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I 5 santuari più suggestivi sulle alture lecchesi

Alla scoperta di cinque (fattibili) escursioni tra lago e montagna, unendo la passione per le camminate a cultura e devozione. C'è anche un candidato a patrimonio Unesco

Alla scoperta di cinque suggestivi santuari sulle alture lecchesi. Vi proponiamo alcune escursioni in grado di unire la passione per la montagna e i panorami a lago, con quella per l'arte e la storia locali. Tra camminate e devozione. Una scelta non semplice, visto che tra Lecco e la sua provincia - spaziando dalla Brianza ai comuni dell'Alto Lago, dalla Valle San Martino all'Olginatese - si trovano diversi suggestivi luoghi di preghiera, per non parlare delle tante località di pregio ideali per una camminata. Abbiamo optato per cinque mete fattibili, in altrettante luoghi dove si trovano santuari meritevoli di visite non solo da parte dei residenti della zona, ma anche di turisti con gite fuori porta da tutta la Lombardia. Precisiamo che non sempre queste cinque chiese sono aperte al pubblico, dipende dalle stagioni e dalla disponibilità di parrocchie e volontari, il cui lavoro di custodia è tanto prezioso quanto impegnativo. Suggeriamo quindi di verificare sui siti internet e gruppi facebook di riferimento.

San Girolamo Emiliani a Vercurago, dalla basilica alla Valletta

San Girolamo veduta-2

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La basilica di San Girolamo Emiliani, patrono degli Orfani, e il santuario della Valletta rappresentano uno dei luoghi di maggiore devozione cristiana in Lombardia. Situato nel comune di Vercurago, in valle San Martino, il complesso religioso è custodito dai Padri Somaschi, impegnati in una serie di importanti missioni di assistenza e solidarietà anche all'estero. Suggeriamo di lasciare l'auto nei posteggi a disposizione intorno alla basilica, facilmente raggiungibili. Da qui si sale poi a piedi imboccando la celebre salita delle cappellette, recentemente restaurata. Dopo una ventina di minuti si arriva al caratteristico santuario della Valletta. Salendo un'altra decina di minuti si può visitare anche la Rocca dell'Innominato - di manzoniana memoria - che domina la vallata sull'Adda.

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Molte sono le notizie relative ai monumenti e all'opera portata avanti da San Girolamo, nato a Venezia nel 1486 e morto proprio a Somasca nel 1537 dopo aver compiuto importanti opere di bene e di assistenza a favore dei più poveri. L'escursione alla Vallleta è forse il più semplice di questi cinque itinerari proposti. Come accennato la meta, per famiglie, grandi e bambini, si raggiunge in circa mezzora. Da qui, si diramano poi i sentieri diretti verso la Croce di Vicerola, Camposecco e il monte Magnodeno. Ma questo è un altro viaggio ancora, dedicato ai più allenati.

Il santuario di Santa Maria sopra Olcio a Mandello

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Un suggestivo luogo di culto arroccato sulle alture di Mandello, dominato dalla Grigna e accarezzato dalla vista del lago. Si tratta del santuario di Santa Maria sopra Olcio. Per raggiungerlo occorre partire dal piazzale della frazione di Somana, dove si trovano alcuni posteggi. Da qui inizia la salita caratterizzata dalle tappe della Via Crucis, tra il verde del bosco e alcuni suggestivi scorci panoramici. In un'ora scarsa di camminata lungo un sentiero ben tracciato si arriva alla scalinata d'ingresso alla chiesa, situata a poco meno di 700 metri di altezza.

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Sicuramente esistente nel 1145, quando viene citato in un privilegio papale, il santuario sorge su un'antica via di comunicazione che collegava Mandello alla Valsassina. Nel 1335 fu un ospizio benedettino, con annessi locali edificati in epoca medievale. Dal 1440 dipende dalla parrocchia di Olcio. L'altare maggiore conserva un quadro con Maria e Bambino tra i Santi Giuliano e Lorenzo. 

