Ricordato l'eccidio fascista dei partigiani alla Montagnetta di Fiumelatte

Evento di commemorazione in occasione del 75° anniversario della fucilazione dei membri della Resistenza di Rancio e del lago

In occasione del 75° anniversario della fucilazione fascista dei partigiani di Rancio e del lago a Fiumelatte, Anpi Lecco in collaborazione con i circoli "Libero Pensiero" e "S. Pio X" di Rancio, domenica si sono dati appuntamento presso la Montagnetta di Fiumelatte per ricordare l'eccidio.

Tra le autorità presenti il sindaco di Varenna Mauro Manzoni, l'assessore comunale di Lecco Lorenzo Goretti, il consigliere comunale di Lecco Bruno Biagi e il parroco don Carlo Lucini che ha recitato una preghiera per la pace e ha impartito la benedizione ai presenti. «Oggi, viviamo in un'epoca segnata da valori precari e da principi mutevoli dove gli ideali, barattabili con impudenza, sono penetrabili da effimere e corruttibili ambizioni. Sembra poi smarrita la capacità di indignarsi dinanzi a comportamenti che tendono a immolare sull'altare del trasformismo l'esercizio della coerenza, che viene ormai percepita come un futile concetto che non va più di moda. Le vite di questi sei partigiani dovrebbero rappresentare un segno eloquente per le nostre comunità», ha detto il sindaco Manzoni nel sui intervento.

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«Ci rammentano di non abdicare mai a difendere i propri ideali per evitare il rischio di perderci nelle acque tumultuose della vita e ci insegnano a orientarci nei sentieri faticosi dell'esistenza dando il giusto peso alle cose. La centralità degli esseri umani in ogni processo sociale, culturale, politico e economico deve essere un valore indiscutibile, già peraltro sancito in modo chiaro e definitivo nella nostra Carta Costituzionale. Purtroppo la misera e, a volte, miserabile cronaca quotidiana ci racconta il crescere di pulsioni xenofobe, razziste, egoistiche, che fanno considerare perfino la pietà come una debolezza che non ci si può più permettere. A questo imbarbarimento di pensiero, di linguaggio, di azione noi ci possiamo opporre con un netto rifiuto, con una vita vissuta "altrimenti", capace cioè di sottrarsi concretamente, in ogni occasione che ci si potrebbe presentare innanzi, nel fomentare e perpetuare disdicevoli comportamenti, ma soprattutto adoperandoci per far risplendere nelle nostre vite quegli ideali che proclamiamo con le parole. Le vite di questi sei partigiani testimoniano in modo trasparente questo amore per gli altri e noi oggi le onoriamo perché il loro esempio ispiri e illumini ancora i nostri cammini e quelli degli uomini e delle donne delle nostre piccole comunità».

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