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"Ex area campeggio, il progetto doveva essere sottoposto subito alla Provincia"

Casa Comune: "Dagli atti dei verbali di sopralluogo, la sospensione dei lavori doveva avvenire molto prima di luglio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Quel pasticciaccio brutto di via Lungolario, ex area Campeggio. La verità, come si suol dire, viene sempre a galla... Ci sono agli atti verbali di sopralluogo dell'Autorità di Bacino e del Comune risalenti all'aprile 2023 che attestano, in modo assolutamente certo, che parti della costruzione a lago insistessero sul demanio (muri, setti, scale) senza alcuna autorizzazione, tant'è che successivamente il progettista dell'intervento scrive e conferma l'avvenuta demolizione di alcuni di essi con pagamento di tanto di ammenda.

Si tratta di parti che erano nel progetto e riportate sui disegni ma che il Comune, stranamente, non ha mai indagato in sede autorizzativa e soprattutto elementi per cui tutto il progetto doveva sottoporsi alla Provincia sin da subito! 

Non ci sono quindi dubbi che il progetto dovesse andare in Provincia per intero come segnalato dalla lettera dell'ente stesso del 28/6 e che il sindaco, i progettisti e l'Autorità di bacino l'abbiano risolta facendo demolire dei pezzi che li avrebbero "messi nei guai". Fasoli si è ovviamente ben guardato dal comunicare questi fatti, affrettandosi subito a dire che tutto era sempre stato regolare e in ordine benchè ciò non fosse e non è nei fatti vero.

Chi può dire se questo aberrante progetto, una volta sottoposto alla Provincia, non avrebbe avuto uno stop? A dimostrazione di quanto sopra e delle gravissime, mancate verifiche in sede autorizzativa prendiamo atto successivamente anche della lettera del Comune e della richiesta dell'Autorità di bacino, datate luglio 2023, che richiedono al soggetto privato nuovamente la verifica dei confini demaniali e privati e la sovrapposizione di tali dati con il progetto depositato nonché con le mappe catastali (sappiamo essere già non corrispondenti le quantità di metri quadri di proprietà rispetto alle reali utilizzate come da precedenti comunicazioni). 

Da notare... l'Autorità di Bacino possiede già tutti questi dati, per forza, per cui per quale motivo chiederli a un privato? Il Comune, dal canto suo, si affretta ad argomentare da una parte le sue inconsistenti motivazioni, dicendo che le opere autorizzate erano tutte legittime (udite udite…), ma dall'altra parte chiede anche lui conferme e verifiche di confini demaniali al privato. Incredibile.

"Perché non prima?"

Una domanda semplice semplice: ma perché non hanno svolto queste verifiche prima di devastare una spiaggia e il suo paesaggio? Soprattutto è assurdo che si chieda a chi ha realizzato un "presunto abuso" di determinare dove si colloca il confine demaniale che finisce per decidere se vi sia o meno l'abuso stesso! Senza dimenticare che dalla definizione di questo confine deriva anche la competenza o meno sulla vicenda (Comune o Provincia), quindi è totalmente inaccettabile che i dati che fissano il confine li fornisca il privato, soggetto evidentemente interessato a una sola soluzione…quella a suo favore.

Alla luce di tutto questo, ci si chiede come mai la sospensione del cantiere sia avvenuta solo a luglio, con evidenti danni per il contesto naturalistico e paesaggistico.

Dagli atti reperiti si evince, anche, che nel mese di maggio 2023 sia stata addirittura inoltrata dal privato una richiesta di autorizzazione per opere su area demaniale, a oggi non ancora approvata. 

I muri o le scale oggetto di questa presunta autorizzazione tardiva insistono sul demanio quindi! E fanno parte del progetto! Non c'è ancora nessuna pronuncia dagli enti competenti e sembra essere sparita nel nulla questa richiesta. Anche qui è evidente che la pronuncia decisiva della Provincia sia stata per mesi elusa e disattesa e ora si affronta la procedura a pezzi, nel tentativo maldestro e tardivo di riattaccare i cocci.

Crediamo di avere ampiamente dimostrato, in questa faccenda, l'ostinazione a mentire pubblicamente da parte di Fasoli e la sua maggioranza, che invece avrebbero dovuto occuparsi di difendere il territorio da questi orrori speculativi che vengono persino spacciati per rigenerazione urbana.

Casa Comune per Mandello democratica

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