli. La mamma di Marco: "Soddisfazione avere coinvolto tante persone su un tema così delicato"

Sono stati consegnati i defibrillatori acquistati per il territorio lecchese, frutto del secondo step della raccolta fondi dedicata a Marco Pietro Rossi, il Pescegatto. Domenica, in compagnia di molti amici, è andata in scena la consegna ufficiale dei dispositivi salvavita, in particolare a Beneri Spa con Ruben Limonta, Scurbatt con Francesco Orcese, AnpdI con Arnaldo Tavola. 

Presenti anche i medici e i volontari di "60mila vite", che hanno preso parola presentandosi ai futuri corsisti ed effettuando anche una dimostrazione dell'uso dell'apparecchio, rendendo la situazione più familiare ai presenti. Paola, la mamma, ha tenuto di nuovo a ringraziare tutti del sostegno e dell'amicizia nei confronti di Marco e della famiglia in questi mesi difficili, e ha dato rilevanza ai vari componenti che hanno reso possibile la giornata.

«Addio Marco, ragazzo speciale: ora sarai sempre il nostro angelo»

"Saranno 60 le persone che potranno tramite questa iniziativa partecipare al corso di formazione per operatore Dae riconosciuto sul territorio nazionale, una risposta che ci dà grande soddisfazione per essere riuscite a coinvolgere tante persone rispetto a un tema così delicato", spiega Paola, la mamma di Marco.

Il primo corso è previsto per il 19 luglio con i ragazzi del gruppo Scurbatt. I defibrillatori sono stati attivati e verranno inseriti nel registro Nazionale segnalandone la presenza sul territorio in caso di necessità. "Hanno cominciato il loro percorso di Salvavita, e vedere una macchina così piccola accendersi è stato come vedere una luce nascere da questa grande tragedia. Spero che la nostra storia possa essere d'ispirazione e sensibilizzazione in merito a queste apparecchiature che vediamo "fiorire" su tutto il territorio, e soprattutto l'importanza di essere preparati ad agire, come abbiamo visto anche in Tv nelle scorse settimane quando Christian Eriksen si è accasciato al suolo in una fase di gioco e grazie alla prontezza di soccorso ha potuto riprendersi".

Ora, informano i parenti di Marco, manca soltanto l'inaugurazione del defibrillatore che è stato consegnato al centro di Paracadutismo di Cremona: è in attesa di installazione della teca termoregolata che necessita il collegamento a un impianto elettrico di sostegno. 

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