La Madonna della Rovinata a Lecco

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Per raggiungere il santuario della Madonna della Rovinata occorre partire dal rione di Germanedo, nella zona alta di Lecco. Si entra nel bosco e poi si prosegue salendo lungo una scalinata arrivando all'edificio religioso poco più di mezzora. In un cartello affisso vicino all'ingresso si leggono "Briciole di un autentico segno di pietà popolare" nelle quali vengono ripercorse le origini di questo santuario. Nel 1849 la furia distruttiva di una frana si arrestò contro una cappelletta con l'affresco della Madonna Addolorata tra i Santi Francesco e Carlo, che rimase intatta. La popolazione giudicò il fatto miracoloso decidendo di erigere una chiesetta vicino alla cappella. Poco tempo dopo, lungo il sentiero che si collega a valle, vennero realizzate anche una serie di cappellette dedicate alla Madonna del Rosario, poi riqualificate nel 1959 in stazioni della Via Crucis. Una ventina d'anni fa è stato quindi restaurato il santuario dalle fondazioni al tetto con la posa del nuovo altare e la sistemazione definitiva del sagrato. Anche dalla chiesa della Madonna della Rovinata si puà ammirare un bel panorama verso il lago e la città di Lecco.

San Pietro al Monte, la "perla romanica" di Civate

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Patrimonio mondiale dell'umanità Unesco. A tanto è stata candidata, nell'anno 2010 questa meravigliosa abbazia situata sulle alture di Civate che affonda le proprie radici nella seconda metà dell'VIII secolo, nell'ultimo periodo del Regno Longobardo. Qui sorse un primo esiguo monastero dedicato a San Pietro e Paolo. Come illustrato sul sito dell'associazione "Amici di San Pietro al Monte", "La leggenda narra che fosse stato proprio Desiderio a costruirlo, per compiere un voto fatto dal figlio, Adalgiso, rimasto accecato durante una battuta di caccia al cinghiale e poi miracolosamente guarito. Da allora il monastero ha vissuto altre ricostruzioni nel secolo IX e poi tra il X ed XI secolo, trasformandosi nella meravigliosa architettura romanica che ancora oggi possiamo ammirare. Fino al X secolo v’era solamente la basilica ed un semplice monastero, le cui costruzioni erano tutte addossate alla parete settentrionale della chiesa. Nell’XI secolo si aprì l’ingresso attuale, fu costruito lo scalone ed il pronao semicircolare e fu innalzato l'oratorio di San Benedetto". 

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Il complesso di San Pietro al Monte in Civate è senza dubbio uno dei complessi abbaziali più interessanti della provincia lecchese e dell’intera Lombardia, meta di notevole interesse storico, artistico, religioso. Situato a 662 metri sul livello del mare, lo si raggiunge dal paese di Civate in poco più di un’ora di cammino tramite un sentiero ciottolato di montagna che nell’ultima parte sale a gradoni, percorribile solo a piedi con scarpe comode o scarponcini (2,5 km circa /dislivello 400 m). San Pietro al Monte è inserito dal 2016 nella Tentative List dell’Unesco come patrimonio dell’umanità, nell’ambito del sito seriale "Gli insediamenti benedettini altomedievali in Italia".

Il santuario della Rocchetta ad Airuno

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Di recente, da questo luogo religioso, è stata scattata la foto meteo più bella al mondo. Stiamo parlando della Rocchetta di Airuno, a poca distanza dal fiume Adda. Le origini, la storia e le caratteristiche di questo storico santuario un tempo inserito nell’omonimo castello altomedievale è molto ben illustrata nel "Minidoc Lecco" realizzato da Dario Angelibusi. Il docente e giornalista lecchese guida questa volta il pubblico alla scoperta dell’affascinante complesso religioso posto sul territorio di Airuno. La chiesa affonda le sue origini nell'Età di Mezzo: nel X secolo infatti, era inserita nella Rocca di proprietà del nobile Alcherio, impegnato nel conflitto contro l’imperatore Ottone I. Nel Settecento, infine, la trasformazione nell’odierno santuario dedicato alla Madonna. La meta è semplice da raggiungere, basta lasciare l'auto lungo le strade o nel piazzale poco lontano dall'imbocco della salita prima e della scalinata poi che conduce alla chiesa. Una camminata di poco più di mezzora e poi si può ammirare anche uno splendido panorama. Gli sportivi della zona raggiungono la Rocchetta anche di corsa.

Quella suggestiva cascata a due passi dal sentiero del viandante

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