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La lectio magistralis di Enrico Letta al polo universitario di Lecco.

La lectio magistralis di Enrico Letta al polo universitario di Lecco.

Enrico Letta a Lecco: «Benessere e diritti, l'Europa è il nostro futuro. Per i giovani Erasmus gratuito»

Intervento dell'ex Premier al Politecnico: «Dall'economia all'ambiente, bisogna credere in una UE più forte ed efficiente. Tante Brexit ci ridurrebbero in pochi anni a colonie di Stati Uniti o Cina. Ripartiamo dai social per spiegarlo alla gente»

«Credere nell’Europa significa garantire un futuro migliore a noi e ai nostri figli. Tante piccole Brexit renderebbero l’Italia e gli altri Paesi europei colonie degli Usa o della Cina. Diciamo no a tutto questo, diciamo sì a un’Europa più forte, rinnovata e capace di mettere tra le sue priorità ambiente, forza economica e diritti. Dobbiamo evitare di chiuderci nel nostro caminetto e trovare invece nuove parole e riflessioni per spiegare a tutti il valore dell’Europa, partendo dai social media dove purtroppo in questi anni siamo andati in difficoltà a causa di tante fake news».

Sono i passaggi più importanti della Lectio magistralis tenuta da Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio italiano e attuale Direttore della Scuola di Affari internazionali Università Sciences Po di Parigi, ospite nel tardo pomeriggio di venerdì al Politecnico di Lecco per l’incontro “Europa siamo noi”. Affollata l’aula magna dove a dare il benvenuto a Letta era presente anche il rettore Manuela Grecchi. «L’Europa è una risorsa, e lo è anche per il mondo universitario - ha detto Grecchi - Dal 2014 a oggi il Politenico ha ricevuto 90 milioni di finanziamenti dall’UE. Basta guardare una mappa geografica per capire che senza Europa l’Italia rischierebbe di scomparire».

"Europa siamo noi": intervento di Enrico Letta a Lecco su iniziativa del Centro di Servizio per il Volontariato

Ad accogliere l’ex presidente del Consiglio anche il sindaco di Lecco. «Ringraziamo Enrico Letta per essere qui con noi oggi a parlare di Europa - ha commentato Virginio Brivio - non contro qualcuno, ma per costruire qualcosa di positivo». Ad organizzare il convegno è stato il Centro di Servizio per il Volontariato di Lecco, Monza e Sondrio con il sostegno di Api, sindacati, Politecnico e altre realtà istituzionali del territorio. «L’Europa deve tornare a essere più solidale, rilanciando alcuni valori che si stanno purtroppo perdendo - ha sottolineato Filippo Viganò del Csv - Serve un sostegno importante al terzo settore, oggi sono ben 100 milioni gli europei impegnati in attività di volontariato».

Dati demgrafici e un confronto più aperto con tutti contro le fake news per capire il valore della UE

Spazio quindi all’intervento di Enrico Letta, che ha parlato del suo libro "Ho imparato. In viaggio con i giovani sognando un'Italia mondiale” per proporre alcuni spunti di riflessione sulle origini e lo sviluppo dell'Unione Europea. Innanzitutto i numeri e la demografia: l’ex Premier ha mostrato due immagini con cartine e dati del 1966, e di come sarà il pianeta nel 2050.

«Nell’anno in cui sono nato su un totale di 100, la popolazione europea era pari a 21 - ha ricordato Letta - Nel 2050 saremo solo il 6%, con un numero totale di abitanti della Terra che salirà a 10 miliardi rispetto ai 3 miliardi del 1966. Già da questo dato potete capire perché anche per il bene dell’Italia è bene credere in un’Europa unita e forte, capace di difendere le proprie conquiste e i propri diritti, di mantenere una forza economica su uno scenario mondiale sempre più globalizzato. La logica sovranista dello “Stiamo bene da soli a casa nostra” non regge più, e danneggia innanzitutto l’Italia. Aiutiamo la gente a capirlo. Guardate la debolezza e l’incertezza creata oggi in un grande Paese come l’Inghilterra da una follia come la Brexit. Ho scritto questo libro e cerco di impegnarmi in prima persona per far capire che non è questa la via per il nostro benessere».

Dibattito a Calolzio su sovranismi e una diversa idea di Europa

Dopo aver sottolineato che l’Europa ha garantito pace e crescita a due generazioni, Enrico Letta ha quindi parlato della necessità di insistere su politiche comuni di pace, sviluppo e cooperazione. «Ma innanzitutto dobbiamo lavorare per la difesa dell’Ambiente, anche in merito a questo tema sono indicativi i dati che ho ricordato. Pensate ai consumi di 10 miliardi di persone, dall’Europa deve partire una forte politica di contenimento delle emissioni inquinanti come quella messa in atto con gli Accordi di Parigi. Dannose le scelte di Trump in merito, per fortuna molte città americane vanno nella direzione opposta a quella del presidente». Altro tema i dazi: «Sarebbero una scelta sbagliata, l’Europa parli una lingua sola anche sul fronte commerciale per poter competere con Usa e Cina». E poi la privacy. «Abbiamo già perso la battaglia tecnologica dei telefonini qualche anno fa, ora dobbiamo vincere quella sul corretto trattamento dei dati personali e dalla privacy - ha aggiunto Letta - Non condividiamo l’approccio senza regole degli Stati Uniti e neppure quello invasivo della Cina. Diritti e libertà individuali vanno sempre tutelati, com’è nella tradizione europea».

Non sono poi mancate alcune critiche all'attuale gestione della UE: «Ci sono stati errori e troppe divisioni nelle politiche dell’immigrazione, poca attenzione alle piccole e medie imprese.  Questi e altri aspetti sono da rivedere, ma non bisogna trascinare via tutto, non si può gettare via una grande opportunità».

La proposta di un Erasmus rivolto a tutti i sedicenni per sentirsi davvero europei

Infine l’appello più sentito, quello per un grande Erasmus che coinvolga tutti i giovani del continente per permettere loro di sentirsi davvero europei, di costruire un sistema migliore. «L’Europa - conclude Enrico Letta - va concepita come un progetto di futuro per i nostri giovani. Propongo quindi che l’Unione  finanzi un progetto di Erasmus gratuito che permetta a tutti i ragazzi di 16 anni un’esperienza di studio di almeno due mesi in un altro stato europeo. Torniamo a dare speranza a un sogno».

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